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Teatro alla Scala di Milano, la visita al tempio mondiale della lirica

“Esco ora dalla Scala…per me il primo teatro del mondo perché è quello che procura dalla musica i maggiori piaceri…quanto all’architettura è impossibile immaginare nulla di più grande, solenne e nuovo…”. Così nel Settembre 1816 Marie-Henri Beyle, meglio noto come Stendhal, descrisse il Teatro alla Scala nel suo libro dal titolo “Roma, Napoli e Firenze”.

Progettato dall’architetto Giuseppe Piermarini nel 1776, quello che viene considerato il tempio per eccellenza della lirica ha ospitato nel corso dei decenni artisti di fama internazionale che hanno contribuito al grande successo che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo.

Il nome Teatro alla Scala deriva dal luogo dove un tempo sorgeva una chiesa voluta da Regina Beatrice Della Scala, moglie di Bernabò Visconti, poi demolita alla fine del XVIII° secolo per lasciare spazio al Nuovo Regio Ducal Teatro alla Scala che venne inaugurato nel 1778 con un dramma per musica dal titolo “L’Europa riconosciuta”.

Sede dell’omonimo coro, dell’orchestra e del corpo di ballo oltre che della filarmonica (quest’ultima a partire dal 1982), il prestigioso edificio milanese nacque non solo come teatro ma anche come luogo adibito al ballo e addirittura al gioco d’azzardo, attività proibita in città se non all’interno dei teatri durante il periodo degli spettacoli.

L’interno del teatro, altamente scenografico, racchiude uno dei palcoscenici più grandi d’Italia. Ad inizi 1800 venne appeso al centro del soffitto un grande lampadario con ben 84 lumi alimentati a petrolio che, se da un lato, ottenne i consensi di chi sosteneva le innovazioni, dall’altro fu osteggiato da chi riteneva che troppa luce potesse quasi danneggiare l’intimità di chi calcava il palco.

Ad esibirsi alla Scala furono (e sono) i più grandi artisti italiani e stranieri ad iniziare da Giuseppe Verdi che vi esordì nel 1839 con l’opera dal titolo “Oberto, Conte di San Bonifacio” per poi tornare a animare quel prestigioso scenario con il Nabucco (1842) e Giovanna d’Arco (1845). Dopo l’Unità d’Italia il teatro venne abbellito con un nuovo sistema di lumi a gas che sostituì quello a petrolio del Sanquirico mentre negli anni fra il 1881 e il 1884 furono rifatte le decorazioni del piano terra in base a progetti degli architetti Savoia e Pirola. In seguito furono installate le prime poltrone fisse in platea in sostituzione dei posti in piedi che si preferì abolire per controllare meglio la presenza degli spettatori.

Chiuso nel 1897 per mancanza di contributi stanziati dal Comune di Milano, il teatro riaprì alla fine dell’anno successivo grazie ai fondi erogati da Guido Visconti di Modrone e alla direzione artistica del grande Arturo Toscanini che, qualche anno più tardi, lascerà però la città e l’Italia per contrasti con Uberto Visconti succeduto nel frattempo al padre.

Nel corso degli anni ‘30 del 1900 il palcoscenico del teatro fu dotato di pannelli mobili e di un interessante sistema che ne permetteva l’abbassamento. Purtroppo però nell’Agosto del 1943 l’edificio subì gravi danni a causa di un bombardamento tanto che parte di soffitto, gallerie e palchi crollarono. Il teatro venne prontamente ricostruito come era prima del secondo conflitto mondiale. Intanto nel 1946 Toscanini, che si era trasferito a New York dopo un’offesa oltraggiosa subita a Bologna (venne schiaffeggiato davanti al teatro comunale perché si rifiutò di eseguire Giovinezza), tornò trionfale nel tempio della lirica con uno spettacolo storico per tutta la città.

Nel 1967 il teatro ottenne il riconoscimento di ente autonomo con il sindaco di Milano a rivestirne anche l’incarico di presidente del consiglio d’amministrazione. Nel 1978 per festeggiare i 200 anni della nascita della Scala si portarono in scena opere di Verdi e Claudio Monteverdi sotto la direzione di Claudio Abbado che qualche anno più tardi fonderà la Filarmonica della Scala. A portare avanti il grande successo artistico dell’ente sarà Riccardo Muti.

Dal 2002 al 2004 l’edificio subì importanti restauri e interventi di manutenzione del palcoscenico tanto che si preferì spostare gli spettacoli al Teatro degli Arcimboldi per poi inaugurare ufficialmente l’edificio ammodernato nel centro di Milano nel Dicembre 2004 con la stessa opera commissionata a suo tempo per la prima apertura del teatro, quell’“Europa riconosciuta” di Antonio Salieri.

La forma a ferro di cavallo della Scala, con diversi ordini di palchi e camerini, ripresa in seguito anche da altri teatri europei, contribuisce inoltre a creare un’ottima acustica: il Piermarini progettò e realizzò un vuoto fra la volta d’intonaco su centine di legno e il tetto vero e proprio del teatro. Se la facciata esterna dell’edificio ha subito poche modifiche fra cui l’inserimento di 2 corpi laterali terrazzati, una delle caratteristiche più innovative voluta dal grande architetto neoclassico fu l’inserimento di una galleria che collocò davanti agli accessi al teatro in modo si potesse arrivare con la carrozza sino a pochi metri dall’ingresso.

Il piano terra e il mezzanino si presentano con un bugnato (granito di Baveno) su cui si aprono sette arcate con un intonaco chiaro ripreso anche ai piani superiori. Sopra la galleria vi è un parapetto a balaustra con lesene in stile corinzio. Entrando da uno dei cinque portoni centrali si accede a un ambiente con volta a botte da cui si raggiunge il foyer della platea e dei palchi. La grande sala, che sino al 1943 ha conservato la struttura originaria della volta, ha subito diversi rimaneggiamenti come la sostituzione del sipario originale in tela dipinta con l’attuale in velluto impreziosito da ricami in oro. Di particolare interesse sono anche lo stemma del Comune di Milano e un orologio che indica ore e minuti con numeri romani e arabi.

Originariamente in pioppo, il palcoscenico era lungo 30 metri e largo 26. La capienza del teatro è di 676 posti in platea a cui se ne aggiungono altri 195 nel primo ordine di palchi, 191 nel secondo, 20 nel palco d’onore, 194 nel terzo, 200 nel quarto, 256 in prima galleria e 275 in seconda galleria riuscendo così ad accogliere un totale di ben 1827 spettatori.

Il sette Dicembre, festa di Sant’Ambrogio e giorno d’inizio della stagione lirica, la “prima” alla Scala è vissuto come l’evento mondano più importante della città a cui partecipano personaggi del mondo politico, dello spettacolo e dell’aristocrazia cittadina.

Il Teatro alla Scala si trova nel cuore della città meneghina, proprio di fronte a Palazzo Marino, sede del Comune e non lontano dal Duomo di Milano. L’ingresso principale è in Piazza della Scala ma per chi è in possesso di un biglietto per la galleria l’accesso è dal Museo Teatrale situato in Largo Ghiringhelli.

Per raggiungere il teatro con i trasporti pubblici si può prendere la metro Linea Rossa con fermata MM1 Duomo oppure la Linea Gialla con fermata MM3 Montenapoleone; il bus Linea 61 fermata Via Verdi-Via dell’Orso o ancora i tram numero 1 e 2 scendendo alla fermata di Via Manzoni-Piazza della Scala. Chi arriva a Milano in treno può poi raggiungere il Teatro alla Scala con la metro MM3 (fermata Montenapoleone) se proveniente dalla Stazione Centrale oppure con la MM1 (fermata Cordusio o Duomo) se si è alla Stazione Cadorna. Parcheggi custoditi in Via Agnello (Rinascente) e Piazza Diaz (parcheggio sotterraneo). Posti auto per disabili in Via Verdi.

I biglietti possono essere acquistati presso la biglietteria centrale in Piazza Duomo Galleria del Sagrato (di fronte all’Atm Point) aperta tutti i giorni dalle 12 alle 18 oppure in quella serale sotto i portici del teatro, in Via Filodrammatici 2, aperta al pubblico da 2,30 minuti prima a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo.

Le tariffe d’ingresso variano a seconda della tipologia dello spettacolo e del posto scelto; per giovani, over 65 e portatori di disabilità il teatro propone prezzi agevolati.

In Largo Ghiringhelli 1 si trova invece il Museo Teatrale aperto tutti i giorni dalle 9 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.30 (chiuso il 7, 24, 25, 26 e 31 Dicembre, 1° Gennaio, Domenica di Pasqua, 1° Maggio e 15 Agosto). Tariffe biglietti: 7 Euro intero, 5 Euro gruppi e 3 Euro scuole. Per informazioni 02 88797473. Il museo raccoglie strumenti musicali, dipinti, il busto di Verdi e il ritratto del Piermarini che su incarico di Maria Teresa d’Austria progettò il Teatro alla Scala. Ma anche incisioni, porcellane con soggetti teatrali e medaglie coniate appositamente per il teatro. Inaugurato l’8 Marzo 1913, il percorso museale conta oggi preziosi oggetti che ne fanno uno dei più ricchi al mondo.

Da non perdere neppure la Biblioteca che ospita ben 150 mila volumi su storia teatrale, partiture e biografie musicali di cui oltre 50 mila donati da Renato Simoni nel 1952 all’ente che venne intitolato alla madre Livia. Aperta da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 17 solo su appuntamento. Info allo 02 88792088.

Sono anche possibili visite guidate al Teatro: per informazioni e prenotazioni scrivete a garino@fondazionelascala.it

Sito ufficiale http://www.teatroallascala.org

 Pubblicato da il 23/10/2015 - 2.828 letture - ® Riproduzione vietata

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