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Le foto di cosa vedere e visitare a Marrakech

Marrakech, alla scoperta della seconda cittą del Marocco

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Marrakech, quarta "città imperiale" del Marocco dopo Fès, Rabat e Meknes, si trova nella pianura dello Haouz, duecentoquaranta chilometri a sud di Casablanca, al centro di un'oasi di palme che si estende su circa tredici mila ettari.

Con iI suo milione e mezzo di abitanti, è oggi la seconda città del Marocco, dopo Casablanca, ed è divenuta una stazione climatica invernale di grande importanza per la dolcezza del suo clima, dovuta alla vicinanza della catena dell'Atlante, la cui vetta principale, il Toubkal, è alta 4165 metri, e da ottobre a giugno, ricoperta di neve, forma un meraviglioso contrasto con la vegetazione estiva che circonda la città. Il titolo di "imperiale" è stato attribuito a Marrakech per aver ospitato una delle dinastie che regnarono sul Marocco: nei mesi invernali essa accoglie oggi i villeggianti di alto rango. Per molti anni, fu uno dei soggiorni preferiti di Winston Churchill.

L'agglomerato urbano di Marrakech è diviso in due zone nettamente differenziate: la Medina, e la città europea. Nell'enorme quadrilatero della Medina, lungo tre chilometri e largo due, racchiuso in una poderosa cerchia di bastioni di colore rossiccio come la terra di Marocco, vive la popolaztone araba, in abitazioni di terra battuta tra le quali si insinuano strade strettissime e tortuose.

Sulle case a un piano si innalzano gli edifici storici dell'epoca imperiale. Intorno alla cerchia murata si è sviluppata poi la città europea, e Marrakech è divenuta cosl il punto di incontro di due Afriche, quella già occidentalizzata e quella ancora spontanea e misteriosa, l'Africa "nera" e magica dei cantastorie, dei predicatori, dei vivacissimi mercati ai quali affluiscono le genti del sud e i berberi della montagna. Per essi, da nove secoli il nome di Marrakech ha un fascino e un prestigio immensi: è la grande città della potenza e della bellezza.

Il fondatore di Marrakech, Youssef Ben Tachfine, primo sovrano della dinastia almoravide che regnò sul Marocco e su una parte della Spagna, arrivò nel luogo dove ora sorge la città verso la prima metà del secolo XI (anno 1060/70 circa), guidando i suoi guerrieri sahariani. Superati i valichi dell'Alto Atlante, egli si accampò in quella località pianeggiante, che era assai temuta dalle carovane a causa dei predoni: era infatti chiamata "Marroukech"(scappa alla svelta). Un nome di cattivo augurio, che tuttavia non impedì a Ben Tachfìn di costruirvi la propria capitale. l'unico inconveniente era la mancanza d'acqua: fu creato allora un ingegnoso sistema di pozzi e di canali, utilizzando le acque piovane e quelle che defluivano dalle montagne.
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Il sovrano fece poi piantare le prime palme, dando così inizio al "trapianto" di un'oasi sahariana sul versante nord dell'Atlante. Quarant'anni dopo la sua fondazione, Marrakech era già il centro politico di un impero che si stendeva dall'Ebro al Senegal, da Algeri all'Atlantico. Il suo periodo di maggior splendore fu il XVI secoio, al tempo della dinastia dei Saaditi.

Già allora, come ancora oggi, il cuore della città era la piazza Djema-el-Fnaa: il nome significa "riunione dei morti", perché qui avvenivano le esecuzioni capitali. Djema-el-Fna è una piazza "folle": mercato pubblico, festa permanente, luogo di divertimento e di predicazione. E' come un enorme palcoscenico dove si danno convegno venditori di amuleti, di erbe magiche e di cibi, guaritori, incantatori di serpenti, giocolieri e acrobati.

E poi incontrerete improbabili dentisti con la loro collezione di molari e incisivi estratti a..cielo aperto e i venditori di acqua molto pittoreschi da fotografare ma non vi azzardate a bere l'acqua, se volete avere qualche speranza di continuare a visitare questo meraviglioso paese che è il Marocco.

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