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Itinerario a Milano: tour di un giorno a piedi, anche con bambini

Visitare Milano in un giorno? Sembra un’impresa. E, invece, nulla è impossibile perché “Milan l’è un gran Milan” e sa sempre stregare grandi e bambini, col sole o con la pioggia, con la nebbia o col freddo, ecco una delle città più affascinanti d’Italie e d’Europa. A patto di volerla scoprire con calma e con il “cor in man”. E, naturalmente, una bella cartina!

Ecco cosa vedere in un giorno a Milano.

Il Duomo


Mariae nascenti: il Duomo di Milano è dedicato a Maria e dal 1386, quando Gian Galeazzo Visconti ne cominciò la costruzione, durata quasi 500 anni, è il simbolo di Milano. Il suo profilo è di sicuro fra le 10 “forme” più note sul pianeta. La sua “madonnina” è diventata una canzone famosa: per vedere che sia davvero “tuta d’ora e piscinina” (tutta dorata e piccolina ndr.), si può scegliere di salire – in ascensore o per i 201 scalini – alle sue guglie. Da qui tutto è più vicino: i grattacieli della nuova Milano - da piazza Gae Aulenti, Isola e City Life - e perfino alpi e prealpi. Anche la Madunina si svela nella sua bellezza. Il Duomo, però, è ricco di altri simboli: in cima all’altare maggiore, una luce rossa ricorda che uno dei (moltissimi!) chiodi della croce è proprio incastonato qui. Ogni 15 settembre l’arcivescovo ascende - è il rito della Nivola, una “nuvola” che funziona da ascensore con un complesso sistema di argani antichi – a prenderlo per poi esporlo ai fedeli. In occasione del 4 novembre, invece, si celebra san Carlo Borromeo, arcivescovo e riformatore del XVI secolo, per Milano una sorta di patrono bis, dopo – ca va sans dire - sant’Ambrogio. San Carlo fu anche fra i primi sponsor del rito della Nivola. In quei giorni le navate del Duomo si vestono a festa, esponendo grandi teleri che illustrano la vita del santo. D’obbligo è una visita allo Scurolo, la cripta - quindi “luogo scuro” - dove è sepolto. Insomma, il Duomo, con le sue mille tradizioni e con i preziosi ritrovamenti archeologici (alcuni si vedono anche dal mezzanino della metropolitana fra Duomo e Cordusio) che ricordano le precedenti chiese e la storia della cristianità ambrosiana, è il luogo da cui ogni visita della città dovrebbe iniziare. Senza dimenticare una foto in piazza: un tempo si dava del becchime ai piccioni per immortalare l’attimo, oggi un baston selfie rende tutto più light, ma l’emozione è la stessa.

Galleria e Piazza Scala


Fuori dal Duomo non può sfuggirvi fra le cose da visitare a Milano in un solo giorno: se è l’ora dell’aperitivo salite alla terrazza Aperol per un drink, altrimenti attraversatela. La Galleria Vittorio Emanuele II è per tutti, solo e soltanto, “la galleria” o il salotto buono della città, dove brand, hotel a 7 stelle, e grandi marchi della moda e del food (vedi Carlo Cracco: non perdetelo anche solo per un tour) cercano una vetrina sul mondo. Costruita nel 1865 per coprire il collegamento tra Duomo e piazza Scala, restaurata per Expo 2015, ha numeri record e, col suo stile eclettico, raggiunge 47 metri di altezza. Nella bella stagione si può passeggiare sul tetto, grazie ad una passerella che percorre il perimetro esterno della sua copertura di acciaio e vetro ed offre anche un piccolo cinema, davvero sotto le stelle. Tutto il resto dell’anno, e anche avendo un solo giorno per visitare la città, non mancate all’appuntamento con uno dei gesti più “iconici” di ogni visita milanese. Raggiunto l’ottagono, il centro della galleria, girate verso sinistra se arrivate dal Duomo, a destra se eravate alla Scala. Qui troverete il famoso mosaico del toro cui bisogna… schiacciare gli attributi, girando in tondo. Porta fortuna? Che cosa volete di più? Uscire in piazza Scala dove ammirare sia la sede del Comune, palazzo Marino, sia le forme del teatro Piermarini, il tempio lirico più ambito del mondo. Qui potreste già decidere per un altro stop culturale, visitando anche le Gallerie d’Italia, uno dei più recenti musei di Milano – è stato aperto, sotto l’egida di Intesa san Paolo nel 2011 - per raccogliere le collezioni d’arte dedicate ad Ottocento e Novecento.

Pinacoteca di Brera


Fra le cose da vedere a Milano in un giorno, però, il primo museo cui non dovreste mai rinunciare è la Pinacoteca di Brera, a pochi minuti a piedi da piazza Scala. Immerso nel quartiere che fu tra i più bohemienne e nottambuli, oggi mantiene un’allure speciale. Anche di giorno è ricco di negozietti e bar caratteristici. La grande star però è lei, “Brera” che per i milanesi vuol dire una e molte cose. E’ l’accademia dove ancora artisti e restauratori di domani studiano fra chiostri antichi. Ma è anche la pinacoteca che fu creata nel 1776 da Maria Teresa d’Austria per fornire ai giovani artisti materiale di studio e confronto. Hai voglia ad imparare “copiando” Raffaello o Mantegna, Piero della Francesca e poi Canova, Segantini, Hayez e i suoi baci e via osservando. Occorrono almeno tre ore per la visita, ma ne vale davvero l’impresa.

Sant'Ambrogio anche per i bimbi


Visitare Milano in un solo giorno significa passare, a passo di danza, fra sacro, arte e profano. Lasciata Brera attraversate Moscova fino alla metro verde, la linea due, gustandovi uno dei quartieri più eleganti del centro. Poi con la “tube” meneghina, poche fermate ed approdate a sant’Ambrogio, cuore della Milano più antica che non va trascurato, anche avendo un solo giorno per visitare Milano. Qui tutto è storia, a partire dalla “pusterla”, la porta della cinta muraria medievale (restaurata nel 1939) dove si sta, in questi anni, realizzando un interscambio con la futura linea 5 Lilla della città e che nasconde il simbolo ambrosiano per antonomasia. La basilica di sant’Ambrogio è il cuore della cristianità milanese e paradigma lombardo dell’arte romanica. Sant’Ambrogio, che visse nel IV secolo, non vide mai questa chiesa, così come la ammiriamo noi con le sue forme più tarde, risalenti all’anno 1100, poi riviste da Bramante nel 1492 e distrutta in parte dai bombardamenti della guerra. Noi però, in compenso, possiamo vedere lui, con il suo sguardo sbieco e la sua andatura affaticata, in uno dei ritratti più antichi del santo, che si trova proprio nella cappella di san Vittore in ciel d’oro, all’interno del complesso. Questa zona laterale risale davvero all’epoca del santo e il suo mosaico è davvero preciso come uno scatto fotografico. La basilica è una tappa perfetta anche per i bimbi: non è grande come il Duomo ed è ricca di simboli medievali che possono interessare anche i piccoli visitatori. Tre su tutti? Il pulpito scolpito in marmo bianco con animali ora mansueti ora minacciosi; l’altare di Vuolvino, in legno dorato e argentato, capolavoro dell’arte longobarda, che riassume molte storie che appassionano sempre grandi e piccini e, soprattutto, la colonna del serpente che troverete accanto al terzo pilastro nella navata centrale. Il rettile è nerissimo e la leggenda vuole sia stato forgiato da Mosè e che sia pronto a discendere dalla colonna il giorno del giudizio universale.

Museo della Scienza e della Tecnologia per grandi e piccini


Pochi passi separano sant’Ambrogio dallo … spazio, ma anche dagli oceani di un sottomarino o dalla carlinga di un aereo. Insomma, anche avendo un solo giorno per visitare Milano, non è detto che, con la fantasia, il viaggio non possa essere anche più lungo. Basta dirigersi in via san Vittore al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, tappa perfetta per una gita domenicale fuori porta in Lombardia e far divertire bimbi ed esploratori di domani. Qui i percorsi e le attività sono molteplici, fra esposizioni, laboratori temporanei e collezioni permanenti. Basta scegliere da dove cominciare. Fra i must degli immensi spazi ci sono le macchine di Leonardo, ricostruite secondo disegni storici che si rifanno agli stessi progetti del genio di da Vinci di cui ricorrono, proprio nel 2019, i 500 anni dalla morte. Qui si conservano, fra gli altri must, un frammento lunare, diverse fusoliere di aerei e la celebre tenda rossa della spedizione artica di Umberto Nobile. Qui riposa anche il Toti, uno dei più leggendari sottomarini italiani, costruito negli anni Sessanta con il motto “Vincere ad ogni costo” ed approdato a Milano nel 2005.

Cenacolo e Vigna di Leonardo


Lasciato il museo e le antiche “machinae” di Leonardo, in pochi minuti di piacevole passeggiata, di Leonardo si possono scoprire molte altre cose. Sia il suo più famoso (e fragile) dipinto, sia il suo… giardino, il Cenacolo Vinciano e la Vigna di Leonardo. Da san Vittore a corso Magenta si può, intanto, fare sosta all’omonimo leggendario bar, dove ancora oggi si trovano, affannati o festanti, gli studenti dell’università Cattolica per corroboranti panini extra large. Poco oltre ecco santa Maria delle Grazie che ospita, nel refettorio più celebre della storia dell’arte, quella parete dove Leonardo dipinse l’Ultima Cena. Dal 1495 è un’icona mondiale: ad imitarla hanno provato subito in tanti. Ci hanno provato colleghi quasi a lui contemporanei – come Andrea Bianchi, detto il Vespino, il cui “cenacolo” del XVI secolo si trova alla pinacoteca Ambrosiana di piazza Pio XI - notando la fragilità dei suoi colori a secco. Poi, in rivisitazioni moderne, anche avveniristiche, si sono cimentati artisti di ogni lignaggio, dal cinema di Luis Bunuel a Peter Greenway, passando per i Simpson e le citazioni inserite nel musical capolavoro Jesus Christ Superstar. Per assicurarsi un posto “alla mensa” più celebre del pianeta e per quei 15 minuti di visita, occorre prenotare con largo anticipo. Da maggio 2019, l’attesa sarà anche resa più interessante da un nuovissimo corredo fotografico con immagini che riguardano il Novecento del dipinto: che cosa ha vissuto e sopportato questo celebre muro? Dai due restauri ai bombardamenti, ecco un approfondimento da non perdere, anche avendo a disposizione un solo giorno per visitare Milano. Lasciate “le Grazie” e la basilica, al 65 di corso Magenta ecco la Vigna di Leonardo che i milanesi chiamano anche “casa degli Atellani”: si tratta di una bellissima casa museo che racconta un antico segreto. Questi giardini furono donati da Ludovico il Moro a Leonardo intorno al 1498, per impiantarvi un vigneto. Leonardo non fece in tempo a coltivarli, ma i suoi progetti rinascono e riaffiorano dal passato e sono stati restituiti alla città con Expo 2015, dove ora sorge una delle più belle case museo di Milano, che oggi offre anche un bistrot ed una residenza di lusso.

Un Castello, un parco e sette meraviglie


Da un giardino al parco. E’ ora di tornare in centro e di andare a vedere dove vivevano i signori che furono anche mecenati proprio di Leonardo da Vinci quando quest’area fu il simbolo del Rinascimento meneghino. Insomma è ora di tornare al Castello Sforzesco e a parco Sempione. Ci si può andare a piedi, passando da piazza Cadorna e dall’iconico “ago e filo” della piazza che è un inno all’etica del lavoro dei milanesi. Oppure ci si può spostare più veloci in metrò fino a Cadorna (Linea verde e rossa) o Cairoli (linea rossa). Per la gioia dei piccoli e di un pomeriggio di sole si può scorrazzare per il parco e fino all’arco della Pace o facendo una sosta all’Acquario civico, perfetto per ripassare la vita del mare insieme ai nostri bimbi. Che cosa c’è di meglio, però, di un castello intero dove andare alla scoperta di altre grandi opere d’arte seguendo uno dei sette percorsi espositivi? Qui si può continuare a scoprire Leonardo, con la sala delle Asse, che riapre proprio da maggio 2019, e poi c’è Michelangelo con la pietà Rondanini.

Planetario Civico, GAM e Corso Venezia for kids


Parco che vai, museo (per bimbi) che trovi. Anche se la vostra visita a Milano non sarà più lunga di 24 ore, fra i must che non dovreste trascurare ci sono i giardini Montanelli, non lontani da parco Sempione e incorniciati da corso Venezia, una delle zone più monumentali della città. Mentre mamma e papà, a turno, potrebbero concedersi anche una visita al vicino quadrilatero della Moda con via della Spiga e Montenapoleone, i più piccoli turisti potrebbero godersi le meraviglie del planetario, aperto dal 1930, e della Gam - galleria di arte moderna. Il primo offre un tuffo nello spazio, alla scoperta dei segreti della volta celeste, mente la Gam occupa gli spazi che furono della villa Reale e il suo giardino privato è curiosamente aperto proprio solo ai bimbi che, generosamente, potrebbero farsi accompagnare da mamma e papà. A completare la visita di questo distretto for kids, ecco il museo di Storia naturale, in corso Venezia 55, che incanterà tutti, grandi e piccini con grandi aule didattiche ed un focus sul mondo dei dinosauri e dei fossili.

Il museo dei Bambini alla Rotonda Besana


Anche se avete solo un giorno per visitare Milano, i vostri bimbi non resteranno delusi quando li accompagnerete in un luogo storico a loro dedicato. E’ la rotonda della Besana, nella zona della Guastalla, dove ha sede il MuBa, il museo per bambini. Il luogo non ha collezioni permanenti, ma è un crogiolo di attività e laboratori che si rinnovano ogni settimana, grazie anche agli ampi spazi aperti e al bel giardino. Una delle attrazioni imperdibili per i bambini in Lombardia.

I Navigli di sera


Alla sera, però, grandi e bambini vanno tutti d’accordo: l’indirizzo giusto dove far (un po’) tardi la sera, o presto la mattina è il quartiere ticinese che, dalle colonne di san Lorenzo si allunga sui Navigli, da sempre il centro della movida in salsa milanese. Le 16 colonne, provenienti da un tempio del IV secolo, permettono di riprendere “il discorso” della Milano romana e tardo antica. Ora nella grande piazza, dove un tempo faceva lo slalom perfino il tram, sono molti i locali dove scegliere di cominciare la sera. Poi lungo porta Ticinese e fino ai Navigli, basta andare a zonzo e scegliere il locale o il menù che più solleticano un goloso appetito, tanto più grande dopo una giornata di visite intense.
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 Pubblicato da il 05/03/2019 - - ® Riproduzione vietata