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Contessa Entellina (Sicilia): vino e storia nella Valle del Belice

Contessa Entellina, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Contessa Entellina è un soave borgo della Valle del Belice, morbidamente adagiato sul declivio collinare del Brinjat e distante ca. 80 km da Palermo.

Storia

In Sicilia se ne conosce appieno la storia che ha portato questo paese di neanche 2.000 abitanti ad affermarsi come avamposto multietnico, multilinguistico e plurireligioso essendo una comunità albanese fin dal ‘400, secolo in cui avvenne la fondazione per opera di un gruppo di profughi – appunto albanesi – in maggioranza soldati in congedo dall’esercito del re di Napoli. Questa gente ha lasciato in eredità alle nuove generazioni uno scrigno pingue di tradizioni arbëreshe di stima inestimabile. Inoltre, l’antropizzazione e colonizzazione mandate avanti da questo nutrito nucleo di nuovi insediati hanno fatto davvero bene a un paese che proprio grazie ai suoi padri stranieri ha sviluppato una vocazione agricola imponente protesa sulla coltivazione intensiva di grano, uliveti, frutteti e vigneti. La vitivinicoltura, in particolare, sembra l’attività meglio inserita nel comparto economico, infatti il vino Contessa Entellina DOC s’impone come uno dei prodotti enogastronomici di punta nel contesto popolare, reso vivo dal lavoro della Tenuta di Donnafugata, meta continua di visita da parte degli appassionati di vino da tutt'Italia.

Cosa vedere a Contessa Entellina

Ovunque in paese traspirano l’usanza e il costume trasmessi dagli antenati e sopravvissuti fino a oggi, soprattutto il rito bizantino che plasma un intero condotto ecclesiale di cui fanno parte chiese di pregio, su tutte la Chiesa della Santissima Annunziata e San Nicolò di Mira, la Matrice eretta nel 1520 proprio dai primi esuli arbëreshe e luogo di celebrazioni bizantino-greche come lo sono la Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio ubicata nel centro storico presso Piazza Umberto I e la Chiesa di San Rocco (dotata di iconostasi e di un bellissimo organo a canne settecentesco), anteposte per liturgia alla Chiesa di Maria Santissima della Favara e all’Abbazia di Santa Maria del Bosco di Calatamauro, dove messe e omelie rispettano vigorosamente la regola latina e dunque il credo cattolico.

La costruzione occupa un’area molto vasta, 2.205,54 mq, risale al Seicento e mostra una pianta a croce latina con cappelle annesse, una cupola e un campanile in perfetta sintonia con la facciata che conferisce eleganza a un fabbricato di esecuzione all’apparenza piuttosto grezza. Tanti le tele contenute nell’ambiente sacro, e fra loro la Sacra Famiglia del Postiglione e Santa Francesca Romana, opera di Filippo Paladino da ammirarsi nella sacrestia.

Altri esemplari templi religiosi sono la Chiesa di Santa Maria delle Grazie (cinquecentesca, venne innalzata laddove si ritrovò l’icona della Madonna dipinta su una lastra di pietra), la novecentesca Chiesa “Regina del Mondo” e la rurale Chiesa Odigitria, vetusto cimelio architettonico afferibile alla concezione degli albanesi fondatori. All’Ottocento appartiene invece la minuta Chiesa di Santa Rosalia, che va a comporre quell’elenco di edifici sacri al quale occorre sommare la Cappella di San Calogero posta sulla strada per Sciacca, la Chiesa di Sant’Antonio Abate in località Castagnola e altre tre cappelle, cioè quelle di Sant’Antonio di Padova, Madonna del Balzo e la Cappella di San Giuseppe piacevolmente persa all’interno del Parco delle Rimembranze.

I dintorni di Contessa Entellina

La campagna – generosissima concessionaria di resti archeologici, necropoli, antiche mura castellari e reperti che riesumano l’anima sempre viva e giganteggiante della leggendaria città di Entella (le maggiori raccolte di oggetti e monili vari si trovano nell’Antiquarium “Giuseppe Nenci” - serba alcune vestigia costruttive che ravvisano una marcata memoria contadina, rilevabile nella fattispecie in uno stuolo compassato di mulini ad acqua un tempo utilizzati nella trasformazione della materia grano duro in farina. Caduti in disuso, sono assembrati nella zona sottostante il Castello di Calatamauro e vanno cercati con attenzione perché tutt’intorno la fitta vegetazione li nasconde e non è dunque scontato trovarli seguendo i consueti sentieri.

Altro pezzo di ruralità è rappresentato dalla Masseria Vaccarizzo, che dal ‘600 si è sviluppata circondando una torre quadrangolare d’epoca medievale. All’interno della masseria alcuni strumenti e macchinari recano testimonianza della cura riservata da moltissimi anni ormai alla coltura delle viti, alla fermentazione dell’uva al fine di trarci ottimo vino locale e alla spremitura delle olive per la produzione del buonissimo olio autoctono. Oggi la struttura è dichiarata sito d’interesse storico ed etnico-antropologico.
Il territorio regala delle sorprese che amplificano il già notevole valore naturalistico attribuito al magnifico paesaggio circostante, parziale ispiratore dell’indimenticabile opera letteraria “Il Gattopardo”: una di queste è la Riserva Naturale Integrale Grotta di Entella, un sistema di gallerie ipogee disposte su quattro differenti livelli di profondità che offrono uno spettacolo di cristalli di gesso e infiorescenze di stalattiti e stalagmiti. L’altra oasi da vedere corrisponde alla Riserva Naturale Orientata Santa Maria del Bosco e Monte Genuardo.

Eventi, sagre e Manifestazioni

Le manifestazioni che si tengono a Contessa Entellina sono tutte permeate dalla tradizione arbëreshe, comprese l’Epifania e i riti della Settimana Santa con le Processioni Pasquali accompagnate dai canti bizantino-albanesi. Il sapore è invece profuso da una vivace commistione di ricordi antichi e moderni, e vi resiste la sicilianità più acuta che vuol far trionfare ricette preparate assiduamente dalle massaie, i bucatini con la mollica ad esempio o la frogia, dolce tipico di questi luoghi. Molto attesa in quanto saldo appuntamento annuale, la Sagra del Grano vuole promuovere e valorizzare tutti quei prodotti locali derivati dalla lavorazione del grano. Ad agosto la tenuta di Donnafugata apre le porte al pubblico per la Vendemmia Notturna nell’ambito della manifestazione Calici di Stelle. L’8 settembre la popolazione si riunisce per la Festa patronale di Maria Santissima della Favara.

Come arrivare a Contessa Entellina

Contessa Entellina si raggiunge percorrendo da Palermo la SS 624; dalla stazione ferroviaria del capoluogo siciliano partono autobus extraurbani alla volta del paese; l’aeroporto di riferimento è il “Falcone Borsellino” di Palermo.
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