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Valdichiana, tour in Toscana tra borghi ed agriturismi

Toscana, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

La Valdichiana porta impressa nei suoi borghi, nei suoi nomi, nelle sue terre, l’impronta della civiltà italica più importante dopo quella romana, che a quest’ultima dette anche del filo da torcere: il popolo Etrusco. Quasi tutte le località hanno, nel proprio territorio, scavi che hanno portato alla luce importanti reperti dell’epoca.

Località chiave dal punto di vista etruscologico è sicuramente Chiusi, la città di Porsenna. Nelle sue viscere si trova un percorso di gallerie, a cui si accede dal Museo della Cattedrale, che la tradizione popolare attribuisce al Labirinto di Porsenna, ma che, in realtà, non è altro che il reticolo dell’acquedotto etrusco, che percorre tutte le fondamenta cittadine fino a una cisterna etrusco-romana: attraverso una scala a chiocciola si raggiunge la torre campanaria, divenuta campanile nel ‘500. Anche nelle campagne circostanti vi sono chiari segni della presenza etrusca: numerose necropoli, che coprono un arco di tempo che va dal IX al I secolo a. C che continuano a essere scavate, portando alla luce ancora oggi tombe e reperti.

Numerose sono le iscrizioni portate alle luce (circa 3000), molte delle quali sono conservate nel locale Museo Civico-La città sotterranea, in cunicoli per l’appunto sotterranei. Attualmente sono visitabili alcune tombe di famiglia, tutte con tre camere sepolcrali, appartenenti alla Necropoli di Poggio Renzo. La più celebre è la Tomba della Scimmia, datata attorno al V sec a.C., che deve il nome alla presenza della raffigurazione di una piccola scimmia, oltre a scene di giochi in onore della defunta. Interessante è anche la Tomba della Pellegrina, una tomba famigliare d’età Ellenistica in uso tra il IV e il II sec a.C, che accoglieva 17 deposizioni in sarcofagi e urne cinerarie, in parte ancora visibili all’interno. E’ possibile visitare anche la Tomba del Leone, della fine del VI sec a.C, caratterizzata da soffitti a cassettoni con policromie ornamentali nelle due camere laterali.

Anche a Chianciano Terme, fino a pochi decenni fa destinata all’eterna notorietà solo per la sua vocazione al benessere termale le scoperte si sono susseguite a ritmo vertiginoso e in quantità insospettabile. In una delle ultime campagne di scavo sono state censite, in un sito del territorio comunale di Chianciano Terme, oltre cinquecento tombe ancora da scavare. Grazie anche all’unicità dei reperti, è stato costruito un museo interamente dedicato agli Etruschi, il Museo Civico Archeologico delle Acque. È una struttura progettata ex novo con criteri espositivi modernissimi che privilegiano la didattica e che danno modo finalmente di capire come era disposto un corredo funebre, evincendo così il rango del defunto, il suo ruolo sociale e concedendo anche uno spaccato interessante sulla vita quotidiana di allora. Le sale si susseguono tematicamente ordinate e ambientate con coerenza. Di recente inaugurazione sono la sezione femminile, che evidenzia la posizione particolarmente emancipata della donna in questa civiltà, e il percorso “vietato NON toccare”, per non vedenti o ipovedenti, con pannelli esplicativi in caratteri braille, presenta anche delle riproduzioni in scala che è possibile “vedere” con le dita.

Un tour alla scoperta degli Etruschi non può prescindere da Sarteano. Gli scavi del XIX e del XX secolo nella campagna circostante hanno rivenuto numerose necropoli da cui sono emersi reperti molto significativi, custoditi nel Museo civico archeologico di Sarteano. Nel 2000 sono cominciati gli scavi nella necropoli delle Pianacce, che hanno portato alla scoperta di una tomba con pitture di grande bellezza e dal fascino misteriosamente sinistro: quella cosiddetta della “quadriga infernale”, per via di una pittura che vede rappresentato il demone Charun, dalle zanne ferine e dalle chiome di fuoco che a bordo di una quadriga volante trasborda nell’aldilà l’anima di un defunto. La tomba è visitabile solo il sabato, alle ore 11, su prenotazione chiamando il Museo di Sarteano. Al fine di permettere a tutti di condividere l’emozione della visita, è nata l’idea di ricostruire l’ipogeo direttamente in museo nel pieno rispetto delle dimensioni e delle sue reali caratteristiche, associandolo ai reperti originali rinvenuti nella tomba e ad una proiezione in realtà virtuale possibile grazie ad uno schermo touch screen. Per la prima volta in Italia è stata infatti utilizzata una tecnica innovativa che permette di riprodurre le pitture parietali etrusche grazie ad una speciale tecnica di stampa digitale, realizzata direttamente su intonaco applicato ad un supporto leggero, con un effetto che supera per resa realistica anche le scenografie teatrali e cinematografiche più attente.

Persino la “Perla del ‘500”, Montepulciano, ha importanti spunti per gli appassionati del mondo etrusco e romano. Nei dintorni del borgo, infatti, sussistono due località di particolare interesse archeologico: a Pianoia, dove sono state portate alla luce piccole tombe etrusche a una camera risalenti a un periodo che va dal IV al II sec a.C. e a Fontegrande, dove i reperti recuperati parlano della presenza di una grande villa abitata dal I al V sec d.C. I reperti sono ora custoditi nella sezione archeologica del Museo Civico di Montepulciano.
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 Pubblicato da - 11 Marzo 2010 - © Riproduzione vietata

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