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Rapid City (South Dakota), visita alla cittą alle pendici delle Black Hills

  • Crazy Horse Memorial
  • Black Hills National Forest
Rapid City è una cittadina di discrete dimensioni situata in una zona montuosa nella parte centro-occidentale del South Dakota, a pochi chilometri dal confine con il Wyoming. Stando all’ultimo censimento il centro conta 62.000 abitanti, posizionandosi quindi al secondo posto nella speciale classifica delle città più popolose dello stato, preceduto solamente da Sioux Falls. Dal punto di vista amministrativo Rapid City è sede della Contea di Pennington, mentre una curiosità è legata alla particolare conformazione morfologica dell’abitato, praticamente diviso in due da un’altura. I due soprannomi più conosciuti sono “Star of the West” e “Gateway to the Black Hills”, che ricorda come la città sia il punto di partenza ideale per visitare la meravigliosa aree delle Black Hills.

La fondazione del primo insediamento è legata allo sviluppo minerario conosciuto dalla zona a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, durante la quale vi si riversarono migliaia di minatori e di cercatori d’oro provenienti da tutti gli Stati Uniti. La nascita di Rapid City è quindi datata 1876, anno in cui un gruppo di minatori delusi dal fallimento delle rispettive ricerche decise di stabilirsi sul crinale della montagna, da quel momento divenuto la “Porta per le Colline Nere”. Fin dai primi anni del Novecento, la città ha conosciuto un inaspettato boom del turismo, attratto dalla bellezza degli scorci mozzafiato che si possono ammirare in tutta la contea. La popolazione ha così avviato una lenta ma progressiva crescita, che ha conosciuto una brusca accelerata nel 1940, anno di apertura della base militare Rapid City Army Air Base. Nel giugno 1972 Rapid City è andata in contro alla più drammatica catastrofe naturale mai verificatasi nella zona, che fu falciata per diversi giorni da abbondanti precipitazioni, alle quali seguirono inondazioni che portarono alla morte di 250 persone ed arrecarono danni per 100 milioni di dollari. La ripresa fu lenta e difficoltosa, ma oggi la città ha ampiamente superato la depressione, raggiungendo standard sociali ed economici impensabili fino a qualche decennio fa, sostenuti prevalentemente dai proventi derivanti dal turismo.

Le Black Hills godono di un clima che offre quattro stagioni ben distinte, con centinaia di miglia di paesaggio incontaminato, animali selvatici in libertà e un ritmo di vita tranquillo. Qui si trova una delle più alte concentrazioni di parchi pubblici, monumenti e memoriali di tutti gli Stati Uniti. Coronate da uno dei monumenti americani più celebri e simbolici, il Mount Rushmore National Memorial, nelle Black Hills si trovano inoltre il Wind Cave National Park, il Badlands National Park, il Devils Tower National Monument e il Jewel Cave National Monument, tutti raggiungibili da Rapid City con un breve viaggio in macchina. Venite a incontrare dal vero il possente bisonte americano nel Custer State Park, dove si trova la cima più alta a est delle Montagne Rocciose, e scoprite la coltura dei nativi americani presso il Crazy Horse Memorial, che una volta completato sarà la più grande scultura al mondo scolpita in una montagna.

Per uno sguardo d'insieme alla storia della zona vale la pena visitare The Journey Museum. Il museo propone un percorso attraverso i secoli, partendo dalla nascita delle Black Hills oltre 2,5 miliardi di anni fa, passando poi per le saghe della frontiera dell'Ovest per arrivare al presente. Nel centro storico di Rapid City, invece, Prairie Edge Trading Company and Galleries esplorano il mondo delle belle arti, presentando la cultura, l'artigianato e l'arte degli Indiani delle Grandi Pianure. Rapid City offre inoltre diverse attrazioni dall'ingresso gratuito, fra cui il Museum of Geology, la Storybook Island e il Dinosaur Park, situato sulla panoramica Skyline Drive e inserito nel catalogo National Historic Landmark.

La città è interessante e presenta strutture ricettive e risorse culturali tipiche delle zone turistiche o delle grandi aree urbane, caratterizzandosi per un centro vivo e ricco di attrazioni, circondato da scenari naturalistici favolosi che mediano le distanze relativamente brevi che lo separano dalle Black Hills e dalla Badlands, due situazioni geografiche e morfologiche uniche al mondo nei rispettivi generi.

Per quanto riguarda downtown, delimitata da 6th Street, 9th Street, Omaha Street e Kansas City Street, sono assolutamente da vedere: il Sioux Indian and Pioneer Museum Complex, al 515 di West Boulevard, che ricostruisce la storia dei pellerossa che abitavano nello Stato; il Museum of Geology, al 501 di E. Saint Josef Street, dove sono esposte alcune meravigliose collezioni di minerali e di fossili rinvenuti nelle vicinanze delle Black Hills e delle Badlands; ed il Dahl Fine Arts Center, all’angolo tra 7th Street e Quincy Street, dove ammirare il Cyclorama of American History, un enorme murale circolare che raffigura gli ultimi 200 anni di storia americana. Al di fuori della città si trova invece il Journey Museum, un museo riguardante la storia circondato da 7 acri di meravigliosi giardini. Particolare è la visita al Rushmore Plaza Civic Center, una straordinaria arena coperta costruita nel 1977 e capace di contenere 10.000 persone a sedere. Il centro è il più capiente edificio per manifestazioni del South Dakota, ed all’interno vi si svolgono diversi importanti appuntamenti sportivi e culturali.

Ai buongustai la città offre quasi 100 ristoranti, dalla Firehouse Brewing Company, dall'atmosfera tradizionale americana, al Corn Exchange, che propone invece una cucina eclettica e internazionale. Se si considerano inoltre la capacità ricettiva di oltre 4.400 stanze, dagli hotel di lusso in centro città alle grandi catene sulla Intestate, e il servizio aereo che collega la città a cinque dei più importanti aeroporti nazionali (Chicago, Denver, Las Vegas, Minneapolis e Salt Lake City), è facile capire cosa spinga qui oltre quattro milioni di visitatori ogni anno.

Il clima è continentale e risente dell’elevata altitudine alla quale sorge il centro, posto quasi 1000 metri al di sopra del livello del mare. Gli inverni sono molto freddi e secchi, tanto che tra dicembre e metà febbraio sono pochi i giorni in cui le massime riescono a superare gli 0 gradi, mentre le minime sono sempre abbondantemente al di sotto dei -9/-10. Le estati invece sono generalmente piuttosto calde, con temperature medie di luglio che si attestano a 28 e 14, e risultano decisamente più umide e piovose dell’inverno. Le precipitazioni sono più abbondanti rispetto al resto del South Dakota, tanto da arrivare a sfiorare anche i 1000 mm di pioggia all’anno.

A Rapid City si trova il Rapid City Regional Airport, un piccolo aeroporto servito esclusivamente da compagnie nazionali e che comunque calamita quasi la metà del traffico aereo statale. Le linee ferroviarie che transitano dal centro sono tre, così che risulta particolarmente comodo spostarsi sia verso la East Coast che verso l’opposta West Coast. Il trasporto pubblico urbano consiste sostanzialmente in autobus ed è gestito dal Milo Barber Transportation Center, mentre per quanto concerne gli spostamenti al di fuori dei confini cittadini, l’ideale è imboccare la I-90, l’autostrada interstatale alla quale è possibile accedere da Rapid City.

Fonte foto: South Dakota Office of Tourism
Ufficio Stampa Thema Nuovi Mondi srl
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