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L'Abbazia di Chiaravalle a Milano, dove č nato il Grana Padano

Alle porte di Milano, nelle campagne a sud-est della cittā, sorge questo spettacolare monastero cistercense, che rifulge di arte ed architettura, celebre per essere il luogo dove č nata la ricetta del Grana Padano.

La tradizione vuole che proprio fra queste sacre mura, attorno all’anno Mille, monaci cistercensi misero a punto la ricetta del Grana Padano, formaggio a pasta dura creato per conservare l’eccedenza di latte.

Conosciuta anche come Santa Maria di Roveniano, l’Abbazia di Chiaravalle è uno dei più importanti complessi monastici cistercensi italiani: fondata nel XII° secolo da san Bernardo di Chiaravalle, si trova nel Parco Agricolo Sud  Milano, fra i quartieri di Rogoredo e Vigentino a Milano, ed è uno dei primi esempi di architettura gotica in Italia.

La storia

Fu tra il 1150 e il 1160 che venne iniziata la costruzione della chiesa attuale, proseguita per una settantina di anni sino al 1221 quando il vescovo di Milano Enrico I° da Settala la consacrò a Santa Maria. Dell’edificio religioso originario del 1135 non rimane purtroppo traccia. Nel corso dei secoli successivi vennero realizzati il primo chiostro, il tiburio e il refettorio e nel 1412 una piccola cappella poi rimaneggiata nel XVII° secolo e oggi adibita a sacrestia. Su commissione del cardinale Ascanio Maria Sforza Visconti, nel 1490 il Bramante e Giovanni Antonio Amadeo avviarono la costruzione del Chiostro Grande e del capitolo a cui, in epoca rinascimentale, presero parte molti altri artisti. Alterne fortune caratterizzarono le vicende della chiesa: negli ultimi anni del 1700 i beni appartenenti all’edificio religioso vennero venduti e i lavori di demolizione del monastero avviati; nel 1861, il chiostro del Bramante fu distrutto per lasciare spazio alla linea ferroviaria Milano-Pavia-Genova. Solo 30 anni più tardi l’abbazia fu acquistata dall’Ufficio per la Conservazione dei Monumenti che ne avviò gli interventi di ristrutturazione affidati a Luca Beltrami e Gaetano Moretti.

Visitare il complesso monastico

La torre cinquecentesca costruita per volere di Luigi XII° di Francia (a fianco si trova l’oratorio di San Bernardo con l’affresco di Cristo davanti a Pilato) permette l’ingresso alla struttura religiosa. Da qui si accede al piazzale antistante la chiesa; sulla sinistra si trova una piccola cappella dedicata a San Bernardo così come sul lato opposto, accanto alla vecchia foresteria: in entrambe si possono ammirare affreschi di Callisto Piazza e di Bernardino Gatti.

La facciata del monastero è quella precedente il rifacimento seicentesco, riportata alla luce con i restauri del 1926 anche se si possono ancora intravedere tracce dei rifacimenti. Di grande impatto è il portale d’ingresso scolpito in rilievo con le figure di quattro santi e lo stemma della chiesa (la cicogna con pastorale e mitra). Entrando nella chiesa se ne ammirano subito la pianta a croce latina con tre navate e volte a crociera e gli affreschi che impreziosiscono cupola e tombe. Intagliato da Carlo Garavaglia fra il 1640 e il 1645, il coro ligneo è interamente in noce ed è decorato con episodi della vita di san Bernardo: ogni figura non solo è diversa dalle altre ma anche rifinita nei minimi dettagli. Il tiburio presenta affreschi che ritraggono la Vergine Maria mentre il transetto è interamente ricoperto da dipinti dei fratelli Fiammenghini: il braccio nord è dedicato ai martiri dell’ordine cistercense mentre quello a sud ai santi e ai vescovi del medesimo. Uno stupendo organo a canne, opera di Natale Morelli del 1853, si trova nel transetto destro della chiesa abbaziale mentre nel dormitorio, in cima ad una scala che porta ad un pianerottolo, si può ammirare il dipinto La Madonna della buonanotte di Bernardino Luini (1512).

La sacrestia, costruita nel 1412, e ampliata poi nel 1600 e nel 1708 si presenta con due campate a botte e un piccolo abside semiottagonale: proprio qui, sino alla cacciata dei cistercensi, era conservata la Croce di Ludovico il Pio (nota come Croce di Chiaravalle), preziosa opera di oreficeria oggi in esposizione al Museo del Duomo di Milano.

La Torre e il campanile

La sua esatta data di costruzione non si conosce ma la si fa risalire fra il 1329 e il 1340 a Francesco Pecorari di Cremona (suoi sono anche il Torrazzo di Cremona e il campanile di San Gottardo a Milano); anch’essa rimaneggiata come il resto dell’abbazia, solo nel 1905 venne riportata allo stato originario con la rimozione delle aggiunte settecentesche. E’ la torre nolare, meglio nota come Ciribiciaccola, che s’innalza partendo dal tiburio a un’altezza di 9 metri con due sezioni di forma ottagonale per poi assumere la geometria conica per quasi 12 metri e raggiungere un totale di 56,26 metri. Al suo interno vi è la più antica campana montata a sistema ambrosiano, fusa nel 1453, e ancora oggi azionata manualmente dai monaci. Il nome potrebbe indicare i frati dell’abbazia, le colonnine lavorate della torre o ancora i piccoli della cicogna che un tempo nidificavano proprio qui (dal loro verso “ciri”). A innalzarsi dall’abbazia è infine il campanile edificato sul finire del Settecento ma con forme più moderne tipiche di cento anni più tardi; la torre ospita un concerto di 5 campane fuso dalla fonderia di Giorgio Pruneri nel 1907. La più grande, con diametro di 1296 mm, detta “campanone”, è dedicata al Sacro Cuore di Gesù mentre la più piccola (849 mm) è in onore dei santi angeli di Dio.

Informazioni utili, orari e prezzo biglietti per la visita

Nel cortile dell’abbazia si trova l’Info Point che organizza le visite al complesso religioso con le guide e fornisce informazioni utili sul territorio e sui servizi. Info al +39 02 84930432 oppure infopoint@monasterochiaravalle.it . Si ricorda che la chiesa è visitabile ai gruppi solo su prenotazione e che per le visite infrasettimanali è necessario contattare l’Info Point.

Visite guidate (in italiano e lingua straniera) a cura della cooperativa sociale onlus Koinè. L’abbazia e il chiostro (durata 1 ora circa): per conoscere la storia della sua fondazione e del suo fondatore San Bernardo di Clairvaux anche tramite gli affreschi della chiesa; il tour comprende anche la sala capitolare e il chiostro con visita alla Ciribiciaccola, l’antica torre nolare. Cappella di San Bernardo (1 ora): per chi desidera ammirare gli affreschi alle pareti della chiesa; la visita illustra le origini della cappella e la sua funzione, la fasi decorative e i temi rappresentati. Il mulino (circa 30 minuti): parte integrante del complesso monastico, è una struttura del XII° secolo di grande importanza storico culturale; un restauro conservativo durato una decina di anni ne ha permesso la riapertura nel 2009 rendendo fruibile anche un orto di erbe officinali, un laboratorio didattico di erboristeria e uno di panificazione.

Tariffe: mulino 4€; abbazia e chiostro 6€; cappella San Bernardo 4€; chiostro 4€; visita tematica dell’abbazia 8€; abbazia e mulino 8€; abbazia e cappella San Bernardo 8€; abbazia + mulino + cappella San Bernardo 12€. Gratis per bambini sotto gli 8 anni.

Per singoli o piccoli gruppi sono disponibili anche le audioguide in italiano e in inglese: ritiro presso l’Info Point al costo di 5€ l’una.

Presso la Bottega dei Monaci è possibile acquistare prodotti confezionati direttamente dai religiosi fra cui miele, erbe aromatiche, grappe, bevande medievali, libri e oggettistica religiosa. E’ inoltre presente la rivendita del Grana Padano DOP (orario di apertura: da martedì a domenica 9/12 e 15/18 – chiuso il lunedì).

Indirizzo: via Sant’Arialdo 102 – 20139 Milano - +39 02 57403404 e monasterochiaravalle@gmail.com. L’abbazia si trova alle porte del Parco Agricolo Sud Milano nelle vicinanze della zona di Porta Romana.

Come arrivare

Per raggiungere il complesso monastico: in auto, da Milano Porta Romana percorrere corso Lodi fino a piazzale Corvetto e poi seguire indicazioni per Chiaravalle; in treno, partendo dalla stazione di Milano Rogoredo, autobus 140 (capolinea) e scendere dopo due fermate; mezzi pubblici, da Milano bus linea 77 che parte da Brenta MM3 e transita di fronte all’abbazia.
www.monasterochiaravalle.it
 

 Pubblicato da il 11/08/2019 - 1.430 letture - ® Riproduzione vietata

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