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Cosa vedere e cosa visitare Museo Poldi Pezzoli

Il Museo Poldi Pezzoli a Milano

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Il Museo Poldi Pezzoli – posto nel centro di Milano a pochi passi dal Teatro alla Scala – nacque dalla volontà di colui al quale è intitolato di realizzare un articolato progetto inerente una collezione d’arte italiana da custodire in una vera casa-museo.

Gian Giacomo Poldi Pezzoli, patriota, storico e, ovviamente, collezionista fervente non solo di opere ma anche di armi antiche, maturò quest’idea fin dalla giovinezza, tanto che tra il 1846 e il 1850 ebbe modo di crearsi un’armeria personale e dal 1850 una pinacoteca privata con diversi dipinti del Rinascimento lombardo, veneto e toscano.

In parallelo all’infoltimento delle collezioni, Pezzoli procedeva ad allestire il suo alloggio (un palazzo seicentesco riadattato in stile neoclassico dall’architetto Simone Cantoni), la cui cura venne affidata a due grandi professionisti in materia, Giuseppe Bertini e Luigi Scrosati: il risultato si tradusse in ambienti ispirati a differenti stili del passato quali il barocco (scalone e camera da letto), il rocaille francese (anticamera), il primo Rinascimentale (Sala Nera) e stile del Trecento (Gabinetto di Studio). Le stanze, a questo punto, divennero le premurose custodi di quadri antichi, sculture e arredi riuniti in collezioni di pregio sempre più cospicue entro un contesto veramente all’avanguardia in considerazione dell’epoca ottocentesca.

Poldi Pezzoli dipartì nel 1879 senza eredi, ma il suo patrimonio ebbe tutela grazie al testamento nel quale egli stesso caldeggiava la nascita di una Fondazione Artisticaad uso e beneficio pubblico in perpetuo colle norme in corso per la pinacoteca di Brera”. La casa-museo venne inaugurata ufficialmente il 25 aprile 1881 sotto la direzione di Giuseppe Bertini, stretto collaboratore e amico di Gian Giacomo. Inutile dire che l’apertura nell’ambito dell’Esposizione Nazionale di Milano sancì il futuro successo del progetto di Pezzoli, capace di attrarre in pochi giorni migliaia di visitatori.

Le devastazioni del 1943 imposero presto una ricostruzione finanziata dallo Stato Italiano e la ricollocazione delle opere portate nei rifugi antiaerei per garantirne il salvataggio. La riapertura avvenne nel 1951 e da allora si sono susseguite nel tempo numerose donazioni in grado di incrementare le collezioni infondendo ulteriore prestigio.

L’esposizione museale è suddivisa in sale distinte che snocciolano in maniera comunque omogenea l’intero patrimonio artistico consegnato dal Pezzoli alla contemporaneità, a partire dalla Sala d’Armi, crogiuolo di stendardi, armi, armature, trofei, manichini e vetrine realizzato in stile neogotico dal pittore-scenografo Filippo Peroni ma andato distrutto nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Di suggestivo impatto è la Stanza da letto, rinominata Sala dei Vetri di Murano, un ambiente materialmente creato dall’intagliatore Giuseppe Ripamonti in stile neobarocco, anch’esso interessato dai bombardamenti del 1943 che distrussero il soffitto a lacunari, il fregio affrescato di Luigi Scrosati, il camino, il letto a baldacchino e le boiseries, lasciando tuttavia intatte le stupende porte intagliate.

Il Gabinetto Dantesco di Bertini e Scrosati fungeva da studio privato a disposizione del padrone di casa, ispirato al Medioevo e a Dante Alighieri, quest’ultimo raffigurato negli affreschi ma anche nelle vetrate. La Sala Nera è stata così chiamata per il rivestimento in ebano di pareti e soffitto: di questo ambiente, l’ennesimo flagellato dalle bombe del secondo conflitto, sono sopravvissuti le porte e i preziosi mobili realizzati da Giuseppe Speluzzi, Luigi Barzaghi e Pietro Zaneletti.

La Sala Gialla o Sala degli Stucchi è un esempio di applicazione dello stile rococò, scrigno di porcellane settecentesche comprese entro una pletora di mensole, consolles e sedie rocaille. Lo Scalone Antico corrisponde alla scenografica entrata all’appartamento del Pezzoli, imbastito su un preesistente scalone barocco adorno di otto gigantesche statue settecentesche in pietra arenaria disposte in apposite nicchie, al quale vennero aggiunti stucchi e una fontana neo-barocca molto elegante. Il Salone Dorato corrispondeva al Salone d’Onore, custode delle opere più influenti dell’intera collezione e provvisto di un sontuoso soffitto a cassettoni dorato, purtroppo andato distrutto nel 1943.
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Oggi il museo si fregia di capolavori di smisurato valore a opera di celeberrimi artisti: elencarli tutti necessiterebbe un tempo ingente, ergo se ne citino solo alcuni come il dipinto della Madonna con il Bambino di Sandro Botticelli, il manufatto Il carro di Diana, il busto del vescovo Ulpiano Volpi di Alessandro Algardi, l’armatura Colleoni e la Caffettiera Borromeo. Gli itinerari che il visitatore può seguire emozionano anche per il modo in cui sono stati posti e nominati: abbiamo ad esempio l’itinerario “La casa delle meraviglie” volto alla scoperta della casa e dei suoi tesori, “Il mostro e l’eroe” che introduce alla visione di dipinti raffiguranti Perseo e Medusa, Ulisse e le Sirene, Teseo e il Minotauro, e tanti altri viaggi nell’arte resa pubblica dal Pezzoli, certamente un grande benefattore.

Informazioni utili per la visita

Museo Poldi Pezzoli
Via Manzoni, 12 – Milano

Orari di apertura: tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00.
Sito ufficiale: www.museopoldipezzoli.it
Contatti: tel. 02/794889 o 02/796334, mail ferraris@museopoldipezzoli.it
Prenotazione scuole: rivolgersi ad Ad Artem, tel. 02/6597728, mail info@adartem.it
Costo biglietti: intero € 10.00, ridotto € 7.00 (over 65 e convenzioni), giovani € 4.50 (dagli 11 ai 18 anni, studenti under 26), scolaresche € 3.00, gratis per bambini under 10 e professionisti del settore.

Come arrivare
Una volta a Milano, conviene spostarsi in metropolitana: Metro M3 fermata Montenapoleone o Duomo, oppure Metro M1 fermata Duomo; in alternativa si può salire sul mezzo di superficie, Tram 1 fermata Montenapoleone.

 Pubblicato da il 14/09/2017 - 179 letture - ® Riproduzione vietata

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