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Le foto di cosa vedere e visitare a South Dakota

South Dakota: viaggio tra il Mount Rushmore, le riserve e le cittą

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Il South Dakota, il cosiddetto Coyote State, è uno stato federato di 796.000 persone situato nelle alte pianure del Midwest settentrionale, confinante con il Nebraska a sud, con l’Iowa ed il Minnesota ad est, con il North Dakota a nord e con il Montana ed il Wyoming ad ovest. Il nome deriva da quello della tribù Nativa Americana Lakota dei Sioux. Dal punto di vista geografico, il territorio è suddivisibile in due macroaree: una, arida e selvaggia, individuabile ad ovest del corso del Missouri River, occupata dalla sezione meridionale delle Badlands e dalla Black Hill; l’altra, pianeggiante e contraddistinta da grandi coltivazioni di grano, ad est del fiume. L’economia è prevalentemente basata sull’agricoltura, incentrata sulle piantagioni di orzo, mais, frumento e avena, e sullo sfruttamento del sottosuolo, grazie alle miniere d’oro e d’argento delle Black Hills. La popolazione è scarsa e vive in gran parte nelle aree agricole e rurali, mentre, confinati nelle apposite riserve, si contano ancora numerosi indiani.

Le Black Hills, un blocco montuoso famoso fin dai tempi del generale Custer, racchiudono buona parte della storia del South Dakota. Chiamate Paha Sapa, letteralmente “Colline Nere”, dai Sioux che le veneravano considerandole sacre, furono al centro di varie leggende: alcune erano assai fantasiose e raccontavano di foreste pietrificate abitate da uccelli di cristallo, altre, rivelatesi avere un fondamento di verità, situavano in quell’esplorato territorio l’ultima Eldorado, la mitica città d’oro. Non che Eldorado sia mai esistita ma, in seguito alla spedizione militare di Custer del 1874, i minatori trovarono davvero il prezioso metallo, dando inizio ad una sfrenata corsa all’oro, che condusse nella regione numerosi avventurieri provenienti da ogni parte d’America, favorendo così la fondazione dei primi insediamenti urbani di una certa rilevanza. Nel 1889 il South Dakota si separò dal North Dakota entrando a far parte dell’Unione.

La capitale è Pierre, un piccolo centro di neanche 15.000 situato nel centro dello stato, all’interno della Contea di Hughes di cui è capoluogo. Una curiosità legata a Pierre è che si piazza al secondo posto nella classifica delle capitali statali più piccole degli Stati Uniti, preceduta solamente da Montpelier, la capitale del Vermont. L’attrazione principale è il South Dakota State Capitol, il Campidoglio, situato nel cuore del modesto centro cittadino lungo la riva del Missouri e costruito in calcare e marmo bianco tra il 1905 ed il 1910.

Il centro più popoloso è invece Sioux Falls che, stando all’ultimo censimento del 2006, conta 142.300 abitanti. La città è situata nella parte sud-orientale dello stato, all’interno della di Minnehaha di cui è il capoluogo. Come anche nella capitale, sono molti i siti culturali da visitare, ai quali si aggiungono manifestazioni ed eventi organizzati annualmente ed in grado di attirare migliaia di visitatori anche al di fuori dei confini statali. Tra questi segnaliamo il Life Light Festival, un festival incentrato sulla musica cristiana, il Sioux Empire Fair, una fiera regionale, ed il Party in the Park, un evento organizzato in scala locale che comunque ha un grande seguito in termini di pubblico. Proprio quest’ultima manifestazione sta a ricordare l’importanza e la qualità delle aree verdi di Sioux Falls, contraddistinto dalla presenza di numerosi bei parchi: Falls Park, Terrace Park, McKennan Park, Sherman Park e Yankton Trail Park.

Il secondo centro urbano di una certa rilevanza è Rapid City, una cittadina di 62.000 abitanti situata a quasi 1000 metri di altezza nei pressi del confine con il Wyoming. Rapid City rappresenta il punto di partenza ideale per visitare lo stato, essendo relativamente vicina sia alle Black Hills che a le Badlands. Per quanto riguarda invece la visita alla città stessa, si segnalano alcuni siti culturalmente e storicamente molto interessanti come: il Sioux Indian and Pioneer Museum Complex, che ricostruisce la storia dei pellerossa che vivevano nel South Dakota; il Museum of Geology, che espone un’interessante collezione di minerali e di fossili rinvenuti nelle Black Hills; ed il Dahl Fine Arts Center, dove si può ammirare il Cyclorama of American History, un enorme murale circolare che raffigura gli ultimi duecento anni di storia americana. Avvincente è anche la visita guidata al set naturale dove si sono svolte le riprese del famosissimo film girato ed interpretato da Kevin Costner Balla coi lupi.

Come già detto in precedenza i centri abitati con più di 40.000 abitanti sono solamente due perciò, per comprendere e conoscere a pieno le bellezze del South Dakota, bisogna necessariamente spostarsi al di fuori delle città, attraverso montagne, grandi pianure rurali e piccole località molto affascinanti. Una delle più interessanti è indubbiamente Wall, molto facile da trovare in quanto lungo l’autostrada interstatale I-90 Est compaiono continuamente cartelli che ne pubblicizzano l’attrazione principale: il Wall Drug, un negozio storico dove acquistare di tutto, souvenir, selle, jeans, cappelli da cowboy, libri sul Far West e ogni sorta di stranezza. Particolare e da vedere è anche Deadwood, una piccola città molto caratteristica dove respirare l’atmosfera del vecchio West. Main Street è una Las Vegas in miniatura, con saloon che si alternano a casinò rievocando i tempi della corsa all’oro, quando si giocava d’azzardo e chi barava veniva sfidato a duello.
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Un capitolo parte lo meritano i grandi parchi nazionali e le riserve. Il South Dakota, il cui territorio è morfologicamente splendido e caratterizzato da una grande varietà di flora e fauna, è infatti particolarmente ricco di aree naturali protette. Una delle più straordinarie è sicuramente il Badlands National Park, raggiungibile percorrendo la Route 44. Il paesaggio surreale delle Badlands, aridi terreni di creta e argilla chiara come la sabbia in cui vivono cani delle praterie, bisonti ed uccelli rapaci, è dovuto all’erosione provocata dagli agenti atmosferici e dai millenni: mancando l’humus, la vegetazione è quasi del tutto assente, fatta eccezione per qualche cespuglio di ginepro, salvia e cotone, e gli effetti erosivi sono tuttora attivi e non possono essere rallentati. Prima di esplorare queste terre dal nome poco invitante, badlands significa infatti “terre cattive”, ma ricche di fascino per la solitudine, le linee violente del paesaggio ed il millenario lavoro geologico che le interessa, è vivamente consigliato il pieno di carburante, oltre alla scorta di viveri, acqua e repellente per gli insetti. Un altro parco molto conosciuto è il Custer State Park, dove vivono cervi, caprioli, coyote e capre di montagna e famoso per i Needle’s Eye, pinnacoli chiamati “crune d’ago”. La Hwy 87, conosciuta anche come Needles Hwy, attraversa per 18 chilometri foreste di pini ed offre spettacolari scenari con al centro queste formazioni rocciose, mentre l’Iron Mountain Road (US-16A), che sale per più di 20 chilometri fino alla vetta dell’Iron Mountain, è famosa per gli asini che giungono fino ai finestrini delle auto in cerca di cibo. All’interno del parco ci si può dedicare alla pesca presso il Sylvan Lake, mentre poco distante si trova il Crazy Horse Memorial, che consiste praticamente in una montagna scolpita per assumere le sembianze del famoso capo indiano Cavallo Pazzo.

L’emblema del South Dakota è però il Mount Rushmore National Memorial, raggiungibile percorrendo la US-16 Sud fino a Keystone, dove ci si immette nella Route 244. Nel 1923, Doane Robinson suggerì allo scultore Gutzon Borglum di utilizzare l’enorme parete di granito del Mt. Rushmore per una scultura patriottica. Quattro anni dopo Borglum dette inizio all’opera ma morì mentre ancora stava lavorando e fu completata nel 1941 dal figlio Lincoln. Nel monumento simbolo dell’America sono rappresentati i presidenti George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln e Theodore Roosevelt; per realizzare quest’opera sono state asportate ben 500.000 tonnellate di pietra. Le ore migliori per ammirare il monumento, immortalato anche in “Intrigo Internazionale” di Alfred Hitchcock, sono all’alba ed al tramonto, quando la luce crea suggestive ombre sulla montagna.

Il clima è continentale, con inverni rigidi, estati calde e scarsa piovosità. In gennaio le temperature sono spesso sotto lo zero, specialmente nelle province montuose, e possono raggiungere punte di -15 gradi fino in pianura. In luglio invece, la media generale dello stato si attesta a 32 gradi, anche se di notte si può scendere fino a 16/17. Non sono rare le ondate di caldo estivo, con periodi in cui le massime superano costantemente i 36 gradi e l’afa rende l’aria irrespirabile, ma anche i blizzard invernali, ovvero venti fortissimi e gelidi che generalmente sono accompagnati da abbondanti precipitazioni nevose. La media generale dei fenomeni è pari a 400 mm di pioggia all’anno, anche se, nelle zone pedemontane intorno a Black Hills, risultano valori di 700/800 mm.

Gli aeroporti statali più importanti in termini di traffico e dimensioni sono nell’ordine il Sioux Falls Regional Airport ed il Rapid City Regional Airport, due scali non certo paragonabili a quelli delle più grandi metropoli degli USA, ma comunque fondamentali sia per il turismo che per i traffici commerciali. Il South Dakota è irradiato da un efficiente e capillare sistema autostradale, le cui arterie più percorse sono le interstatali I-90 e I-29, che tagliano longitudinalmente e trasversalmente tutto lo stato.

Fonte foto: South Dakota Office of Tourism
Ufficio Stampa Thema Nuovi Mondi srl
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