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Sant'Agata Feltria: visita al borgo romagnolo tra tartufo e atmosfere natalizie

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Sant’Agata Feltria è un grazioso borgo medievale in cui spicca la Rocca, posta in cima ad una piccola collina ed attorno alla quale, nel corso dei secoli si è sviluppato il paese. Secondo il mito, infatti, a seguito di una frana, dal monte Ercole, si staccò un pezzo di roccia. Su di essa sorse una chiesa, a cui fu dato il nome della Santa, e attorno ad essa venne poi formandosi la piccola comunità che proprio da quella chiesa prese il nome.

Attualmente in provincia di Rimini, è stata fino al 2009 un comune delle Marche, quando con un referendum, i santagatesi hanno dimostrato di sentirsi più romagnoli che marchigiani.
Bagnato da numerosi corsi d’acqua, il territorio di Sant’Agata è da ritenersi abbastanza esteso considerando il ridotto numero di abitanti. Fra Savio e Marecchia è stato, con il passare dei secoli, dimora di importanti famiglie che hanno notevolmente arricchito la storia artistica e culturale del paese.

Sulle prime vallate appenniniche, Sant’Agata ha la sua cima più elevata nel Monte Pian di Rote, al confine con la provincia di Forlì-Cesena, tuttavia nessuna delle sue montagne raggiunge i 1000 metri di altezza.

Essendo Sant’Agata stata vittima di numerose frane, sono poche le tracce rimaste del suo passato. Tuttavia, gli storici sono giunti ad affermare che nella zona vissero un tempo popolazioni di origine umbra. Uno di questi popoli era quello dei Solonati, così chiamati dal nome della loro città, Solona. Pur non essendo pervenute prove certe, molti studiosi sostengono che Solona non fosse altro che l’antica Sant’Agata Feltria. L’arrivo dei romani portò poi alla costruzione delle prime opere urbanistiche. Due sono le strade consolari ancora oggi visibili, una vicino al Marecchia, l’altra, più importante, che porta da Romagnano a Pian di Bezzo dove si trovava un tempo una necropoli.

Antico possedimento della Chiesa, il territorio di Sant’Agata Feltria fu poi affidato a vari Signori. Fra questi, governarono la città i Cavalcaconte, che vollero la costruzione della rocca e la chiesa ora Collegiata.

Durante il ‘400 furono due le famiglie che si contesero il governo del borgo, i Malatesta di Rimini e i Montefeltro di Urbino. Dopo alcuni anni di dominio dei primi, furono infine i secondi ad avere la meglio. Con i Montefeltro, Sant’Agata visse un periodo di grande splendore. La rocca venne ristrutturata e venne costruito un palazzo per la dimora dei nuovi Signori; purtroppo a causa di una frana non ce ne è rimasto ricordo.

Nel ‘500, fu una donna la figura chiave del il territorio. Lucrezia Vitelli, sposata con Aurelio Fregoso, signore della zona, si occupò della ricostruzione del borgo, distrutto da una frana. Lei volle la piazza, lei ristrutturò la Chiesa Collegiata, lei dispose che venissero edificati il Monastero per le clarisse, la chiesa e il convento per i frati e il convento di San Giacomo.

Quando nel 1660 morì l’ultimo esponente della famiglia Fregoso, il territorio tornò sotto il dominio del papato. Durante questi anni, lo spazio dedicato agli spettacoli all’interno del cosiddetto Palazzone, costruito da Orazio Fregoso quasi un secolo prima, venne ufficialmente chiamato Teatro. Interamente in legno, con decorazioni semplici ed eleganti, il piccolissimo teatro dopo un periodo di grande splendore venne chiuso e quasi abbandonato. Solo dopo molti anni, grazie all’interesse di Vittorio Gassman, il teatro Mariani venne ristrutturato e nuovamente aperto al pubblico.

Occupata dalle truppe napoleoniche e successivamente annessa al Regno d’Italia la storia di Sant’Agata non è finita; molti sono i santagatesi morti nelle due guerre, molti i seguaci del partito fascista.
Sant’Agata ha alternato nella sua storia momenti di ricchezza e prosperità ma già dalla prima metà del novecento si assiste ad un progressivo allontanamento dalla zona da parte dei suoi abitanti che ci ha però reso possibile ereditare questo splendido e piccolo borgo, un vero gioiello ai piedi dell’Appennino Romagnolo, dove non mancano i luoghi d’interesse, come la Chiesa Collegiata di Sant’Agata. Costruita nel X secolo è stata secondo la leggenda abitata da Sant’Agata stessa.

... Pagina 2/2 ... Nonostante l’origine antica ha uno stile tardo barocco, questo perché fu ristrutturata più volte nel corso degli anni, l’ultima appunto nel 1776. Nella Chiesa di San Girolamo, con il suo bel campanile romanico, dopo aver ammirato la pala d’altare attribuita al celebre Pietro da Cortona, è possibile una breve visita al Museo delle arti sacre e rurali, dove viene celebrato l’insegnamento di Padre Marella. All’interno della chiesa del convento dei Cappuccini è poi possibile osservare un altro quadro molto interessante. L’opera ha per oggetto la Vergine e la sua particolarità è legata ad un’antica leggenda.

Sembrerebbe infatti che la Madonna, durante la prima metà dell’800, mosse più volte i suoi occhi. Un luogo invece molto raccolto, mistico e spirituale è il Santuario della Madonna del Soccorso, isolato in un altopiano poco distante dal paese. Costruito nel XVI secolo, in memoria di un’antica vittoria durante una battaglia, si presenta con una geometria semplice e pulita in mezzo al verde. Visitando l’interno della Chiesa si potrebbe rimaner stupiti nel notare un corpetto con un foro di proiettile: si tratterrebbe della veste indossata da una donna, vittima di un marito geloso che, nel momento in cui questi tentò di ucciderla, si salvò invocando appunto la madonna del Soccorso.

Molto suggestivo è poi il percorso privato che collega la dolce chiesetta di San Francesco della Rosa alla Rocca Fregoso. Quest’ultima è particolarmente affascinante, sembra quasi un tutt’uno con la roccia su cui è costruita. Vista la sua posizione strategica, da cui domina tutta la valle dal Savio, fu edificata nel X secolo con funzione difensiva e solo con il tempo si trasformò in vera e propria dimora delle varie Signorie.

Nonostante l’aspetto unitario, la Rocca nasce dall’accorpamento di unità più piccole, poste intorno alla corte interna. Baluardo difensivo, “casa”, convento, carcere militare, la Rocca è oggi la sede di un Museo e di diverse mostre permanenti; fra le più interessanti «Alchimia e Magia», «Manifesti d’epoca» e «In Nomine Domini - l’era delle Crociate». In più, in onore dei più piccoli, è diventata anche un museo incantato dal nome «Rocca delle fiabe».

Chi ama le attività all’aria aperta non può non trascorrere un pomeriggio fra i boschi della Valmarecchia, passando ad esempio sul Ponte degli Otto Martiri e facendo una sosta nel piccolo e poetico borgo di Petrella Guidi, magari gustando un buon piatto di funghi. Il Monte Ercole è infatti famoso proprio per i prodotti del sottobosco, funghi e castagne in particolare.

Non è un caso quindi se uno degli eventi più rinomati del paese è proprio la Sagra del Tartufo, in cui il protagonista è il tartufo bianco pregiato. Durante l’occasione, nelle domeniche di ottobre, il paese è sommerso dalle bancarelle che propongono i prodotti tipici dell’autunno, oltre al tartufo, ovviamente. Non mancano poi gli artigiani e soprattutto gli stand gastronomici, dove gustare un ottimo piatto locale, magari sorseggiando un buon bicchiere di Sangiovese.

Infine, altro evento che anima il paese durante la stagione invernale è il «Paese del Natale», quando le bancarelle del mercatino natalizio riempiono le vie e le luminarie riscaldano l’atmosfera.

Come arrivare
Per chi venendo in macchina proviene dall’A14 è consigliabile uscire a Cesena Nord, seguire l’ indicazione E45 e prendere E45 direzione Roma. Uscire poi a Sarsina Nord e continuare nella Strada provinciale.

Con i mezzi è possibile raggiungere Sant’Agata Feltria arrivando in treno a Rimini e quindi spostandosi con gli autobus.

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