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Fondazione Prada, a Milano lo spazio espositivo dedicato all'arte, alla cultura e alla filosofia

Expo o non Expo, il 2015 a Milano è stato un anno estremamente importante per il rilancio di numerose istituzioni culturali del capoluogo lombardo. Grazie a diversi interventi orchestrati nel corso degli ultimi anni, Milano ha restituito alla cittadinanza vere e proprie porzioni di città che, per diverse ragioni, erano cadute in disarmo finendo con l’essere degradate o del tutto abbandonate. Si è cominciato a marzo con l’inaugurazione del Museo delle Culture (MUDEC), venuto alla luce laddove in passato si trovava il vasto complesso industriale dell’ex fabbrica Ansaldo, seguito dal restyling della darsena dei Navigli e di piazza XXIV Maggio, fino all’apertura di uno spettacolare polo artistico-culturale a due passi dallo scalo ferroviario di Porta Romana: la nuova sede Fondazione Prada.

Quest’ultima nasce dal desiderio dell’omonima istituzione presieduta da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli di individuare un luogo consono, per dimensioni e caratteristiche, ad ospitare le tante mostre organizzate a partire dal 1993 e fino ad oggi dislocate in varie location a Milano e non solo. Tale esigenza, che in passato aveva già dato i suoi frutti con la ristrutturazione di Ca’ Corner della Regina a Venezia, si è concretizzata nel rilancio di un’area vasta, di quasi 20.000 mq, situata in posizione strategica, fino a quel momento sede di un’ex distilleria dismessa, la SIS.

L’intervento, orchestrato con sapiente maestria da OMA, lo studio di progettazione olandese capeggiato dall’architetto di fama internazionale Rem Koolhaas, si è articolato in diverse fasi ed è tutt’ora in corso. Del vecchio comparto manifatturiero sono stati recuperati ben sette edifici tra magazzini, laboratori e silos, mentre tre sono le costruzioni realizzate ex-novo. Quest’ultime, in particolare, sono quelle che hanno richiesto tempi di lavorazione più lunghi, al punto che solo lo spazio espositivo e il cinema sono stati inaugurati con il resto del complesso il 9 maggio 2015, mentre la grande torre a ridosso di via Giovanni Lorenzini necessiterà ancora di qualche mese prima dell’apertura.

Ciò nonostante la nuova sede della Fondazione Prada è già ampiamente operativa, come testimoniano le tante persone che, soprattutto nel weekend, ne affollano il cortile. Esso funge da tessuto connettivo tra i tanti edifici distribuiti sul perimetro, mentre al centro si trovano la biglietteria, la nuova grande sala mostre temporanee (distribuita su due livelli) e soprattutto la torretta dorata visibile fin da centinaia di metri di distanza che rappresenta il vero e proprio simbolo della Fondazione. La torre, appartenente al vecchio comparto industriale, è stata ristrutturata per poi essere completamente rivestita da un sottile strato in foglia d’oro zecchino, una finitura utilizzata piuttosto raramente all’esterno, ma che conferisce un carattere unico e inconfondibile all’intero complesso. All’interno, distribuita tra i quattro angusti piani della torre, è stata allestita una mostra permanente imperniata sulle figure di due grandi scultori del ‘900: l’americano Robert Gober e la francese Louise Bourgeois, autori di opere e installazioni piuttosto controverse che invitano l’osservatore a riflettere su svariate tematiche che hanno caratterizzato il secolo scorso.

Tra le opere della collezione permanente figura anche il cosiddetto “Processo Grottesco”, collocato al piano interrato al di sotto della “Cisterna”. Trattasi di una vera e propria ricostruzione dell’ambiente interno a una grotta, con tanto di stalattiti e stalagmiti, realizzato da Thomas Demand mediante una miriade di strati di cartone sovrapposti avvalendosi di moderne tecnologie di prototipazione e di macchine a taglio laser. Al di sopra di esso, accanto ai grandi ambienti adibiti a sala mostre temporanee della “Cisterna”, c’è l’accogliente sala cinematografica che consente alla Fondazione di ampliare e diversificare la propria offerta comunicativa. Completano il quadro degli spazi espositivi le due gallerie, Nord e Sud, capaci di ospitare altrettante mostre temporanee.

Passati in rassegna i quasi 11.000 mq di superficie complessiva degli allestimenti è da apprezzare il grazioso cortile interno, accessibile anche a chi non ha intenzione di effettuare alcuna visita, che offre prospettive peculiari sui tanti edifici del complesso. Prima di uscire è d’obbligo una sosta ristoratrice a quella che, di fatto, è l’attrattiva più affollata dell’intera Fondazione. Stiamo parlando del “Bar Luce”, il bar progettato dal regista americano Wes Anderson ispirandosi alle atmosfere dei caffè della “vecchia Milano”, con tanto di bancone e tavolini in formica, pavimento in graniglia, carta da parati a ricreare l’aspetto della Galleria Vittorio Emanuele, flipper e juke-box in bella vista subito dopo l’ingresso.

Fondazione Prada
E' aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 21.00, ma la biglietteria chiude un’ora prima del termine dell’orario di visita. L’ingresso al cortile e al Bar Luce è libero, mentre per accedere alle varie mostre occorre acquistare un biglietto al costo di 10 euro (intero) o 8 euro (ridotto), tenendo presente che i minori di 18 e chi ha superato i 65 anni entra gratis.

La Fondazione si trova a circa 10 minuti a piedi dalla fermata Lodi T.I.B.B della metropolitana M3 (gialla), ma in alternativa sono disponibili l’autobus 79 e il tram 24. Per maggiori informazioni e per conoscere il calendario delle mostre temporanee in programma potete cliccare il sito www.fondazioneprada.org, facendo poi riferimento alla sezione “Milano” rispetto a quella “Venezia”.

 Pubblicato da il 01/10/2016 - 2.146 letture - ® Riproduzione vietata

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