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Bellinzona (Svizzera), cosa vedere nella cittą dei castelli

Bellinzona, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Una posizione strategica, a breve distanza dai passi alpini del San Gottardo, del Lucomagno, del San Bernardino e della Novena, in una valle lussureggiante orlata di montagne mozzafiato. Il profilo della città, che si staglia nitido contro il cielo terso, si riconosce da lontano ed è inconfondibile: solo Bellinzona, città svizzera capitale del Canton Ticino, ha una così bella cintura di fortificazioni e di torri, e si inserisce con eleganza nel bel mezzo delle Alpi, senza sfigurare accanto ai millenari rilievi.

La città consta di poco più di 18 mila abitanti e rappresenta un passaggio verso l’Italia, per chi viene da nord, e un accesso all’area montana, per chi giunge dal sud. Adagiata sulle sponde del fiume Ticino, è un concentrato affascinante di storia, arte e cultura, che racconta il suo passato attraverso monumenti ed abitudini curiose, e coccola i suoi ospiti con spunti creativi e proposte divertenti.

Nominata per la prima volta in un famoso documento di Gregorio di Tours, che descriveva l’arrivo dei Franchi lungo il Lucomagno nel 590 d.C. per combattere contro i Longobardi, rifugiatisi proprio nella fortezza di Bellinzona. Contesa a lungo tra Como e Milano nel periodo medievale, la città finì stabilmente nella sfera d’influenza milanese dal XV secolo, ed è proprio a questo momento che risalgono i magnifici castelli simbolo della città.

Oggi quei castelli non sono più protagonisti di assedi e asserragliamenti, ma dal 2.000 hanno attirato l’attenzione di molti appassionati per essere stati inseriti nella lista del Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, insieme alla cinta muraria e alle varie strutture fortificate. Castelgrande, il Castello di Montebello e il Castello di Sasso Corbaro sono i nomi delle tre costruzioni, la prima delle quali è stata soprannominata anche “castello vecchio” e per un periodo, dal 1818, si è chiamata Castello di San Michele.
Oggi il Castelgrande ospita un interessante museo storico-archeologico, che custodisce ad esempio l’ara romana di Carasso, un capitello con lo stemma dei Porta, l’insegna dell’antico albergo della Cervia e altri oggetti notevoli.

Il Castello di Montebello, distinguendosi dal primo, era anche detto “castello piccolo”, “nuovo” o “di mezzo”, dal 1506 si chiamò castello di Svitto e dal 1818 castello di San Martino. Belli i beccatelli di pietra che reggono il cammino di ronda sopra la cinta muraria. Infine il Castello di Sasso Corbaro è costituito da una struttura compatta, ancorato tenacemente a uno sperone roccioso a sud-est di Bellinzona, nel punto più elevato in cui si innalzano le fortificazioni cittadine.

Nelle mura di cinta si apre una porta particolarmente interessante, nella torre d’angolo di Piazza Indipendenza, creata nel 1925 e impreziosita dallo stemma marmoreo dei Visconti del Quattrocento. La parte di mura adiacente è stata ricostruita da Giuseppe Weith nel 1939, dopo un rovinoso incendio che aveva devastato il palazzo delle dogane 4 anni prima. Inoltre, addossato alla cinta di mura, c’è il monumento ai caduti di Bellinzona, con un altorilievo centrale del 1920 realizzato da Apollonio Pessina, trasformato nel 1948 in un trittico in onore dei caduti delle due guerre mondiali.

Conquistando il cuore di Bellinzona si scoprono altre architetture affascinanti, come il Palazzo Comunale risalente alla metà del Trecento, che conserva tuttora alcuni elementi della struttura originaria. Della prima versione rimangono una colonna e alcuni capitelli, un pilone murato nel portico e la porta quattrocentesca della torre, mentre nel loggiato al secondo piano è stato riprodotto il fregio ad affresco che decorava la vecchia sala ducale del Cinquecento.

Tra gli scorci più rappresentativi di Bellinzona non si può trascurare la Piazza Indipendenza, che un tempo si chiamava Piazza San Rocco in nome della chiesa che vi sorge ancora oggi. La denominazione attuale è invece dovuta all’obelisco che occupa il centro, posizionato qui nel 1903, a cento anni dall’Atto di Mediazione con cui Napoleone rese indipendente il Canton Ticino. L’attuale chiesa di San Rocco sorge sulle fondamenta di una preesistente chiesa trecentesca, e di recente è stata ristrutturata dall’architetto Fernando Cattaneo.

Ma l’edificio di culto più importante è la Collegiata, monumento rinascimentale progettato dal maestro Tomaso Rodari di Maroggia, che ha curato anche il Duomo di Como. Caratteristica è la facciata in pietra bianca di Castione, che tra le porte laterali ospita un portale imponente, sormontato dallo stemma cittadino, e fa bella mostra di un rosone di cinque metri di diametro realizzato tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento. All’interno sono molte le opere d’arte di rilievo, che spaziano dalle pitture alle sculture, sino agli arredi e agli elementi sacri.

A Bellinzona la cultura è valorizzata in ogni sua forma: è presente un bel teatro di architettura neoclassica e la Villa dei Cedri ospita un Museo d’Arte Moderna con un parco ampio e ben curato. Le tradizioni popolari, invece, si mantengono vive nel tempo grazie alle manifestazioni organizzate periodicamente, in particolare il famoso carnevale di Bellinzona, che ha più di 150 anni ed è conosciuto col nome di Rabadan. Ogni anno sono migliaia i visitatori che accorrono qui da tutto il cantone, dalla Svizzera e oltre, mentre la città per una settimana intera è in balia del Re della festa.

Da non perdere il Piazza Blues Festival di giugno, con gli spettacoli di artisti di fama internazionale, e altri eventi tradizionali come la Bacchica Bellinzonese, la festa della vendemmia con la sfilata in costume, le degustazioni di vini e gli spettacoli musicali che si tiene nel mese di settembre. In ottobre è la volta del mercato dei formaggi, in novembre c’è il Festival del Cinema Giovane Castellinaria e nel periodo natalizio ci sono gli immancabili mercatini, che portano in città un’atmosfera magica e familiare.

Raggiungere Bellinzona, la capitale del Canton Ticino, al sabato mattina significa addentrarsi in un mondo di colori, odori e sapori, quelli del tradizionale mercato che monopolizza, con le sue bancarelle, tutte le vie del centro storico. La vocazione prettamente agricola alla quale si allaccia emerge dalla tipologia delle merci esposte, legate ai prodotti della terra e a quelli tipici del territorio. Ampio spazio è lasciato all’artigianato fra cui spicca il ruolo ricoperto dalla bigiotteria creativa ricavata ad esempio dall’utilizzo dei meccanismi interni di vecchi orologi trasformati in anelli e collane. Per scoprirne tutti gli aspetti è necessario muoversi lentamente, osservare e assaporare con gli occhi – ed anche col palato, se si tratta delle specialità gastronomiche equamente divise fra salumi e formaggi - con un orecchio teso ai concerti improvvisati nelle piazzette o agli incroci. Magia aggiuntiva per i mercatini di Natale che acendono il centro nel mese di dicembre.

Il clima è quello tipico delle zone di montagna, anche se la valle si riscalda parecchio durante la stagione estiva. Gli inverni sono piuttosto rigidi, talvolta nevosi, e le estati calde ma gradevoli, grazie alle brezze vallive. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di -2°C a una massima di 5°C, mentre in luglio e agosto si va dai 16°C ai 27°C. Le precipitazioni toccano il picco massimo in maggio, quando piove mediamente per 13 giorni.

Per arrivare a Bellinzona si possono valutare diverse possibilità. Chi sceglie l’auto e viene da sud, da Milano, può servirsi dell’autostrada dei Laghi fino alla frontiera svizzera a Chiasso-Brogeda, per continuare in direzione San Gottardo lungo l’autostrada A2 in direzione nord, prendendo l’uscita per Bellinzona. In treno si arriva direttamente in città da sud, via Milano Centrale-Chiasso, mentre l’aeroporto più vicino è quello di Lugano, a una trentina di chilometri.
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