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Corropoli (Abruzzo): visita alla cittadina sulle colline della Val Vibrata

Corropoli, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Nel meraviglioso contesto territoriale della Val Vibrata, un comune come Corropoli non può che sussultare nel proprio godere della bellezza totalizzante dell’Abruzzo, una regione che non sa e nemmeno vuole risparmiarsi.

Origine del nome

Certamente la vecchia ma sanissima Collis Ruppuli (nome latino che significa Colle di Ropoli) non intende essere da meno e avanza il suo eccezionale arsenale estetico nella generosa provincia di Teramo.

Storia

L’abitato sorse con il basso profilo di insediamento in epoca romana, macinando passi che lo ha portato a divenire presto un nucleo urbano votato alla completezza e a un arredo davvero pieno, opulento e talvolta un po’ trasgressivo. Furono i duchi di Acquaviva a valorizzare per primi un paese sviluppatosi maggiormente nel Medioevo, in particolare fra il 1393 e il 1760: la casata coprì quasi quattro secoli ma non rimase a guardare e dominare, anzi provvide a rendere Corropoli sempre più degna di una visita e, soprattutto, sicura, inscrivendo le numerose chiese e i simboli architettonici entro il perimetro delle mura erette per fortificare il borgo nonché il Castello Baronale completamente scomparso nel 1828 a favore della Piazza Pié di Corte, costruita a ridosso dell’Unità d’Italia.

Cosa vedere a Corropoli

Nel giardino comunale adiacente appare malinconico il Monumento ai Caduti e Dispersi in Guerra: dal 1974 mostra un giovane soldato adagiato a terra, ai piedi dell’immagine simbolica dell’Italia rappresentata da una donna con il braccio destro teso in alto (è la vittoria nel Primo Conflitto) e il braccio sinistro assente (la mutilazione e la sconfitta inferte dalla Seconda Guerra Mondiale). Non manca un classico Monumento all’Emigrante in bronzo statuario che raffigura due individui a grandezza naturale, una madre che saluta il figlio in partenza per una destinazione estera in cerca di fortuna. Centrale alla piazza si pone la funzionante fontana dei fratelli Ambrosio e Vincenzo Pantaleone, elemento frontale a Palazzo Ricci, odierno Municipio della cittadina.

Più moderna, spaziosa e ariosa (l’inaugurazione risale al 2011) è oggi Piazza Unità d’Italia, contraddistinta da un bel parco attrezzato di 2.600 mq di superficie, una pavimentazione pulita, da file di palme che completano lo sfondo paesaggistico e dalla facciata espressiva della Chiesa dello Spirito Santo. Inevitabile farsi prendere dall’ammirazione per l’avveniristico campanile e lo stile contemporaneo dell’intera struttura rivestita in pietra di travertino, fiancheggiata dalla torre in cemento armato ospitante campane in bronzo. D’altronde, l’edificio cominciò a essere costruito nel gennaio 1997 e la prima pietra fu benedetta dall’allora Papa Giovanni Paolo II. La navata unica conduce alle vetrate istoriate e colorate al fondo dell’abside, in mezzo alle quali una delle colonne portanti sostiene il crocifisso ligneo.

La Chiesa di San Donato è invece stata edificata verso la fine del Seicento per volontà della famiglia Flajani e possiede una facciata estremamente semplice che valorizza però il portale architravato ottocentesco inserito nella struttura con copertura a capanna (all’interno la copertura è a capriate a vista) sormontata da un esile campanile a vela. La Parrocchiale di Sant’Agnese è un evidente santuario mariano che ha visto la luce ben prima del ‘300, secolo in cui è stato ampliato e restaurato. Il primigenio campanile a vela ha lasciato il posto all’attuale sorprendente torre campanaria realizzata nel Quattrocento da maestri lombardi autori peraltro di quelle annesse ai duomi di Teramo, Atri e Campli (vengono chiamate “i quattro campanili fratelli"). In origine realizzato in ottica romanica, l’impianto è mutato nel tempo sposando il concetto barocco, con decorazioni interne eseguite nel 1868 dal pittore Giuseppe Pauri di Grottammare e conseguentemente restaurate oltre cento anni dopo da Guido Tentarelli di Giulianova. Dal 1940 la chiesa è riconosciuta Santuario di Maria Santissima del Sabato Santo.

Il focus sulla Torre campanaria è d’obbligo in quanto s’erge a “pezzo” più significativo del già imponente corredo ecclesiale. Questo portento dell’ingegno e della finezza umani s’innalza da un robusto basamento che lancia un fusto quadrato a tre livelli sopra i quali compare un ottagono sovrastato da una piramide a otto pinnacoli. Gli ornamenti sono incredibili e armonizzati fra loro per l’ottenimento di una figura davvero elegante.

La Chiesa di Santa Scolastica non ha esteticamente dei pregi irresistibili ma la sua presenza in aperta campagna è fondamentale per un rito che perdura da moltissimi anni. Qui, infatti, ogni 10 febbraio giungono giovani donne incinte per abbeverarsi alla sorgente e in questo modo garantirsi abbastanza latte materno per nutrire i nascituri. Grandiosa è piuttosto la Badia di Mejulano, un medievale monastero d’impronta benedettina le cui facciate si fregiano dell’intramontabile fascino del gotico marcato, fatto di forme spigolose, elevazioni nette e rosoni circolari allineati. L’abbazia possiede internamente uno scenografico chiostro romanico composto di porticati culminanti in volte a vela. Durante la Grande Guerra vi trovarono rifugio molti profughi, mentre nel Secondo Conflitto Mondiale venne adibito a campo di concentramento e smistamento. Culturalmente e artisticamente rivalutato come merita, oggi è sede di un liceo scientifico. Per mezzo di un sentiero pedonale, il complesso monastico si collega a una pista ciclabile molto bella da percorrere fra anfratti campestri, vigne e uliveti.

I dintorni

Le frazioni di Corropoli contribuiscono ad alimentare un’architettura ecclesiastica già molto ricca ma non paga di piccoli egregi capolavori. È dunque necessario far menzione della Chiesa della Madonna della Mirella con l’ampio porticato a quattro colonne (sorge in località Piantagallo ma non è visitabile all’interno), la Chiesa di Sant’Antonio alla Montagnola e la Chiesa di Sant’Antonio a Gabbiano. A ciò si aggiungano il minuto Oratorio di San Giuseppe con il pregevole altare in marmo di Carrara e l’Oratorio di San Rocco dal curioso impianto ottagonale.

Tra le chicche civiche alle quali dedicare una deviazione c’è la Casa natia di Italo Foschi, che nel 1927 fu nominato Primo Presidente dell’A.S. Roma. Nel 2007, cioè a 80 anni dalla sua nomina, è stata inaugurata una targa commemorativa in suo onore alla presenza di una delegazione della società calcistica guidata dal Campione del Mondo 1982 Bruno Conti.

Ricordiamo infine che Corropoli è una delle tappe della Strada del Vino Controguerra in Abruzzo.

Eventi, sagre e manifestazioni

Tra le manifestazioni che non si possono proprio perdere spicca il Palio delle Botti annesso alla Rievocazione storica della Pentecoste Celestiniana: durante il palio le Contrade del paese si danno battaglia spingendo una botte di 70 kg lungo una salita ripida. Ad agosto la Piazza Pié di Corte fa da sfondo alla Sagra dei Piatti Tipici, che fa eco in tutta la Val Vibrata coinvolgendo tutte le realtà comunali della zona. La Sagra d’Inverno propone negli ultimi giorni dell’anno degustazioni di pietanze quali i fagioli con le cotiche, salsicce, trippa alla corropolese e polenta.

Corropoli aderisce sul finire di marzo alle Giornate FAI di Primavera.

Come arrivare a Corropoli

Percorrere l’Autostrada A14 Adriatica, uscire in Val Vibrata e proseguire lungo la SP 259 in direzione della località; la stazione ferroviaria di Alba Adriatica dista solo 9 km dalla cittadina, bissabili con gli autobus Arpa; l’aeroporto di riferimento è quello di Pescara, dal quale Corropoli dista 60 km circa.

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