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Gite domenicali fuori porta in Trentino Alto Adige. Dove andare in gita per un giorno

È la regione più estrema d’Italia, sia geograficamente, incuneata tra Svizzera e Austria, sia culturalmente, come tutte le terre di confine, che hanno il destino di doversi fare sintesi complicata di anime diverse e contrapposte, sia paesaggisticamente, poiché è indubbiamente la regione che ha le montagne più belle di tutto l’arco alpino. Basta citare meraviglie come la Val di Fiemme, la Val di Fassa e la Val Gardena per comprendere all’istante di cosa stiamo parlando: cime maestose, boschi, laghi, tramonti rosa che filtrano tra le guglie delle Dolomiti, castelli arroccati e piste sciistiche mozzafiato.
Come se non bastasse,il Trentino Alto Adige custodisce tesori d’arte assolutamente unici, che sanno mescolare l'imperativo e strabordante stile gotico di stampo tedesco a quello più morbido e femminile rinascimentale, e tradizioni enogastronomiche superbe; non è difficile, quindi, trovare un’idea su dove andare in gita per un giorno in Trentino Alto Adige, perché basta guardarsi intorno e partire in direzione di una sagra gastronomica, di una festa patronale, di un borgo nascosto, di una SPA sulle sponde del Lago di Garda o di uno dei numerosi eventi del Trentino Alto Adige in calendario.
Con questa piccola guida, però, vogliamo offrirvi un’opportunità in più, suggerendovi qualche idea originale e fuori dal circuito turistico classico che stimoli la vostra curiosità e vi dia la possibilità di partire alla scoperta di luoghi magici e divertenti, in compagnia di tutta la vostra famiglia, bambini, cani e suocere comprese.
Preparate lo zaino che si parte...e non dimenticatevi gli scarponi!

Il campanile sommerso di Curon Venosta


Cominciamo con il Sud Tirolo, nel nord estremo dello Stivale, a pochi chilometri dal confine con l’Austria a nord e con la Svizzera a ovest. Andiamo a Curon Venosta, cittadina ubicata a circa 1.500 metri di altezza, a metà strada tra il Comprensorio Sciistico Belpiano e quello di San Valentino alla Muta, e ci affacciamo sulle sponde del Lago di Resia, il bacino artificiale più grande di tutta la regione, tra le acque del quale spunta malinconicamente solitario, ma anche bizzarro e curioso, un campanile romanico. Proprio così, un campanile proprio in mezzo al lago!
Sul fondo di quel lago non c’è solo la chiesa trecentesca a cui è attaccato il campanile, ma anche 163 case dei cittadini della vecchia Curon Venosta, inondata dai 120 milioni di metri cubi d’acqua provenienti dalla nuova diga messa in funzione nel 1950, con l’obiettivo di costruire un bacino artificiale per la produzione di energia idroelettrica.
Quando si arriva e si vede coi propri occhi il campanile sommerso, si resta senza parole e ci si accorge di essere in uno dei luoghi più suggestivi di tutta l’area; se poi la vostra gita fuori porta la organizzate in inverno, quando il lago si ghiaccia e diventa calpestabile, siamo, del resto, in una delle più rinomate località per passare le vacanze sulla neve in Trentino Alto Adige, la meraviglia si amplifica, perché potrete arrivare fino a toccare l’antico campanile, non più in perfetta forma, purtroppo, a causa delle dannose infiltrazioni d’acqua.
Non manca, infine, la leggenda ricca di fascino, seppur un po’ lugubre, secondo la quale nelle rigidissime notti invernali si sentirebbero i tetri rintocchi della campane, che, ovviamente, sono state smontate prima dell’apertura delle chiuse di quasi 70 anni fa e, quindi, non possono certo suonare.

Viaggio nel tempo: le palafitte di Ledro


Per la seconda gita in elenco che abbiamo da proporvi, cambiamo genere e clima e andiamo sul Lago di Ledro, a pochi chilometri da Riva del Garda, la località più rinomata della costa trentina del Lago di Garda, dove sorge uno dei villaggi palafitticoli più integri e importanti di tutta Europa: le Palafitte di Ledro. Venute alla luce poco meno di un secolo fa, quando nel 1929 fu abbassato il livello delle acque per consentire la costruzione di una centrale idroelettrica, le rovine del villaggio, risalente all’Età del Bronzo, sono state abilmente recuperate tra la fine degli anni settanta e il 2006, quando c’è stata l’inaugurazione della ricostruzione fedele del villaggio stesso, che oggi attira molti visitatori.
Ogni capanna custodisce gli attrezzi di lavoro e le suppellettili di chi l’abitava, ed è così che troviamo reti da pesca nella palafitta del pescatore o l’aratro in quella dell’agricoltore, in quello che è un viaggio a ritroso nel tempo che non solo vi incanterà, ma vi permetterà anche di vedere con i vostri occhi come si svolgeva la vita più di 4000 anni fa, mettendovi a diretto confronto con la storia, e le origini, dell’essere umano. Una gita che vi lascerà senza parole.

Il Canyon di Rio Sass


Tirate fuori abiti comodi, elmetto e un po’ di coraggio dal vostro zaino, perché per affrontare la prossima gita fuori porta ne avete bisogno. Vi mandiamo a conquistare il Canyon Rio Sass, uno spettacolo e spaventoso orrido scavato dal torrente che dà il nome al canyon e si trova nei pressi dell’abitato di Fondo, il capoluogo dell’Alta Val di Non, proprio al confine tra la provincia di Trento e quella di Bolzano.
Aperto da marzo a novembre propone suggestive visite guidate: più di 600 gradini, per un dislivello di 145 metri lungo un percorso allestito con passerelle e ponti sospesi nel vuoto che vi guideranno nelle viscere della Terra, tra stalattiti, stalagmiti, muschi, capolavori di roccia scolpiti a mano libera dalla Natura, cascate, colonie di coralli, fossili e giochi di luce che disegnano straordinari effetti scenici sulle pareti che salgono veloci a strapiombo.
Alla fine del percorso nel canyon ci si ritrova presso i ruderi dei “Bagni di Fondo”, vecchio stabilimento balneare locale, una bella radura verde baciata dal sole dove ci si può un po’ riposare, prima di ritornare a Fondo facendo il percorso inverso.
Una gita che ha il sapore di avventura, da concludere, eventualmente con una visita a Casez, distante 12 chilometri, uno dei borghi più belli del Trentino Alto Adige, indubbiamente il più bello della Val di Non, per ammirare l’elegante centro storico dal prepotente stile gotico e, soprattutto, il sontuoso castello che domina dall’alto il piccolo e suggestivo pugno di case.

Arte Sella, la Montagna Contemporanea


La prossima tappa non è un luogo ben distinto, ma un percorso sensoriale, un incontro tra arte contemporanea declinata ai massimi livelli e Natura mozzafiato che fa da cornice. Stiamo parlando di Arte Sella, un museo a cielo aperto, o meglio, una manifestazione internazionale permanente e in continua metamorfosi ospitata dal 1986 nella Val di Sella, all’altezza di Borgo Valsugana: lungo un sentiero che si snoda sul versante sud del Monte Armentera sono presenti alcune opere d’arte che si fondono perfettamente con la vegetazione circostante e con gli elementi naturali presenti, come foglie, rami, muschi e sassi, in una trasformazione continua dell’installazione di natural art, che diventa un’opera viva e mutevole.
Di particolare impatto risulta essere la monumentale Cattedrale Vegetale dell’artista Giuliano Mori, 80 colonne di rami intrecciati a sesto acuto che disegnano un’architettura gotica straordinaria e vanno a formare tre navate da 82 metri di quello che è a tutti gli eeffetti un “tempio naturale”, meta ambita non solo di turisti curiosi ma anche di chi è alla ricerca di un luogo di pace per poter meditare. Straordinari i colori che la Cattedrale assume a seconda delle stagioni che si susseguono e chi l’ha visitata in inverno è rimasto fortemente ammaliato. Da non perdere!

Viaggi in miniera e parchi giochi: gite a misura di bimbo


Quando il divertimento deve essere declinato sui gusti dei piccoli di casa, le scelte diventano più ardue; non ci possiamo, infatti, permettere di sbagliare, perché quando loro si annoiano, sono veri dolori per tutti.
Prestate, quindi particolare attenzione a queste indicazioni che abbiamo preparato per voi su dove andare la domenica con i bambini in Trentino Alto Adige, perché si riveleranno preziose prima di quanto possiate immaginare.
Prima regola d’oro per non farli annoiare: emozionarli.
Come? Mandandoli in miniera.
Dove? A Ridanna Monteneve, nella parte più occidentale della regione, a pochi chilometri dal confine con l’Austria, dove c’è quella che è stata la più grande miniera di piombo e zinco del Tirolo italiano, che ha chiuso i battenti nel 1979, ma ha avuto una lunga e onorata carriera, se si considera che sembra fosse in attività già nel 1237.
Aperta da marzo a dicembre, propone un ricco calendario di visite guidate, diverse a seconda delle esigenze dei piccoli e grandi esploratori che arrivano muniti di caschetto e picozza per scoprire più di 800 anni di storia vissuta: una galleria dimostrativa lunga più di 200 metri, da percorrere in parte a piedi e in parte su mezzi originali, descrive le pesanti condizioni di lavoro dei minatori, l’oscurità e i claustrofobici cunicoli.
Per i più coraggiosi è previsto un supplemento di avventura, con un percorso di 3,5 metri attraverso la Galleria Poschhaus, ubicata a 2000 metri di altezza, e percorrendo, una volta usciti dall'oscurità, un sentiero a piedi, tra pozzi d’acqua, strettoie e spaventosi crepacci. Mozzafiato!

Proseguiamo con la seconda regola d’oro per non fare annoiare i piccoli di casa: stancarli.
Come? Facendoli giocare finché non sono sfiniti.
Dove? A Cermislandia, il parco giochi in alta quota, sul Cermis, nel cuore delle Dolomiti. È aperto tutto l’anno e facilmente raggiungibile, perché basta prendere la telecabina che parte da Cavalese per arrivare in cima ed il gioco è fatto: i grandi possono noleggiare una sdraio e rilassarsi beati, mentre i piccoli di casa corrono, si arrampicano, fanno il bagno nel laghetto artificiale - in estate - o giocano con la neve e con lo slittino - in inverno - o, ancora, si lanciano giù per piste attrezzate con rulli o partecipano alle numerose attività ludico-ricreative proposte dagli animatori in loco.
Molto interessante anche la parte coperta, perfetta per quando fuori piove o fa troppo freddo, che offre spazi dedicati per giocare, danzare, stare insieme e divorare gustose merende.
In alternativa, se la sdraio dopo un po’ comincia a starvi stretta, potete prendere il facile sentiero sterrato che vi accompagna fino alle Colonne della Casaia, i due abeti noti per la loro vertiginosa altezza che raggiunge i 50 metri, di cui 20 sono tutti di rigogliosa chioma. Infine, quando la pancia si fa capanna, tutti a mangiare al ristorante del Rifugio Dosso Lerici che conquista con i piatti della ricca tradizione enogastronomica locale - i canederli sono imperdibili - anche i bambini più difficili.

Dove andare quando piove in Trentino Alto Adige


Bisogna ammettere che quando piove la situazione si fa più difficile, perché non si può approfittare delle meraviglie paesaggistiche di cui la regione è custode. Noi, però, non ci siamo demoralizzati e abbiamo selezionato per voi due mete di dove andare in una giornata di pioggia in Trentino Alto Adige che vi faranno dimenticare anche le condizioni meteorologiche più estreme.
La prima si trova nella provincia di Trento, nel cuore della Valsugana; vi mandiamo, infatti, a Roncegno, una delle più rinomate località termali del Trentino Alto Adige, ma non tanto per farvi rilassare nei sontuosi stabilimenti della zona, anche se nessuno vi vieta di farlo, dopo che avrete visitato il Museo degli Strumenti Musicali Popolari, allestito nella ex canonica di S. Brigida.
Più di 500 strumenti musicali, provenienti dai cinque continenti e custoditi in sette sale tematiche: un armonium del XIX secolo, fischietti di tutte le fogge, pianoforti, scacciaspiriti, organetti, campane tibetane e strani tamburi che evocano un temporale; altrettanto preziosi sono gli spartiti antichi, testi rari, pentagrammi vergati a mano su cui corrono le note delle più tradizionali ninna nanne o dei più misitci canti sacri.
Volendo si può prenotare una visita guidata, durante la quale si potranno toccare e anche suonare gli strumenti, con l’aiuto e il supporto della preparata guida che vi accompagnerà.

La seconda meta, invece si trova nella provincia di Bolzano, e preparatevi perché tirerà fuori ricordi e commozione. Mille metri quadrati di superficie espositiva, distribuita su tre piani, sulla quale è stato ricostruito un paesaggio in miniatura, solcato da 400 metri di rotaie, sulle quali viaggiano fischiettando più di 400 treni: siamo a Mondotreno di Rablà, frazione di Mercines nel cuore dell’Alto Adige, a pochi chilometri dalla più nota Merano.
Il paesaggio descritto nella grande opera ingegneristica in miniatura, a dire il vero, non è un paesaggio qualsiasi o di fantasia, ma è proprio la fedele riproduzione del territorio regionale compreso tra il Brennero e la Val Venosta. Sono più di 20.000 i pezzi, tra rotaie, treni, case e personaggi, che sono state necessari per costruire tutto, ma il risultato è veramente strabiliante, tanto che siamo certi vi perderete a passeggiare nei locali del museo per poter gustare tutti i particolari. Gita fuori porta che vi resterà nel cuore per sempre, a patto che vi ricordiate di portare con voi i bambini che siete stati.


Sulle tracce di Freud e romantici laghi: passeggiate a sei zampe


Se non far annoiare i bambini quando si parte per una gita fuori porta è un’impresa, trovare la meta giusta che soddisfi gli impetuosi gusti dei vostri pelosi è, a volte, impossibile. Ma non dovete preoccuparvi, perché noi abbiamo pensato a voi e abbiamo selezionato un paio di idee per fare gite con il cane in Trentino Alto Adige che siano all’altezza della bellezza della regione e delle vostre aspettative.
Si parte dall’altopiano di Renon, meraviglioso polmone verde situato tra la Val d’Isarco e la Val Sarentino, che protegge dall’alto la bella Bolzano e le guarda le spalle. Proprio dal capoluogo dell’Alto Adige potete prendere la modernissima funivia, su cui i vostri amici a quattro zampe sono i benvenuti, e in soli 12 minuti vi troverete a Soprabolzano, amena località di vacanza situata a 1200 metri di altezza, da sempre apprezzata per il suo clima salubre e per la natura incontaminata che le fa da cornice.
Qui ha inizio la Freud Promenade, una bella passeggiata di circa 5 chilometri che si snoda tra case, prati, campi coltivati gustosi punti ristoro e le famose panchine dedicate al padre della psicoanalisi, il quale nel 1911 qui passò una piacevole vacanza, e termina a Collalbo. Siamo certi che voi saprete apprezzare lo spettacolo naturale che le Dolomiti sempre offrono, mentre il vostro amico scorrazzerà felice con le orecchie al vento.
Arrivati a destinazione potete ritemprarvi bevendo qualcosa in uno dei bar della graziosa cittadina del Renon, senza preoccuparvi troppo del ritorno, perché se non ve la sentita di riaffrontare il percorso in senso inverso, portete sempre prendere il trenino a cremagliera che, su carrozze d’epoca, vi riporta alla stazione della funivia.

Se la passeggiata sul Renon non ha stancato Fido, portiamolo a rincorrere folaghe, germani, anatre e oche sulle sponde del Lago di Toblino, nella Valle dei Laghi, la zona nella parte meridionale della provincia di Trento che ospita i tanti laghi e laghetti che la rendono meravigliosa.
Se il piccolo specchio d’acqua si è conquistato la fama di essere un luogo fatato - e una leggenda racconta che qui vivevano proprio le fate, con tanto di piccolo tempio a loro dedicato - un motivo c’è: alberi di limoni, campi di olivi e cespugli di rosmarino puntellano le dolci colline che salgono veloci e si fanno montagne, anche se il clima resta mitigato dall’influsso benefico del Lago di Garda. I numerosi canneti che bordano le sponde del piccolo lago sono la casa di uccelli migratori che, siamo certi, susciteranno la curiosità del vostro quattro zampe.
Passeggiare languidamente lungo il sentiero, attrezzato con passerelle di legno, vi porterà fino a Castel Toblino, bellissima rocca cinquecentesca che si erge imponente su uno sperone di roccia a picco sull’acqua. Se ve la volete godere fino in fondo, poi, potrete rifocillarvi presso il ristorante-bar che è stato allestito all’interno dell’elegante maniero, magari comodamente seduti sulla terrazza panoramica che affaccia sull’acqua, prima di ripartire per la vostra passeggiata a sei indissolubili zampe.
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 Pubblicato da il 03/11/2017 - - ® Riproduzione vietata

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