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I monasteri pił remoti del mondo

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Il monastero Kozheozersky, nella Russia nord-occidentale- Ma i monasteri fin qui citati non possono competere con quello di Kozheozersky, nella Russia nord-occidentale, in quanto a posizione isolata e tranquillità assoluta. L’edificio ortodosso, costruito a metà del Cinquecento su una penisola del lago Kozhozero, è il sogno di ogni aspirante asceta veramente convinto di volere tagliare – almeno per un periodo – ogni comunicazione con il resto del mondo. Il motivo è semplice: al monastero di Kozheozersky non esistono elettricità, telefono né connessione internet, e per raggiungerlo bisogna intraprendere un vero e proprio “viaggio della speranza”, trovandosi in uno degli angoli più impervi e remoti del nostro pianeta. È più facile a dirsi che a farsi: si prende il treno per Nimenga, si cerca un passaggio per attraversare la foresta e si percorrono a piedi gli ultimi 32 km, fino a raggiungere le sponde del lago. Una volta qui non resta che aspettare una barca che vi traghetti al cospetto del monastero: accendete un fuoco per segnalare la vostra presenza, e qualcuno dovrebbe venire a prendervi per portarvi a destinazione. Un viaggio che sembra affidato alla provvidenza, e che mette a dura prova la forza di volontà dei visitatori: solo i più convinti portano a termine l’impresa, ma assicurano che ne valga la pena. Perché il monastero di Kozheozersky è un luogo suggestivo, circondato da una natura incontaminata e ricco di storia: una storia cominciata intorno al 1550 grazie ai due fondatori, Niphont e Serapion di Kozheozero, e che tra ostacoli e disavventure è continuata sino ad oggi. Abbandonato nel 1954 e ripopolato nel 1997, il monastero è stato riconsacrato nel 1999 e oggi vi abita permanentemente un unico monaco, l’igumeno, ovvero la figura guida dei monasteri ortodossi (simile all’abate). E pensare che a volte noi ci sentiamo soli se il telefono non squilla per una mezza giornata…  - © Viktorianec, CC BY-SA 3.0 / wikipedia.org