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Cantiano (Marche): il villaggio alle pendici del Monte Catria

Cantiano si perde dolcemente tra i crinali dell’Appennino Umbro Marchigiano, ben saldo alle pendici del Monte Catria, la vetta più alta (1.701 m) del comprensorio che Dante Alighieri soprannominava “Il Gibbo” nell’XXI canto del Paradiso entro le pagine della Divina Commedia.

I paesaggi del Catria

La montagna si fa amare dai turisti che ne percorrono i molteplici sentieri – in particolare quattro di questi, ovvero il Sentiero del Cerro, del Faggio, delle biodiversità e il didattico - serpeggianti fra prati, pascoli e boschi cedui (il Bosco delle Tecchie permane incontaminato e vi si trovano funghi porcini e la vhirneola auricola, così chiamata poiché richiama la forma dell’orecchio) che celano una flora ricca di piante pronte a sbocciare a primavera in un tripudio estasiante di colori, acquerelli di un dipinto che Madre Natura ordisce per coronare un panorama semplicemente magnifico i cui i cieli sono fieramente solcati da stupendi esemplari di falco pellegrino e pecchiaiolo, mentre a terra scoiattoli, volpi, tassi e salamandre giocano a nascondino.

Storia di Cantiano

Cantiano nacque con il nome di Luceoli già nella tarda epoca romana, per svilupparsi celermente nel periodo delle invasioni barbariche, almeno fino a quando la sua distruzione nel 1137 a opera dell’imperatore Lotario non indusse gli abitanti a trasferirsi poco lontano per formare un nuovo agglomerato abitativo destinato definitivamente ad affermarsi a partire da un castello con imponente cinta muraria fortificata e torre d’angolo alta 24 metri, sopravvissuta solo in parte. Passato il feudo sotto il controllo degli Eugubini nel ‘300, venne poi conteso dai Montefeltro e dai Malatesta: la spuntarono infine i primi, che ne ottennero la proprietà per cessione nel 1631 traghettando il borgo verso le vicende moderne legate all’andamento dello Stato di Urbino declinato in provincia di Pesaro e Urbino.

Cosa vedere a Cantiano

Oggi Cantiano è un paese che conta ca. 2.200 residenti e poggia su un tessuto architettonico-artistico che privilegia gli edifici sacri a quelli civili, rappresentati unicamente dal Palazzo del Podestà e da quello dei Priori che sostengono il Palazzo Comunale in piazza Luceoli, di fronte al quale s’erge la Chiesa di San Nicolò con le sue opere interne costituite da una Pietà e Santi, il San Nicolò di Carlo Maratta e una pala della Madonna del Rosario con Bambino e Santi di Ercole Ramazzani di Arcevia.

La Chiesa di Sant’Agostino è molto antica, risale infatti al 1272 quand’era ancora un convento: di esso si ricordano il bel portale romanico e una serie di dipinti tra cui la Madonna della Cintura, il San Nicola da Tolentino, la Concezione e la Madonna del Soccorso. Di fattura seicentesca è invece la Collegiata di San Giovanni Battista, notevolmente abbellita a seguito delle numerose modifiche estetiche operate dall’architetto Antonio Francesco Berardi da Cagli.

Il corredo pittorico non manca nemmeno nel suo grembo monumentale, sicché spuntano la Decollazione di San Giovanni Battista realizzata da Francesco Allegrini e la Vergine con Bambino e San Giovanni attribuita a Eusebio di Giacomo. D’impianto basilicale, la Chiesa di Sant’Ubaldo sfoggia al suo interno un Crocifisso ligneo assai prezioso poiché opera di Berardino e risalente al 1537. Del Cinquecento è anche un’Ultima Cena di Ventura Mazza, la Circoncisione di Gesù, Sant’Ubaldo e San Bernardino di Giovanni Baldassini. Piccoli gioielli ecclesiastici, la Pieve di San Crescentino, i ruderi dell’Abbazia di Sant’Angelo, la Chiesa di Sant’Anastasia e la Chiesa di San Giuseppe a Pontericcioli sono tutti esempi lampanti di luoghi di culto fittamente affrescati con gusto antico.

Certo, questi edifici formano in un sol colpo un Museo a cielo aperto fresco quanto autentico, ma se vi viene il desiderio di una maggior intimità d’osservazione e contemplazione, allora fan sicuramente per voi il Museo Geo-Territoriale dedicato alla progressiva antropizzazione del territorio nell’arco dei secoli e il Museo Archeologico e della Via Flaminia “G.C.Corsi”, costellato di reperti che indagano le ere preistorica, preromana, romana e medievale.

Eventi, feste e manifestazioni

Cantiano è una realtà urbana molto viva soprattutto dal punto di vista folcloristico, allorchè alimenta una tradizione che si nutre dell’iniziativa collettiva popolare mirata a coinvolgere tutti in eventi partecipati e alquanto sentiti. Un esempio è la Turba, ovvero la sacra rappresentazione del Venerdì Santo e della Passione di Cristo, che in una cornice teatral paesaggistica sfoggia elementi scenici esclusivi e personaggi in costume capaci di coinvolgere chi assiste alla manifestazione.

D’altra natura è la Festa del Cavallo (Fiera del Cavallo di Catria), che si svolge ogni anno nel secondo fine settimana di ottobre celebrando gli spettacolari destrieri esibiti durante la mostra mercato e di ausilio per la sfilata storica dei cavalieri, che si cimentano altresì nel Torneo dei Castelli, nella gara dell’anello e nelle varie competizioni di monta. Si tratta di una fiera piuttosto eclettica che privilegia ovviamente un articolarsi in outdoor per i suoi stand gastronomici e le gite collaterali.

Nel salone delle tipicità si possono gustare le prelibatezze del territorio come il Pane di Chiaserna, l’amarena di Cantiano e persino il pregiato tartufo (protagonista della Mostra mercato del tartufo bianco “Valle del Balbano” il terzo fine settimana di novembre), la Visciola e la Birra del Catria, prodotti promossi anche nella Piazza del Gusto in pieno centro storico durante il secondo weekend di maggio. L’Estate cantianese riserva altre mille sorprese e una concentrazione di giochi, intrattenimenti e celebrazioni si riservano una loro nicchia espansa specialmente nel periodo natalizio, quando imperversano i tipici mercatini, le mostre presepiali e tanti concerti.

Come arrivare a Cantiano

Arrivando in auto da Roma, si deve percorrere la A1 fino all’uscita di Orte proseguendo in direzione Terni-Perugia, poi procedere lungo la SS3 Flaminia per Spoleto-Foligno fino a Cantiano; le stazioni ferroviarie più vicine a Cantiano sono quelle di Pesaro e Fano lungo la linea adriatica; a Fano prendere l’autobus linea 25 e 25F, a Pesaro la 25S, entrambe dirette a Fossombrone, dove si deve salire sulla linea 24 che conduce a Cantiano.

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