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Le foto di cosa vedere e visitare a Minorca

L'Isola di Minorca (Menorca), cosa vedere tra spiagge e vita notturna

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Il rispetto per la natura e la tranquillità fanno di quest'isola un luogo ideale per "staccare i fili" e recuperare la serenità. A Minorca il visitatore ha a disposizione spiagge magnifiche che si distinguono per la qualità delle loro acque e tanti luoghi naturali dove poter camminare, andare a cavallo o passeggiare in bicicletta; una vasta offerta culturale di musei, concerti, spazi archeologici, feste popolari, vita notturna, un mare ideale per navigare, una gastronomia di qualità e due città che competono in bellezza, importanza storica e atmosfera.

Minorca è l'isola più settentrionale delle Baleari, nonché il territorio più orientale della Spagna, quello dove primo fra tutti sorge il sole. Con un'estensione di 700 km², Minorca si mette in evidenza per la sua pianura, dalla quale nascono dolci colline e la piccola montagna El Toro, di 358 metri di altezza.
L'isola è geograficamente separata da una linea immaginaria che divide il nord col suo paesaggio accidentato, dal sud dove predomina il terreno calcareo con precipizi e una ricca vegetazione. Le spiagge del nord hanno una sabbia grossa e scura, quelle del sud una sabbia bianca e fine. Le acque, questo sì, sono cristalline dappertutto. La media della temperatura annuale è di 17°C, con molte ore di sole e poche piogge.

Storia

Numerose culture hanno lasciato la loro impronta sull'isola e nel carattere dei suoi abitanti: fenici, greci, cartaginesi, romani, musulmani, catalano-aragonesi, britannici, francesi e ovviamente spagnoli. Tutti insieme hanno fatto dell'isola un territorio multiculturale, ma con una forte personalità. Gli ottant'anni di presenza britannica (sec. XVIIl) sono vivi nell'architettura, nei dettagli della vita quotidiana e anche nella lingua, poiché alcune parole del catalano menorchino sono di origine inglese. Lo Statuto di Autonomia delle Isole Baleari (1983) stabilisce la doppia ufficialità delle lingue sull'isola; il catalano, come lingua propria locale e il castigliano come lingua dello Stato e restituisce le istituzioni specifiche dell'autogoverno: il Consell insular, il Parlamento e il Governo delle Isole Baleari.

Nel 1993 l'UNESCO ha riconosciuto Minorca come Riserva della Biosfera per il rispetto che ha saputo porre nei confronti dell'ambiente e della natura. Il ritardato arrivo del turismo ha permesso di mantenere quasi la metà del suo territorio allo stato naturale. Il Parco Naturale di Albufera di Es Grau, vicino a Maó, costituisce il nucleo della Riserva della Biosfera per la sua grande ricchezza ambientale e per essere il punto di riposo sulla rotta delle migrazioni per numerose specie di uccelli. Assieme al parco, costituiscono il patrimonio naturalistico anche l’Isola d’en Colom e il Capo di Faváritx.

Cosa vedere a Minorca

La maggioranza dei turisti che giunge a Minorca (Menorca in spagnolo e in catalano) lo fa attratto dalle numerosissime spiagge dell'isola (sono circa 125 quelle censite, su un totale di 216 km di litorale).
Minorca offre però anche molto altro ai suoi visitatori oltre alle spiagge (di cui parleremo oltre).

Il capoluogo è Maó (Mahón in castigliano) e si trova nella parte sud-orientale dell'isola. Conta circa 30.000 abitanti e si sviluppa di fatto sulle scogliere al termine di una profonda insenatura – alcuni lo definiscono fiordo, anche se suona un po' strano a queste latitudini – della costa. Si tratta del più grande porto naturale del Mediterraneo. Forse non è una città particolarmente bella, ma è il principale centro logistico di Minorca e può essere utile per organizzare gli spostamenti e fare acquisti. La piazza principale è Plaça d'Espanya, attorno alla quale si trovano i principali punti d'interesse turistico: il Mercat Claustre del Carme, l'Església de Santa Maria la Major e il Museu Hernandez Sanz Hernandez Mora, ed è molto vicina al terminal dei traghetti.

È però uscendo dalla città che si scopre la bellezza di Minorca, sia quella paesaggistica che quella creata dall'uomo: la Collingwood House, ad esempio, è una splendida villa georgiana che ospita oggi un hotel. Non distante si trova il borgo Es Castell, conosciuto anche con il nome di Villacarlos; proprio di fronte al paese alcune isolette Illa del Rei e Illa es Lazaret completano l'immagine da cartolina di questa zona meridionale di Minorca. Che non è l'unica, ovviamente. L'uomo, fin dall'antichità, ha infatti creato qui luoghi davvero unici: è il caso dei tanti siti archeologici che oggi si possono scoprire girando sull'isola, come quello di Talatì de Dalt, il vicino Rafal Rubì, l'insediamento di Torralba d'en Salord, Son Catlar e la Naveta des Tudons, per citare solo i più famosi.

L'entroterra dell'isola è attraversato dalla strada Me1, che collega Maó a Ciutadella tagliando di fatto l'isola in due metà. È proprio su questa strada – o nelle immediate vicinanze – che si trovano alcuni luoghi molto interessanti come paesini caratteristici e siti archeologici. Es Mercadal, ad esempio, è un borgo agricolo quattrocentesco ideale per fermarsi ad assaggiare le specialità culinarie. Da qui, per chi volesse cimentarsi con il trekking, parte anche un sentiero che conduce alla vetta del Monte Toro.
... Pagina 2/2 ... Ferreries, continuando sulla Me1, è invece un piccolo centro particolarmente conosciuto per la produzione di calzature (i tradizionali sandali menorchini, le famose avarques) e formaggi. Sorge a 141 metri s.l.m., sufficienti per renderlo il paese più alto dell'isola. Il sabato mattina il suo affollato mercato vende i prodotti della Terra.

La tappa successiva, ormai giunti sulla sponda occidentale dell'isola, è Ciutadella de Menorca, o più semplicemente Ciutadella, la seconda città per importanza.
Fu fondata dai cartaginesi, ma subì la distruzione ad opera dei turchi nel XVI secolo. Ricostruita un secolo più tardi, divenne il capoluogo dell'isola prima che giungessero i britannici a trasferire la sede nella rivale Maó.
Il bel centro storico merita senza dubbio una visita: Plaça d'es Born è la piazza principale, circondata da edifici ottocenteschi. I vicoli che da qui si diramano per la città vecchia donano a Ciutadella quell'aria tipicamente spagnola e mediterranea che tanto piace ai suoi visitatori. Tra i molti edifici storici, segnaliamo il Castell de Sant Nicolau, ad ovest del centro, una torre di guardia seicentesca che serviva da sentinella per l'ingresso al porto; oggi, oltre al fascino che emana, è uno splendido luogo per ammirare il panorama lungo la costa meridionale e sulla vicina Maiorca. A Ciutadella, nella seconda metà di giugno, si svolgono le feste de San Joan con i celebri caixers, i cavalieri che si esibiscono in mezzo alla folla.

Le spiagge di Minorca

Dicevamo delle oltre 125 tra spiagge e calette censite sull'isola. Non c'è dunque che l'imbarazzo della scelta. Per facilitarla, si può però operare una prima distinzione tra quelle della zona nord, generalmente più selvaggia e battuta dal vento, e le spiagge della zona sud, solitamente caratterizzate sabbia bianca e protette dalle pinete.
Non potendo per ovvie ragioni fare un elenco completo, vi proponiamo una lista delle più conosciute e forse più belle spiagge di Minorca.
La minuscola Cala Binidalí si trova nella parte sud-orientale dell'isola ed è una della lunga successione di spiagge che da Punta Prima costellano il litorale meridionale fino a Cap d'Artrux: Cala Biniancolla, Cala Binibec, Cala Binisafùller, Cala Canutells, le due Cales Coves sotto la necropoli talaiotica, Cala en Porter vicino alla famosa Cova d'en Xoròi, la grandissima Platja de Son Bou (la più lunga di Minorca), Cala Escorxada, Cala Mitjana, Cala Santa Galdana sono, ognuna con le proprie caratteristiche, alcune delle più apprezzate.

Sulla costa occidentale segnaliamo Cala Blanca, Cala Santandrìa, Cala Blanes e le calette rocciose note come Cales Piques; già sulla costa settentrionale, invece, molto frequentata è la zona di Codola di Torre Nova con le sue innumerevoli spiaggette, così come Cala Morell, Cala d'Algaierens, Cala des Pilar, Cala Barril (proprio di fronte alle Illas de Ses Bledes), Cala Pregonda, le due insenature di Platja de Binimel, la spiaggia del promontorio di Cap de Cavalleria e la baia del piccolo borgo di Fornells.
Sulla costa orientale le spiagge si concentrano quasi tutte a nord di Maó: quella di Son Saura, la “puzzolente” Cala Pudent per via delle alghe morte a riva, l'Arenal d'en Castell, la frequentatissima Port d'Addaia, la seminascosta Platja de Mongofre Nou, le rocce nere di Cap de Favàritx, la tranquilla Cala Presili, Cala Cavaller, Platja Es Grau, glòi scogli di Cala Binilauti e la comoda Cala Mesquida.
Per maggiori informazioni rimandiamo al nostro articolo dedicato alle 10 spiagge più belle di Minorca.

Come arrivare

Durante la stagione turistica le possibilità per arrivare sull'isola dalle principali città europee sono molteplici, sia via mare che per via aerea. Le compagnie aeree, anche lowcost, volano sul moderno aeroporto di Minorca situato in località San Clemente, a 4 km dal capoluogo Maó (Mahón).
I collegamenti con la Spagna in traghetto si effettuano esclusivamente da Barcellona e Valencia (via Palma di Maiorca). Il collegamento marittimo con Maiorca (Mallorca) funziona più volte al giorno.
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