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Molveno e il suo lago, vacanza in estate ed inverno in Trentino

Un secolo fa lo scrittore Antonio Fogazzaro parlava del Lago di Molveno come di ‘preziosa perla in più prezioso scrigno’, e chi ama la montagna può capire bene il valore di uno specchio d’acqua tanto affascinante, corredato da una cornice d’eccezione. Ad alta quota, lontani dal caos delle città e vicini al cielo, si riesce ad ascoltare il vero sussurro della Terra: le conifere del bosco frusciano nel vento esibendosi in una danza maestosa, il vento frizzante fischia tra le rocce e si riconoscono le voci degli animali nascosti nella foresta. Nel cuore del Trentino Alto Adige, in provincia di Trento, il lago accoglie sulle sponde una splendida collana di villaggi montani.

Tra questi c’è Molveno, che si specchia sulla superficie argentea dell’acqua e si lascia abbracciare dalla mole delle Dolomiti di Brenta e del Massiccio della Paganella, nella parte orientale del Parco Naturale Adamello-Brenta. A riconoscerne la bellezza furono già alcuni ospiti illustri, come il re belga Alberto I, l’esploratore Umberto Nobile, lo scrittore Alberto Moravia e il già citato Fogazzaro, e anche il Touring Club Italiano ha certificato la qualità dei servizi turistici assegnando a Molveno la Bandiera Arancione.

Ma non ci sarebbe bisogno di riconoscimenti ufficiali: tutti possono trovare il paradiso in questa bella zona di montagna, scegliendo tra una vasta gamma di attrattive e divertimenti. Feste paesane, sentieri naturalistici, stazioni sciistiche e spiaggette sul lago regalano momenti indimenticabili di svago e relax, senza perdere di vista le tradizioni più genuine del posto. Sin dal neolitico l’area conobbe i primi abitanti, e grazie alla postazione strategica all’ingresso dell’Altipiano del Brenta fu contesa aspramente tra il Vescovado di Trento, i Conti del Tirolo e i Conti di Flavon. All’inizio dell’Ottocento le truppe austriache, per contrastare l’avanzata dell’esercito napoleonico, eressero sulle rive del lago delle strutture fortificate nominate ‘Fortini di Napoleone’, ancora visibili sul Promontorio del Monte Corno.

Tutt’intorno a Molveno si intrecciano colossi naturali e testimonianze storiche: i resti di antichi popoli e gli edifici di genti valorose si celano tra le foreste, e il paese è dominato ad ovest dalla catena centrale del Gruppo di Brenta, e a sud-est dal massiccio del Monte Gazza e della Paganella.
Il momento migliore per osservare questi giganti di roccia è forse l’inverno, quando le montagne si vestono di un manto candido e le atmosfere si fanno fiabesche: il cielo diventa una cupola d’argento e il terreno brilla di minuscoli cristalli ghiacciati.

Per assaporare il brivido delle montagne in inverno, ma non solo, si può raggiungere comodamente da Molveno l’Altopiano di Pradel, servendosi degli impianti di risalita o godendosi una bella passeggiata lungo i sentieri segnalati. Per chi ama gli sport sulla neve c’è la vicina Ski Area Paganella, che regala panorami eccezionali, un’esposizione al sole squisita e 25 moderni impianti di risalita, che servono 56 km di piste di difficoltà diverse. La stagione sciistica va generalmente dall’inizio di dicembre alla prima metà di aprile.

Il clima è favorevole allo sci, allo snowboard e alle altre attività tipicamente montane, con i suoi inverni rigidi e carichi di neve e le sue estati fresche, sempre accarezzate da una brezza pungente. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, sono comprese tra una minima di -6°C e una massima di -1°C. Anche l’estate riserva valori piuttosto bassi, che vanno da un minimo di 8°C a un massimo di 15°C, e temporali frequenti e abbondanti.

Se l’inverno favorisce le scivolate lungo i pendii imbiancati, l’estate invita a fare lunghe passeggiate nel verde, ma anche a scoprire le bellezze del grazioso centro di Molveno. È un caratteristico borgo alpino, con i tipici ‘volti a bott’ e le casette più antiche raccolte intorno alla chiesa principale: nel cuore della cittadella si possono vedere i balconi cosiddetti ‘alla trentina’ e gli antichi abbeveratoi, oltre al campanile recentemente restaurato che svetta sulle altre costruzioni. Il Vec, la Bepa, la Tresa, la Carla e la Picciola sono le vecchie campane che scandiscono le giornate paesane con la loro voce squillante.

Da vedere il seicentesco Palazzo Saracini, prima dimora dei conti Saracini e attuale sede della Parrocchia, ma anche il Municipio, la storica Scuola Elementare, la seconda piazza locale con il giardino e il laghetto, la centrale via Roma costeggiata dai negozi e la chiesa patronale, dedicata a San Carlo Borromeo.

Ad animare le vie del borgo e a porgere il benvenuto ai visitatori ci sono tante manifestazioni organizzate nell’arco dell’anno, dalle sagre enogastronomiche alle competizioni sportive, sino alle rassegne culturali e alle feste religiose di radice popolare. Dalla fine di gennaio all’inizio di febbraio si svolge il Paganella Family Festival, che oltre a Molveno coinvolge alcune località vicine e consiste in una settimana bianca pensata per tutta la famiglia, ideale per immergersi in uno scenario spettacolare e sbizzarrirsi insieme sulle piste.
Ma l’occasione più magica è quella dei mercatini natalizi, che dalla fine dell'Avvento all’Epifania portano nella Piazza della Chiesa una grande quantità di bancarelle, colme di dolciumi, specialità golose e piccoli oggetti dell’artigianato locale. La sera ci sono i fuochi d’artificio e i giochi a squadre, e non bisogna dimenticare la fiaccolata di fine anno né l’allestimento del bellissimo presepe vivente.

Per arrivare a Molveno si può scegliere tra varie possibilità. Chi viaggia in auto deve percorrere l’autostrada A22 del Brennero, uscire a San Michele dell’Adige, continuare fino a Mezzolombardo e oltrepassarne l’abitato, poi imboccare il primo bivio a sinistra in direzione Fai della Paganella, Andalo e Molveno. In alternativa si può prendere il secondo bivio a sinistra verso Spormaggiore, Cavedagno, Andalo e Molveno. Chi sceglie il treno può scendere alla stazione di Trento o Mezzocorona, rispettivamente a 43 km e 25 km dalla meta, per poi continuare con il servizio autobus di linea. L’aeroporto più vicino è il Valerio Catullo di Verona.
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