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Bagnara Calabra: la visita al castello e alle sue spiagge

Bagnara Calabra, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Incastonata a semicerchio tra un tratto di costa del Mar Tirreno e le pendici dell'Aspromonte calabrese, Bagnara Calabra si affaccia su quel tratto di mare compreso tra l'inizio della Sicilia e la fine della Calabria, lì dove le Eolie puntellano le acque del Tirreno.
Situata in provincia di Reggio Calabria, nel centro della Costa Viola, striscia di terra lunga 35 chilometri compresa tra Palmi e Villa San Giovanni, Bagnara si è guadagnata l'appellativo, che condivide con la vicina Scilla, di “Perla del Tirreno” per le numerose attrattive che offre a chi la visita, dalle spiagge di sabbia finissima bagnate da acque cristalline alle ricchezze archeologico-storiche che disseminano il territorio, fino ad arrivare alo spettacolo serale, quando i tramonti colorano di viola l'aria e lo Stromboli si vede in lontananza.

Ipotesi storiche collocano l'origine di Bagnara Calabra al periodo dei Fenici che, pare, si spinsero fin sulle coste calabresi attirati dalla bellezza dei luoghi e qui fondarono numerose colonie. A suffragio di tale ipotesi si sottolinea la particolarità del dialetto bagnarese o di certi riti religiosi o, ancora, di alcune tradizioni popolari, come la pesca del pesce spada, ad esempio, che sembrerebbero discendere proprio dai costumi fenici.
La prima traccia storica e documentata che si possiede ci porta al 1085, quando Ruggero il Normanno, conte d'Altavilla, dà il via alla fondazione dell'Abbazia di Santa Maria e dei XII Apostoli e apre la strada a quello che in pochi anni sarebbe diventato uno dei centri nevralgici più significativi di questa zona, grazie alla posizione strategica che le permetteva un'ampia visuale sul mare.

Il comune è abitato da poco più di 10.000 abitanti su un territorio che si sviluppa per circa 24 km2 abbarbicandosi sulle pendici aspromontane che salgono velocemente con i tipici terrazzamenti coltivati a vigneti. L'abitato sorge sul mare, dove prende il nome di Bagnara Marina, e si innalza gradualmente fino a 600 mt di altezza, dove si può trovare la parte più antica della città, quella abbracciata al promontorio di Marturano.

Qui si trova, in posizione dominante rispetto all'abitato sottostante, il Castello Ducale Ruffo, fatto costruire proprio dal Conte Ruggero d'Altavilla nell'XI secolo per contrastare le invasioni saracene, è stato restaurato nel 1783 dopo il devastante terremoto che colpì la zona e ne mise pesantemente a repentaglio la stabilità. Oggi ancora perfettamente conservato presenta una pianta quadrangolare e s'appoggia sulla fortificazione naturale rocciosa ed è attualmente sede di mostre ed eventi culturali.

Proseguendo la discesa verso il mare s'incontra la Chiesa di Maria SS del Monte Carmelo, conosciuta più semplicemente come Chiesa del Carmine, fatta costruire da Carlo Ruffo, il duca di Bagnara Calabra, affinché diventasse sede di opere assistenziali e caritatevoli gestite dai Carmelitani. Anch'essa fu distrutta dal sisma del 1783 e ricostruita sulle rovine di quella originaria: la facciata, rivestita con pietra di Siracusa sapientemente modellata in stile neoclassico con accenni barocchi, conquista anche il turista più esigente. La Chiesa del Carmine è uno degli edifici più antichi di Bagnara e rappresenta ancor oggi un punto di riferimento importante per la comunità cristiana della città.

Altra tappa obbligatoria è la Fontana di Garibaldi, ubicata accanto alla Chiesa del Carmine, eretta nel 1864 per celebrare la visita del grande Generale il quale, la leggenda racconta, si fermò presso la fonte su cui è stata costruito l'imponente monumento attuale per dissetarsi. Prima di arrivare sulla costa e godersi le bellezze che il mare propone, s'incontra la Torre Ruggiero, o “Capo Rocchi”, costruita intorno al 1570, anche se qualche fonte la fa risalire al XIII secolo. Si tratta di una torre di circa 7 metri di diametro con corpo cilindrico dalla quale si può godere di una vista meravigliosa su ciò che lo Stretto di Messina riesce a proporre e che la sera, grazie alla suggestiva illuminazione che il comune ha allestito intorno all'antica struttura, diventa punto di ritrovo sia per i cittadini che per i turisti.

Bagnara Calabra, però, non è solo un perfetto esempio di sintesi tra arte e storia, ma è anche relax e ciò che di meglio una cittadina di mare può proporre. Spiagge bianchissime che si estendono per oltre un chilometro dai piedi del “Monte Cucuzzo” alla Torre Ruggiero e lambiscono un tratto di Tirreno con fondale basso ed acque cristalline, perfette, dunque, per le famiglie con bambini e per chi vuole fare vita da spiaggia negli attrezzatissimi lidi. A nord del porto, invece, lo scenario diventa più selvaggio ed adatto agli appassionati di mare e di fondali; qui, infatti, le pendici dell'Aspromonte si tuffano nelle acque del Tirreno e danno vita a spettacoli naturali sottomarini, come le grotte naturali che possono essere visitate dai turisti o diventare meta per gli appassionati di pesca subacquea.

Bagnara Calabra è nota per la tradizione della pesca del pesce spada, che si può gustare nei numerosi ristoranti tipici dislocati sul territorio. Gli abitanti vivono, infatti, quasi tutti di pesca, fatta ancora seguendo le antiche tradizioni ed utilizzando le "spadare", particolari imbarcazioni dotate di una torre di vedetta centrale che serve per avvistare i pesci in mezzo al mare. In agosto ogni anno ha luogo la “Sagra del Pescespada” proprio per celebrare questa antica tradizione marinara e l'importanza che ha per tutti i cittadini.
Altrettanto importanti sono la produzione del torrone, realizzato con ingredienti naturali della zona, come le immancabili mandorle ed il miele biologico che viene raccolto sulle pendici della collina, e quella dello squisito zibibbo locale, che merita indubbiamente di essere assaggiato, magari durante la “Sagra dello Zibibbo” che si svolge, solitamente, a settembre.

Se si dispone di qualche giorno in più non possono mancare una visita alla vicina e mitica Scilla, a soli 10 km, conosciuta anche come la “Ninfa dello Stretto” per le tradizioni epiche che sono state tramandate da Omero e Virgilio, un'occhiata alla frazione Pellegrina, in cui sarà possibile ammirare le due fabbriche di ceramica che producono oggetti di pregio esportati in tutto il mondo ed una giornata da dedicare a Reggio Calabria ed al suo magnifico, e poco conosciuto, museo che ospita non solo i Bronzi di Riace ma anche tante altre opere d'arte che testimoniano le origini antiche e ricche di storia di questa meravigliosa parte del nostro Stivale.
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 Pubblicato da - 05 Agosto 2016 - Riproduzione vietata

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