Cerca Hotel al miglior prezzo

San Miniato (Toscana): il borgo storico del tartufo sull'Arno

San Miniato, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Il centro storico di San Miniato, comune toscano di 28.000 abitanti, domina su un colle in posizione mediana tra Firenze e Pisa, rientrando nell’hinterland provinciale della seconda. Si tratta di una cittadina che ha conservato l’impianto medievale - derivazione del primigenio nucleo risalente all’VIII secolo, periodo d’insediamento di un gruppo longobardo (tanto che per lungo tempo il paese venne chiamato San Miniato Tedesco) - riuscendo però a sviluppare nella periferia zone industriali settorializzate che hanno permesso di intensificare le competenze in un’economia basata sulla lavorazione delle pelli e del cuoio nonché sulla raccolta del tartufo bianco, prelibatezza alla quale viene dedicata ogni anno a novembre la principale manifestazione locale, la Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco delle Colline Sanminiatesi.

La terra che circonda San Miniato pullula di altri frutti e colture su cui s’incentra florida l’attività agricola, foriera di prodotti tipici come il pomodoro grinzoso, il carciofo e l’oliva mignola, senza dimenticare il peculiare tabacco Kentucky, essenziale per la composizione del celeberrimo sigaro toscano. Non stupisce, dunque, che i turisti – molti dei quali stranieri - privilegino questa ad altre località della regione, riversandosi soprattutto negli agriturismi per gustare squisitezze naturali e pietanze fresche di genuinità certificata. Persino un giovane Napoleone Bonaparte visitò San Miniato per ben due volte.

Questo borgo rappresenta uno dei siti urbani più densamente ricchi di edifici religiosi e architetture civili, con una sola ma significativa struttura militare, ovvero la rocca di Federico II di Svevia, una torre a pianta trapezoidale alta 37 metri, eretta tra il 1217 e il 1223 per volere dell’imperatore germanico.

Le chiese parrocchiali dislocate sono oltre 20, accostate a una dozzina di minor rilevanza e marginali rispetto all’intero contesto: da visitare con assoluta priorità la Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Genesio, duomo autoctono e splendido esempio di architettura pisana tristemente salito alle cronache per la strage del 1944 in cui morirono 55 persone, vittime di un proiettile d’artiglieria statunitense, la Pieve di San Giovanni Battista a Cigoli (santuario mariano sede dell’omonimo presepe) e la chiesa dei Santi Stefano e Michele, addirittura di costruzione antecedente all’anno Mille.

Non menzionarle tutte sembrerebbe un torto imperdonabile, ma nel caso di San Miniato parliamo di un bagaglio sacro di più di trenta chiese, tre cappelle, cinque oratori e tre monasteri, tutti disponibili all’ammirazione degli instancabili camminatori che si vedranno (piacevolmente) costretti a soggiornare per i giorni necessari a una contemplazione totale delle ricchezze sanminiatesi.

Tra i sontuosi palazzi che sorgono magnifici nel territorio si possono citare il Palazzo Comunale di origine trecentesca, il Palazzo Buonaparte appartenuto a Filippo Buonaparte (parente di Napoleone) e il Palazzo dei Vicari, dove risiedeva il marchese Bonifacio di Toscana, padre della celebre Matilde di Canossa, che si ipotizza sia nata qui. Trova posto in San Miniato anche un dittico di teatri, l’Auditorium di San Martino – spazio alternativo e polifunzionale inglobato dalla chiesa sconsacrata di San Martino a Faognana e utilizzato per mostre, manifestazioni e concerti di vario tipo – e il teatro di Quaranthana che, prima di ricoprire il suo attuale ruolo, fu Casa del Fascio, Casa del Popolo, scuola elementare e Stazione dei Carabinieri.

I grandi spettacoli sono soprattutto fuori dagli stabili teatrali e li offre la massima espressione del folclore, tradotta in molteplici eventi di colore e allegria che coprono l’intero anno: la festa del Tartufo Marzuolo di Cigoli si tiene durante il mese di marzo; la prima domenica dopo Pasqua viene organizzata presso il prato della rocca di Federico II la festa degli Aquiloni; il sovraffollato giugno accoglie il festival internazionale del teatro di figura La luna è azzurra e i tradizionali fuochi di San Giovanni.

Luglio ospita dal lontano 1947 la kermesse di prosa più antica d’Italia, ossia la Festa del Teatro, e la serie di concerti di musica classica denominata Un castello di suoni; a ottobre sono di scena la Festa del Tartufo di Corazzano e la Festa del Tartufo e del Fungo di Balconevisi. A novembre e inzio dicembre, nei fine settimana, trovate la Mostra Mercato del Tartufo Bianco. La processione religiosa della Madonna della Cintola ha luogo la prima domenica di settembre e consta di un percorso processionale che va dalla chiesa della Santissima Annunziata fino alle colline.

Folclore e divertimento appartengono alla sfera del disimpegno popolare, ma San Miniato sa offrire anche effluvi di cultura notevoli, cosicché la massima esponenza è data dal Museo Diocesano d'Arte Sacra, che si prefigge dal 2000 (anno della sua riorganizzazione) l'obiettivo di valorizzare la storia della città ed enfatizzarne gli aspetti più prettamente artistici.

Come arrivare
Il modo migliore e più agevole per raggiungere San Miniato è quello di avvalersi dell’Autostrada del Sole (la A1), percorrerla e uscire al casello Firenze-Signa per poi immettersi nella SGC Fi-Pi-Li in direzione Pisa-Livorno con uscita “San Miniato”, distante soli 3 km dal centro abitato. La stazione ferroviaria è la “San Miniato-Fucecchio”. L’aeroporto più vicino è l’Amerigo Vespucci di Firenze, ma va altresì bene il Galileo Galilei di Pisa.
  •  
27 Novembre 2017 Valtellina: tour tra gastronomia, vino e ...

Si scrive Valtellina, si legge (anche) eccellenza a tavola. Sì, ...

NOVITA' close