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Castel del Rio: visita al borgo sul fiume Santerno, i marroni e gli altri eventi

Risalendo lungo le rive del fiume Santerno da Imola, oltrepassata la scogliera della Vena del Gesso, si giunge dalla Romagna alla Toscana e a segnare il confine fra le due regioni si trova l’antico comune di Castel del Rio.

La storia del borgo

La sua storia precede l’epoca romana, i suoi primi insediamenti sono infatti legati ai celti, come testimoniano le sepolture e i relativi corredi funebri databili fra VI e V secolo a.C.
In origine esisteva Massa di Sant’Ambrogio, un piccolo borgo altomedievale fra l’odierna Castel del Rio e la sua frazione Montefune e probabilmente costruito da popolazioni dell’Oltrepò in fuga dai barbari.
Prima Matilde di Canossa poi la Chiesa ebbero il controllo della Massa, fino a che Federico Barbarossa riuscì ad annetterla all’Impero. Nessuna di queste figure fu particolarmente importante per il piccolo borgo che deve attendere il 1209 per diventare feudo della famiglia Alidosi e, grazie ad essa, conoscere momenti di relativo splendore. Per oltre quattro secoli i membri della famiglia, temuti e rispettati dalla popolazione, realizzarono importanti opere per il territorio, conosciuto in tutta la penisola, soprattutto grazie a Riccardo, il cardinale Francesco ed Obizzo.

Gli Alidosi si stabilirono quindi a Massa di Sant’Ambrogio agli inizi del XIII secolo, dove venne realizzato un grande castello quale loro dimora. Accadde però che nel corso del ‘500 un violento terremoto distrusse il paese di cui non rimane oggi più alcuna traccia, fatta eccezione dei ruderi dell’abitazione alidosiana, il cosiddetto Castellaccio.
Contemporaneamente andava sviluppandosi una piazza commerciale nel piccolissimo centro di Castrum Rivi, ovvero Castel del Rio. Su un’altura, lungo il torrente che attraversa il paese, gli Alidosi fecero costruire una seconda residenza, dove si stabilirono con l’avvento dei Ghibellini che presero possesso del Castellaccio e di Massa di Sant’Ambrogio. Sul finire del ‘200 sempre più famiglie si stabilirono intorno al nuovo mercatale, venne quindi eretta una chiesa e nacque ufficialmente Castel del Rio.

Per ben quattrocento anni la famiglia degli Alidosi ebbe il controllo del territorio e nonostante la grande tirannia mostrata nei confronti del popolo è ancora oggi celebrata e festeggiata. Furono infatti alcuni dei suoi membri a realizzare le opere architettoniche che rendono speciale il comune, come Palazzo Alidosi, voluto dal cardinale Francesco o il famoso Ponte Alidosi, commissionato da Obizzo.
Il terremoto che distrusse la vicina Massa di Sant’Ambrogio fu più clemente con Castel del Rio, la quale crebbe in popolazione e aumentò la sua importanza, quale centro principale della zona.

La Romagna è stata storicamente una delle regioni in cui lo Stato della Chiesa ha avuto maggior influenza e potere, pertanto anche Castel del Rio finì col passare sotto il suo dominio e nel 1638 termina il governo alidosiano e l’autonomia del comune.
Per oltre due secoli il dominio pontificio fece rimpiangere alla popolazione la nobile famiglia che aveva retto e ben governato il comune in passato, per questo motivo l’invasione francese non fu particolarmente ostacolata.
Nel 1859 anche il comune alidosiano viene annesso al Regno d’Italia ma sotto la provincia di Ravenna. La situazione cambiò nuovamente nel 1884 quando entrò definitivamente a far parte del territorio bolognese e del circondario di Imola.
Numerose furono le vittime legate alle due guerre mondiali, ed in particolare la seconda colpì profondamente il comune, la Linea Gotica determinò infatti l’occupazione tedesca e i disastrosi bombardamenti alleati.

Cosa vedere e cosa fare a Castel del Rio

A ricordare questo triste periodo della storia italiana è il Museo della Guerra, ospitato all’interno di Palazzo Alidosi. Si tratta di uno dei più importanti musei bellici della regione e al suo interno sono custoditi importanti reperti su entrambe le guerre mondiali, con particolare attenzione per le attività partigiane e i tristi episodi di deportazione della popolazione locale. Sono più di 1600 gli oggetti e i resti che ammoniscono il visitatore e oltre 1500 sono i testi ospitati all’interno della biblioteca dedicata, a testimonianza del grande impatto che l’esperienza bellica ha avuto nel territorio alidosiano.

Oggi Castel del Rio è un sereno borgo di villeggiatura, immerso nella natura. Il suo paesaggio sfuma dai colori tipici degli ambienti della media e alta collina a quelli della prima montagna e su tutto dominano gli innumerevoli castagneti, ai quali si deve una castagna particolare, tipica della zona, dalla forma oblunga e dal sapore inconfondibilmente dolce e intenso. Il Marrone di Castel del Rio è oggi un prodotto I.G.P., celebre in tutta Europa, e ad esso è dedicata un’intera sagra, la più antica del paese. La Sagra del Marrone si svolge ad ottobre, con importanti eventi che vedono il marrone come protagonista, esaltato in ogni sua caratteristica.

A celebrare questo nobile prodotto è anche il Museo del Castagno, dove un’esposizione didattica permette di conoscere questa pianta in ogni suo aspetto.
Come anticipato, la famiglia Alidosi ha fortemente lasciato il segno nel territorio, in particolare attraverso due importanti monumenti. Uno di questi è Palazzo Alidosi, oggi sede del Municipio. Costruito nel corso del ‘500, probabilmente su progetto di Bramante o di Francesco da Sangallo e per volere del cardinale Francesco Alidosi, con lo scopo di sottolineare la ricchezza e il potere della famiglia. Il progetto iniziale era indubbiamente ambizioso: il palazzo doveva essere una dimora inespugnabile. Un grande cortile interno con un pozzo centrale, incorniciato da un elegante loggiato in pietra arenaria, doveva essere protetto inizialmente da ben quattro bastioni a losanga, dei quali però, ne vennero realizzati esclusivamente due. Un ponte a tre arcate collegava l’esterno con l’interno, un profondo fossato proteggeva infatti la fortezza, al cui interno si trovano anche le prigioni. Diversi erano gli spazi esterni che addolcivano l’ambiente: il Giardino delle Delizie e il Cortiletto delle Fontane, prezioso ricordo rinascimentale.

Il secondo elemento architettonico, e forse il più iconico, legato alla famiglia alidosiana è il Ponte Alidosi che da più di cinque secoli permette di attraversare le acque del Santerno. Si tratta di un raro esempio di ponte a schiena d’asino, la cui arcata è alta ben 19 metri e larga 42, e nelle cui mura si contano ben cinque stanze, utilizzate dalle guardie del ponte stesso e da sempre avvolte da un alone di mistero. Il progetto, affidato ad Andrea Gurrrieri, fu voluto da Obizzo, quale segno della solidità e della potenza della sua famiglia, rinvigorita dopo un periodo di difficoltà. Si trattò di una costruzione che ebbe un grande impatto nell’economia locale, contribuendo notevolmente a fare di Castel del Rio il fulcro dei commerci del territorio, tuttavia la sua realizzazione costò enormemente in termini di vite umane e impiegò la popolazione per oltre vent’anni.

Non distante dal paese si trova inoltre una suggestiva chiesa, la Chiesa di Valmaggiore, di antiche e nebulose origini. Della sua storia non si sa molto ma è da sempre un punto di riferimento, prima di ogni viandante e oggi degli abitanti del circondario. Il tetto della chiesa è crollato e attualmente è stato sostituito con una copertura in vetro. L’interno è spoglio e rimangono solo tracce di affreschi sulle pareti. Potrebbe sembrare una chiesa sconsacrata, tuttavia vi si celebra ancora la messe annulamente, in una domenica di luglio, a ricordo della grande importanza che questo edificio ebbe in passato come luogo di culto.

Ciò che rende speciale il comune, oltre questi particolari monumenti, è senza dubbio la natura. Per questo motivo si è scelto di realizzare il Centro Didattico Ambientale della Fauna Selvatica dell’Alta Valle del Santerno - Animal Tower. Situato anch’esso all’interno del Palazzo Alidosiano, ha l’obiettivo di sensibilizzare il visitatore sull’importanza della grande diversità biologica del territorio, attraverso attività divertenti e stimolanti. Al suo interno sono ricostruiti, nei minimi dettagli, gli ambienti dell’Alta Valle del Santerno.
Lungo 68 km, il fiume Santerno, prende vita da una sorgente del Passo della Futa e segna profondamente ed inevitabilmente tutta la vallata che attraversa. Il tratto montano e collinare, dove si trova il borgo, è uno dei più belli dell’Appennino tosco-romagnolo. Numerose sono le aree attrezzate per la balneazione e i picnic, come Lido Valsalva, o i tratti ricchi di fauna fluviale per gli amanti della pesca. Una delle zone più suggestive del comune è la frazione di Moraduccio, dove le belle cascate e l’acqua fresca offrono suggestive alternative al mare nei giorni più caldi.

Il territorio, scarsamente urbanizzato e ricco di boschi e prati verdi, è l’ideale per gli amanti del trekking e della mountain bike. I primi possono ad esempio scegliere di scoprire l’Anello della Valle del Magnola fino a Monte La Fine, con un percorso di 11 km che permette di godere di paesaggi suggestivi, sfiorando i 1000 m s.l.m.; oppure, altrettanto suggestivo, è il giro di Rio Zafferino, lungo 5 km, che immerge nel verde dei boschi, fra sorgenti e fontane ma anche antiche costruzione.
I percorsi proposti per gli appassionati di Mountain Bike hanno tutti una lunghezza compresa fra i 35 e i 45 km, e non sono troppo impegnativi. Si segnalano in particolare l’Anello di Valmaggiore e Monte Battaglia, il giro dei Prati Piani e di Ca’ del Gobbo e il giro di Monte Battaglia e Campiuno.

Eventi e manifestazioni da non perdere

Come la maggioranza dei borghi della regione, a Castel del Rio hanno luogo numerose feste paesane e sagre. Oltre alla già citata Sagra del Marrone, grande rilevanza e partecipazione ha la Festa Rinascimentale di luglio. La festa, storico - culturale, celebra la grandezza della famiglia Alidosi che per oltre quattrocento anni ha governato il comune. In quest’occasione ogni alidosiano indossa abiti rinascimentali e ovunque sono riproposti prodotti e piatti tipici dell’antichità.

In concomitanza con questo evento ha luogo la Sagra della Gnoccata, durante la quale si celebra lo gnocco fritto, un piatto tipico, insieme agli altri prodotti tipici della cucina romagnola e toscana.

Il 25 aprile, in occasione della festa della Liberazione, viene allestito un grande mercato floreale e ha luogo la colorata e profumatissima Festa dei Fiori.
Oltre alla castagna, il sottobosco offre un altro prodotto di qualità: il porcino, anch’esso viene quindi onorato con una sagra a lui dedicata che si svolge ogni anno negli ultimi due fine settimana di agosto. A settembre invece è tempo di Sagra del Tartufo.

Castel del Rio è il luogo di villeggiatura ideale per gli amanti della cucina e della montagna appenninica. Il caldo torrido della pianura non raggiunge le alture alidosiane e le fresche acque che bagnano il territorio offrono l’occasione di suggestivi momenti di relax lontani dal caos e dalla movida della riviera romagnola. In autunno e in primavera il paesaggio offre il meglio con un’infinità di sfumature e profumi da scoprire, passeggiando negli incontaminati castagneti e nei fitti boschi.

Come arrivare a Castel del Rio

Castel del Rio è raggiungibile comodamente da Imola con l’automobile o con i mezzi pubblici. La linea 44, che ha il capolinea nella stazione degli autobus, ben collega i due comuni. Chi non avesse un mezzo proprio può quindi arrivare comodamente in stazione ad Imola, prendere l’autobus e raggiungere Castel del Rio in poco meno di un’ora.
Con l’automobile le strade da percorre per raggiungere il comune alidosiano sono quattro, a seconde della provenienza. Da Bologna si percorre la SP Sillaro Bordona, da Imola la SP Selice Montanara in direzione di Firenze, dalla Valle del Senio la suggestiva Strada della Lavanda in direzione di Fontanelice, da dove si prosegue sulla SP 610 per Firenze, infine, chi proviene dalla Toscana, muovendosi in direzione Mugello/Firenzuola percorre la SP Montanara in direzione di Castel del Rio.
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