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Il Castello Sforzesco, dimora degli Sforza e sede dei musei civici di Milano

Il Castello Sforzesco di Milano si trova a pochi passi da centro. Famoso per ospitare i Musei Civici tra cui quello egizio ed visitabile a pagamento. Si svolgono visite guidate anche nei suoi sotterranei.

E’ uno dei monumenti più imponenti di Milano, sede di prestigiosi musei e simbolo della storia della città meneghina. Fatto costruire dal duca Francesco Sforza, nel XV° secolo sui resti di una precedente fortificazione, il castello Sforzesco ospita preziose testimonianze artistiche.

Non tutti sanno però che verso la fine dell’Ottocento si pensò addirittura di demolirlo per costruirvi al suo posto dei palazzi residenziali. In quell’occasione a salvarlo fu l’architetto Luca Beltrami, autore anche della facciata di Palazzo Marino, del restauro di Santa Maria delle Grazie e della costruzione di piazza Cordusio, che ne curò personalmente la ristrutturazione.

Osservando questa maestosa struttura che si erge in pieno centro città, in piazza Castello, sembra quasi impossibile pensare che qualcuno volesse radere al suolo una delle più importanti testimonianze dell’architettura militare di tutta Europa. All’epoca il castello era in realtà ben diverso da come si presenta oggi: senza la torre del Filarete (che verrà proprio ricostruita dal Beltrami), tozzo e considerato una fortezza contro la città utilizzata dagli invasori per controllare Milano. Con l’Unità d’Italia e dopo aver allontanato le truppe nemiche, il capoluogo lombardo iniziò un importante sviluppo edilizio che, sostenuto anche da grandi intellettuali del tempo, affiancò la sempre più pressante idea di abbattere il castello, simbolo di dominazioni straniere. Fortunatamente, la vicenda ebbe un epilogo ben diverso.

La costruzione di una prima struttura a difesa della città venne iniziata nella seconda metà del Trecento quando Galeazzo Visconti, ricevuto in eredità il ducato di Milano, volle una fortificazione sulla Porta Giovia. In seguito il castello venne ampliato diventando a pianta quadrata e con 4 torri agli angoli, di cui 2 particolarmente massicce e con mura spesse sino a 7 metri. La residenza dei Visconti fu però distrutta nel 1447 dalla Aurea Repubblica Ambrosiana per poi essere ricostruita qualche anno più tardi da Francesco I° Sforza che ne farà la propria dimora. Il duca di Milano chiamò a corte Antonio di Pietro Averlino, detto il Filarete, scultore e architetto fiorentino, a cui affidò il compito di costruire e decorare la torre mediana nota ancora oggi con il nome del proprio autore. Decori e affreschi abbellirono in quegli anni le sale del palazzo ducale e quando, a fine 1400, Ludovico il Moro salì al potere il castello era ormai uno dei luoghi più ricchi e sfarzosi di tutta Europa: a lavorarvi vi furono chiamati artisti del calibro di Leonardo da Vinci e Bramante.

Danneggiata dai continui attacchi delle truppe nemiche che portarono anche alla distruzione della torre del Filarete (per sbaglio un soldato francese vi fece esplodere una bomba dopo che la torre era stata adibita a armeria; per altri invece sarebbe stato un fulmine), Francesco II° Sforza ne ordinò una nuova ristrutturazione dedicando una parte dell’edificio alla moglie Cristina di Danimarca.

Nel tempo si susseguirono vari progetti come quello del 1796 che, in base ad una petizione popolare, richiedeva proprio la distruzione del castello tanto che Napoleone, giunto in Italia, ne ordinò l’esecuzione che venne fortunatamente eseguita solo per le torri laterali e per i bastioni spagnoli. L’architetto Antolini si occupò di un nuovo rimaneggiamento in stile neo classico che non piacque però a Bonaparte. Attorno al 1880, quando Milano fu nelle mani dei Savoia e l’Italia ormai unita, Luca Beltrami si occupò della ristrutturazione del castello che riportò alle sembianze che lo avevano caratterizzato all’epoca della signoria degli Sforza. Fra tutti gli interventi, il più importante riguardò la torre del Filarete ricostruita in base ai vecchi disegni del suo ideatore e dedicata a Umberto I° di Savoia.

Danneggiato durante il secondo conflitto mondiale e ristrutturato ancora una volta, oggi il castello si presenta con una bella fontana degli anni novanta costruita su disegno di una precedente, rimossa decenni prima in occasione della costruzione della linea metropolitana milanese.

La cinta di fortificazione che si vede oggi è la più antica, costruita fra Trecento e Quattrocento, con pianta quadrata che termina ai lati con 4 torri: quelle sud e est hanno forma cilindrica mentre a nord e ovest (verso il parco) sono quadrate e conosciute come Falconiera e Castellana. La torre centrale più alta è quella del Filarete che si eleva massiccia sopra le mura ed è formata da tre rialzi con arcate e merlature. Ingresso principale al castello, è preceduta da un ponte e presenta un bel bassorilievo che ritrae Umberto I° a cavallo.

La facciata posteriore della costruzione è divisa dalla Porta del Barco, l’area del parco Sempione un tempo adibita a riserva di caccia. Ancora visibile è la Ponticella di Ludovico il Moro, ponte che collegava gli appartamenti ducali alle mura esterne oggi, quest’ultime, non più presenti.

A formare la dimora sforzesca vi è anche la Rocchetta, con i suoi 5 piani, da sempre considerata la parte più inespugnabile della struttura: a difenderla le torri Bona di Savoia costruita nel 1477 e quella della Castellana dove veniva anche custodito il tesoro.

La corte ducale, che ha forma a U, si trova nella parte nord del castello ed è caratterizzata dal Portico dell’Elefante con colonne in pietra e con un affresco, ormai non più ben visibile, che ritrae animali fra cui il pachiderma da cui prende il nome. Per accedere al secondo piano si sale una scalinata fatta con gradini a bassa alzata in modo da poter essere percorsa anche dai cavalli. Qui si ammira l’elegante Loggia di Galeazzo Maria.

Fra le testimonianze artistiche più pregevoli ospitate nella dimora sforzesca vi è una grande decorazione ad affresco nella Sala delle Asse dove, sulla volta, Leonardo da Vinci realizzò un pergolato con rami fioriti che si intrecciano fra di loro creando un elaborato emblema che riporta anche il proprio stemma. Sempre di Leonardo sono alcuni schizzi su di una torre osservatorio che avrebbe dovuto sorgere al centro della facciata e di alcuni templi a cupola così come le decorazioni, purtroppo non più visibili, di una sala dove Ludovico il Moro, in seguito alla morte della moglie Beatrice, pare amasse ritirarsi in solitudine. Infine il castello ospita il Codice Trivulziano, opera del da Vinci che tratta di architettura militare e religiosa.

La Pinacoteca del castello custodisce anche un’opera di Andrea Mantegna, Madonna in gloria e santi Giovanni Battista, Gregorio Magno, Benedetto e Gerolamo, dove il pittore creò una composizione in cui la Vergine siede circondata da cherubini: la pala per l’altare maggiore della chiesa degli Olivetani di Santa Maria in Organo a Verona proviene dalla Collezione Trivulzio.

Di grande valore artistico è la Pietà Rondanini di Michelangelo, ultimo grande lavoro di questo maestro del Rinascimento, una scultura interminata che colpisce per la particolare modernità paragonabile a quella delle opere scolpite da Modigliani.

Da non perdere neppure la Sala della Balla, che prende il nome da un gioco di corte che avveniva in questo luogo, dove sono esposti dodici grandi arazzi disegnati da Bramantino che, mese per mese, descrivono le diverse attività agricole svolte nelle varie stagioni. I colori e la ricchezza di dettagli fanno di questo ciclo di arazzi un vero e proprio capolavoro del Bartolomeo Suardi, tessuto a Vigevano da Benedetto da Milano e dai suoi collaboratori.

Per chi è appassionato di mobili e della loro storia, al primo piano dell’edificio, vi è il museo che mostra l’evoluzione del design dell’arredamento milanese dal medioevo sino ad oggi. Per chi invece preferisce altro ecco la sezione egizia del museo archeologico con papiri, steli funerarie, sarcofagi e vasi canopi; il museo degli strumenti musicali con oltre 700 oggetti provenienti dall’Europa; la Pinacoteca che vanta anche opere di Antonello da Messina, Canaletto e Tiepolo. Il castello ospita inoltre numerose mostre itineranti.

Dopo aver ammirato il castello si può infine fare una passeggiata nel giardino all’inglese, quel parco Sempione il cui progetto nacque alla fine dell’Ottocento quando si pensò di salvare la fortezza dalla distruzione. L’area, che si estende su 47 ettari di terreno, è spesso abbellita da opere d’arte. Fra i vari monumenti qui collocati si trovano, dal 1930, il ponte delle Sirenette, prima struttura metallica d’Italia, dedicato all’imperatore austriaco Ferdinando I°; la fontana Bagni Misteriosi, in pietra di Vicenza, a firma di De Chirico collocata nel parco nel 1973; la singolare composizione dell’artista Arman che riproduce un palco per orchestra con sedie in ferro immerse nel cemento delle gradinate, anch’essa qui dal 1973 assieme ad altre opere; il monumento a Napoleone III° in bronzo, realizzato nel 1866, prima esposto a Palazzo del Senato e poi nel Parco Sempione, per esattezza sul Monte Tordo, nel febbraio del 1927.

Dagli otto anni in su, per chi desidera scoprire anche gli angoli più segreti del castello è possibile visitare, accompagnati da guide e personale della struttura, due interessanti percorsi didattici: i camminamenti delle merlate e i sotterranei del Castello con la celebre la strada coperta della Ghirlanda. Si consiglia di indossare un paio di scarpe comode e di dotarsi di una torcia elettrica.

Il castello Sforzesco è visitabile da lunedì a domenica in orario 7-18 quando è in vigore l’ora solare e dalle 7 alle 19 con quella legale. I musei e la biglietteria sono aperti al pubblico da martedì a domenica dalle 9 alle 17.30 con ultimo ingresso alle ore 17. Chiusura il lunedì, il 25 Dicembre, il 1° Gennaio, il 1° Maggio e il lunedì di Pasqua.

Orari musei: Arte Antica, Sala delle Asse-Leonardo da Vinci, Armeria, Mobili e Sculture Lignee, Pinacoteca, Pietà Rondanini-Michelangelo e Museo Archeologico-Sezione di Preistoria e Protostoria e Sezione Egizia dalle 9 alle 17.30; Museo delle Arti Decorative e Museo degli Strumenti Musicali dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17.30.

Biglietti di ingresso: intero 5,00 Euro; ridotto 3,00 Euro; MuseoCard 35,00 Euro; biglietto cumulativo 12,00 Euro. Ingresso libero tutti i martedì dalle ore 14 mentre da mercoledì a domenica dalle ore 16.30.

Per raggiungere il castello Sforzesco: in metropolitana linea 1 (rossa) che ferma a Cairoli di fronte all’ingresso principale o in alternativa la linea 2 (verde) utilizzando le fermate Lanza o Cadorna situate nei pressi degli ingressi secondari. In treno stazione Milano Cadorna che dista 200 metri dal castello (usciti dalla stazione si attraversa il piazzale e sulla sinistra si imbocca via Minghetti che porta al castello); da Milano Porta Garibaldi o Milano Centrale si può prendere la metro linea 2 verso Abbiategrasso/Assago Forum per poi scendere a Cadorna o Lanza; da Milano Porta Genova si può utilizzare la linea 2 verso Gessate/Cologno e scendere sempre alle stesse fermate Cadorna e Lanza. Per chi proviene in auto, si consiglia di parcheggiare nei pressi della metropolitana e di proseguire verso il castello con una delle linee che lo raggiungono.

Sito ufficiale http://www.milanocastello.it

 Pubblicato da il 11/12/2015 - 3.262 letture - ® Riproduzione vietata

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