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Le foto di cosa vedere e visitare a Morano Calabro

Morano Calabro: il castello e la visita al borgo del Pollino

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Con i suoi 4.966 abitanti, Morano Calabro emana una fortissima elettrostaticità emozionale dalle pendici del massiccio del Pollino, affacciandosi da un’altezza di 700 metri ch’è una sorta di balcone panoramico sulla Valle del Coscile nella provincia di Cosenza.

Storia e origine del nome

Muranum e poi Summuranum in epoca romana lungo l’antica via consolare Regio-Capuam, il borgo era dotato di un Castello ampliato e ristrutturato nel Cinquecento dal principe e feudatario Pietro Antonio Sanseverino, che ne ebbe la proprietà fino al subentro nel secolo successivo degli Spinelli principi di Scalea.

Morano si sviluppò tutt’intorno al fortilizio (oggi i suoi ruderi ne permettono l’identificazione con il Castello Normanno-Svevo), ed entro un sistema fortificato di mura che ha contribuito sensibilmente a farne il uno dei borghi medievali meglio conservati della Calabria. Dal 1863 il paese ha acquisito l’aggettivo Calabro per distinguersi dal suo omonimo, Morano sul Po.

Compreso nel Parco Nazionale del Pollino, il comune è iscritto dal 2003 nella lista de I borghi più belli d’Italia, fa parte delle destinazioni del Progetto EDEN istituito dalla Commissione Europea ed è stato insignito della Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano. A essere innanzitutto premiato è il tessuto naturalistico territoriale circostante, tappezzato di armoniose aree agricole rispettose dell’ambiente e delle zone boschive tempestate di olmi, gelsi, lecci e pioppi, pini e aceri che ospitano una popolazione faunistica comprensiva di cinghiali, lupi, volpi e tassi, lontre e nibbi reali che si librano nel cielo sorvolando distese di uliveti e vigneti.

Cosa vedere a Morano Calabro

Dei ruderi del castello ne abbiamo parlato poc'anzi, il maniero comunque impressiona nonostante solo due dei sei imponenti torrioni si ergono maestosi sul borgo storico.

Viene poi l’organizzazione urbana in cui si serba attenzione da dedicare al parco chiese molto fitto, presieduto dall’Arcipretale dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, risalente all’anno Mille, molto antica e quindi degna di sommo rispetto sebbene modificata in più occasioni nel corso dell’Ottocento. Dotato di campanile distaccato e cupola a calotta, l’edificio cova un interno a croce latina e a triplice navata colto dalla fusione di tardo-barocco e anticipi rococò, un ambiente reso regale da elementi artistici evidenti, quali una Madonna delle Grazie affrescata in navata sinistra, la Croce processionale evinta dalla cultura argentaria napoletana quattrocentesca, varie statue di santi poste nelle nicchie laterali e opere pittoriche come il Compianto Cristo Morto di Cristofaro Roncalli. Quanto agli arredi lignei, essi sono preziosi manufatti afferenti essenzialmente leggio, pulpito e coro, realizzati dagli abilissimi ebanisti Agostino e Mario Fusco, tenutari di una celebre bottega in auge nel ‘700.

Un esempio di architettura monastica lo si ritrova nel tardo-gotico espresso dalla quattrocentesca Chiesa di San Bernardino da Siena, che in facciata mostra due bei portali in pietra gialla e all’interno a unica navata aveva l’onore di ospitare il Polittico di Bartolomeo Vivarini, traslato poi nella medievale Chiesa di Santa Maria Maddalena, molto più centrale poiché ubicata nella piazza principale, una vera e propria chiesa-museo considerando il macroscopico patrimonio artistico celato al suo interno (anche qui la mano dei Fusco si fa enormemente sentire negli arredi lignei stupendamente intagliati). La Chiesa di San Nicola è l’unica nel paese che sfoggia due facce della stessa medaglia corrispondenti a due corpi di fabbrica posti su differenti livelli, il superiore per San Nicola e l’inferiore per Santa Maria delle Grazie.
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La Chiesa di Santa Maria del Carmine conclude il quadro ecclesiastico, aprendo poi quello monasteriale costituito da quanto resta del Monastero di Colloreto e quello conventuale inerente il Convento dei Padri Cappuccini, non più attivo e meritevole di una visita per assaporarne il silenzio evocativo entro il quale poter contemplare pezzi d’arte autentica come la statua dell’Addolorata di Giacomo Colombo e il Ciborio dell’altare maggiore intarsiato in madreperla.

Se abbiamo dapprima citato la chiesa-museo, sono esposizioni vere e proprie i musei de Il nibbio, mirato alla conoscenza e promozione della cultura naturalistica concernente il Parco, e il Museo di Storia dell’Agricoltura e della Pastorizia, diviso in ben nove sezioni che analizzano specificamente il paesaggio e il suo rapporto con l’uomo lavorante nei campi. Nel centro storico è stata invece allestita l’esposizione privata D’Agostino, focalizzata su geologia, malacologia e paleontologia.

La Villa Comunale di Morano Calabro nasconde un bellissimo Giardino pubblico solcato da viottoli che, se percorsi, avviano all’esplorazione di alberi secolari e conducono al piazzale dominato dalla peschiera con getto d’acqua, una cornice che nella flora soprattutto identifica il proprio personale punto di forza. Escursioni fuori dal contesto urbano sono finalizzate alla scoperta delle Grotte di San Paolo, ricche di concentrazioni calcaree, e del Monte Sassòne con la sua Grotta di Donna Marsilia, antica necropoli dove sono stati rinvenute reliquie e reperti interessanti.

Eventi, feste e manifestazioni

Gli eventi più partecipati e sentiti risultano la Festa della Bandiera e la Festa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo: la prima si svolge a maggio e riguarda una sontuosa ricostruzione storica della battaglia che antepose i moranesi ai saraceni; la seconda ha luogo a luglio ed è una due giorni di processioni e commemorazioni di stampo aggregativo. Molto attese anche la Festa della Vergine dell’Annunziata a maggio, la Festa Patronale dedicata a San Bernardino da Siena nello stesso mese, la Festa di San Rocco ad agosto e, a chiudere la stagione estiva, la Festa della Madonna delle Grazie nel mese di settembre.

Come arrivare a Morano Calabro

In auto, dall’autostrada SalernoReggio Calabria si esce a Morano Calabro – Campotenese per chi proviene da nord, a Morano Calabro – Castrovillari per chi arriva da sud; in treno bisogna arrivare alle stazioni di Sibari o Sapri e prendere la coincidenza servita dalle autolinee della Ferrovia Calabro-Lucane; l’aeroporto di riferimento è quello di Lamezia Terme nei pressi di Catanzaro.


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