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Week end tra il Lago di Garda, Montecampione e il comprensorio del Tonale

Lombardia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

C'è chi afferma che in provincia di Brescia le montagne non sono come da tutte le altre parti delle Alpi. Quando, poi, si chiede una spiegazione, allora si scopre che la montagna bresciana non è una ma sono tante, tante quante le ragioni che dalla nascita della civiltà alpina, qui testimoniata dalla numerosità dei graffiti, hanno indotto l'uomo a vivere questi rilievi in modo diverso. Il contadino ha imparato ad amarla per i prodotti che essa è in grado di donare. L'alpino ricordale memorie dei "veci" che qui fronteggiarono il nemico nella guerra più alta mai combattuta in Europa. Lo sportivo cita volentieri le possibilità offerte dai comprensori del Tonale, di Ponte di Legno, di Monte Campione. L'appassionato di vela, windsurf e canoa pensa invece alla spuma delle onde infrante tra le scogliere e lo scafo dell'imbarcazione, presso spiagge e isole che sul Lago di Garda assumono caratteri quasi mediterranei. Allora, se solo si fosse stati indecisi sulla meta per le prossime vacanze montane, ascoltando tanti pareri favorevoli verrebbe voglia di abbandonarsi all'esplorazione di montagne tanto inusuali.

Il sistema orografico della provincia consiste in tre grandi valli pressoché parallele separate da catene montuose molto elevate e solcate da fiumi che nel caso della Val Camonica e della Val Chiese formano alcuni dei grandi laghi prealpini lombardi. Proprio sul Lago d'Iseo, una delle montagne assume una connotazione da primato europeo e italiano: Monte Isola, infatti, non è solo la più grande isola lacustre nazionale, ma è anche quella di altitudine più elevata tra le isole dei laghi dell 'intera Europa. Ancora nei pressi del Sebino il Monte Guglielmo svetta sul bacino da un dislivello di quasi 1800 metri. Le sue pendici, prima di smorzarsi nelle acque si concedono la bizzarria di creare le piramidi di terra formate dall'erosione da dilavamento nel comune di Zone. Ancora l'azione dell'acqua, questa volta a fini terapeutici, ha reso famosa Darfo-Boario e le sue terme, quelle che in una famosa pubblicità degli anni passati erano decantate dal motto "Boario, fegato centenario".

Continuando ad allontanarsi dalla pianura, entrambi i versanti svelano crinali battuti solo da sentieri ed eccezionalmente percorsi da strade, come ad esempio quella che da Pian Camuno risale alla stazione invernale di Monte Campione, o quelle che da Cividate risalgono in direzioni opposte verso Breno e verso il Passo di Crocedomini. Montagne diverse per frequentazione e caratteristiche del paesaggio. Se in direzione della Concarena e del Pizzo Camino, rilievi dolomitici contrastano con fitti boschi, sul versante opposto forme quasi lunari accompagnano l'escursionista verso il palcoscenico del primo conflitto mondiale, superando valichi suggestivi, come ad esempio il Passo della Vacca, che deve il nome alla forma di bovino di una grande roccia si tuata proprio sulla sella presso il lago ai piedi del Corno Blumone e del rifugio Tita Secchi.
Poco distante, i massi che solo all'inizio del secolo si credeva fossero stati scolpiti per scherzo, si sono rivelati come la più grande scoperta archeologica dell'arco alpino. Oggi classificati come patrimonio dell'umanità dall'Unesco, raccontano in modo visuale l'esistenza quotidiana degli uomini che circa diecimila anni fa abitavano la vallata. Il Parco delle incisioni di Capo di Ponte, la riserva di Ceto, Cimbergo e Paspardo e le altre aree tuttora in corso di studio fanno immaginare il rapporto primordiale tra le tribù e le vette circostanti, probabilmente credute luoghi sacri, come pare essere testimoniato in tempi più recenti dalla credenza di elementi soprannaturali sul Pizzo Badile Camuno, al margine della vallata del Torrente Tredenus. Val Paisco e Val di Corteno sono le ultime direttrici in direzione ovest, verso la Val di Scalve la prima e rivolta alla Valtellina la seconda. Dalla parte opposta, invece, tutte le vallate sembrano convergere in direzione dei ghiacci del gruppo dell' Adamello, tra laghi, seracchi e morene che portano ancora incise le ferite della Grande Guerra. Sui crinali, casematte, trincee e camminamenti sono ancora alloro posto a testimoniare come i veri nemici tra i due schieramenti fossero il freddo e la natura impervia dei luoghi.

La stessa natura isolata ha conservato fino ad oggi i percorsi di accesso, a tratti addirittura agibili dalle mountain bike dove un tempo osavano soltanto i muli. Edolo è l'ultimo crocevia prima della parte terminale della valle, dove si trova la conca di Ponte di Legno che, congiuntamente al Tonale, propone divertimento e attività sportiva sciistica ed escursionistica per dodici mesi l'anno.
Val Trompia e Val Chiese sono sempre state direttamente tributarie del capoluogo, sito alloro sbocco nella Pianura Padana. Privilegiate per la vicinanza ai siti dell'attività estratti va, camminando sui loro crinali è ancora facile imbattersi negli accessi alle profonde miniere dove da giovanissimi i valligiani erano costretti alla difficile vita del cavatore per sbarcare il lunario. Quasi a congiungere le vallate e a connetterle poi alla Val Camonica, la Valle del Caffaro è nota per i suoi boschi e per l'attività sciistica da discesa e da fondo che, oltre l'abitato di Bagolino, vi si pratica nella stagione invernale, quando la grande Piana del Gaver assume connotati da altri continenti.
Da ultime, ma solo perché al margine del confine orientale, le cime del Parco Naturale dell' Alto Garda Bresciano riescono a conciliare l'aspetto tipicamente alpino degli alti pascoli con la connotazione squisitamente mediterranea del litorale, collegato all'entroterra da sentieri e viottoli che parrebbero tracciati per quegli escursionisti e quei ciclisti che sembra vogliano dimenticarsi dell' esistenza del generale Inverno, che qui perde la battaglia con l'azione mitigatrice del più grande lago italiano, nelle cui acque scendono ripidi i rilievi. Fonte: Regione Lombardia

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