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Escursione tra le montagne del Varesotto

Lombardia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Montagne e valli della provincia di Varese hanno mantenuto nel tempo caratteristiche immutate da quando, all'estremo confine del Ducato di Milano, erano territorio di frontiera. Le strade hanno mantenuto l'andamento tortuoso di quelli che un tempo erano solo viottoli di campagna in direzione delle quote elevate. La fascia prealpina di Varese inizia già alle porte del capoluogo, dal quale si snoda il percorso del celebre Sacro Monte, non solo una meta spirituale ma anche un eccezionale balcone panoramico sulla provincia, sui suoi laghi e sulla pianura circostante.

Le quattordici cappelle che scandiscono la salita elevano anche al territorio del Parco Regionale del Campo dei Fiori, che oltre all'area protetta include anche sei riserve naturali, un osservatorio astronomico, una cittadella delle scienze e il Museo Insubrico di Storia Naturale a Induno Olona. Ancora nel parco, la Badia di Ganna e i vicini laghetti sono un anticipo delle peculiarità che le Alpi varesine possono offrire a chi avesse la pazienza di addentrarvisi. 11 sentiero 3V (Via Verde Varesina) lo percorre dalle sponde di Maccagno sul Lago Maggiore fino al Ceresio, articolandosi in dieci tappe alla scoperta dei paesini, dei resti di fortificazioni e dei panorami aperti a vedute che spaziano dal Monte Rosa alIe Orobie, comprendendo ampi scorci delIe Alpi Svizzere.

Da Varese, Valganna e Valcuvia si incanalano quasi parallele verso settentrione. L'abitato di Arcumeggia è famoso per gli affreschi che decorano le case facendo gli meritare il titolo di paese dipinto. Arte e cultura si fondono anche a Cunardo, celebre per le sue ceramiche. Presso Luino, poi, la scelta di un'escursione si pone tra le torri di avvistamento che controllavano i traffici dalIa costa (a Caldè, a Roggiano, a Mesenzano e a Pino). Ancora a Maccagno, nei pressi di un'altra torre, il sentiero 3V guadagna dislivelIo risalendo prima alla quota del laghetto Delio e poi puntando verso il crinale di confine fino ai passi c all'osservatorio panoramico del Monte Lema, a quota 1621 m s.l.m. Per chi ai grandi dislivelli preferisse gli itinerari circolari o i percorsi ciclistici, l'Anulare Valcuviano e le mulattiere della linea Cadorna sono uno spunto per cimentarsi su pendii più tranquilli, magari alla scoperta dei numerosi santuari e delle chiese romaniche visibili dal fondovalle che impreziosiscono quasi ogni rilievo. Fonte: Regione Lombardia
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