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Arta Terme: sci e benessere sulle Alpi della Carnia

Arta Terme, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

In Friuli Venezia Giulia, nella regione alpina della Carnia, c’è un centro abitato capace di accogliere anche i turisti più esigenti, coccolando i cinque sensi e offrendo una vacanza ricca, intensa, che non trascura nessun dettaglio. Ad Arta Terme, città in provincia di Udine di circa 2300 abitanti, ci si prende cura del corpo e della mente: lo spirito viene rinfrancato dalle bellezze storico-artistiche, incuriosito dalle tradizioni e affascinato dalla cordialità della gente; il benessere fisico riceve una sferzata di energia grazie alle terme e alla natura incontaminata, con i suoi panorami idilliaci e il suo clima salubre.

Questa cittadina nella Val Bût, a 442 metri s.l.m., fu spesso la musa ispiratrice di Giosuè Carducci, a cui suggerì diverse poesie famose, tra cui Comune Rustico, del 1885. Oggi continua ad offrire spunti innumerevoli per trascorrere momenti indimenticabili: ci si può avvolgere di verde passeggiando tra i pascoli e i boschi, si possono visitare le malghe e si possono assaporare i profumi della terra, riproposti dalla cucina tradizionale del luogo.

Chi cerca lo svago, e ha voglia di spegnere le preoccupazioni per riempire la mente di serenità, potrà godersi le escursioni, il trekking e le gite a cavallo, spingendosi nei dintorni del paese, alla scoperta di gioielli nascosti e sorprendenti. Dai sentieri più dolci alle sfide più aspre, non si possono trascurare le malghe, ovvero le casere e i rifugi tipici della zona, ma anche le chiesette votive del XIV e XVI secolo e le borgate suggestive abbarbicate sui monti nella zona.

Il comune di Arta è in realtà una vera e propria costellazione di frazioni: Piano d’Arta, Avosacco, Cabia, Cedarchis e Inquan sono i nomi di alcuni borghi, a cui si aggiungono il disabitato Lavoreit, Piedim ai piedi delle montagne, e Rivalpo con i ruderi degli antichi casolari e i solchi dei campi seminativi. Tutti i borghi del territorio dipendevano, un tempo, dalla chiesa di San Martino in località Valle, fondata probabilmente all’inizio del XV secolo e gestita, fino al 1470, dal Curato di Ogni Santi di Sutrio.

Da vedere, oltre alla chiesa di San Martino, le chiese dedicate al Santo Spirito e a San Nicolò, entrambe del Quattrocento, e la chiesa parrocchiale di Piano d’Arta del 1781. Ma il pezzo forte di Arta Terme sono, come suggerisce il nome, gli impianti termali: immersi in un paesaggio idillico che comunica pace e serenità, gli stabilimenti toccano ogni aspetto della tradizione termale, dalla cura idroponica alla balneoterapia, sino alla dermatologia, la dietologia e la medicina estetica. La preziosa acqua utilizzata è quella della fonte Pudia, già conosciuta in epoca romana, che sgorga a una temperatura di 9°C per una portata di 100 litri al minuto, ed è classificata come acqua minerale solfato-calcico- magnesiaco-solfurea.

Il complesso di Arta Terme ha anche una sezione dedicata alla riabilitazione: degli specialisti del settore garantiscono cure fisioterapiche a chi ha problemi muscolari o articolari, difficoltà di movimento o postumi di infortuni. Per chi invece non ha problemi di salute particolari, ma vuole regalarsi un trattamento speciale, c’è il reparto all’insegna del benessere e della bellezza: dermocosmesi viso e corpo, dimagrimento, abbronzatura e profumeria olistica sono frutto dell’incontro armonioso tra le filosofie orientali e le tecniche ayurvediche.

Dopo aver respirato a pieni polmoni l’aria salubre della montagna, ed essersi rigenerati nel centro termale di Arta, ci si può concedere un po’ di divertimento spensierato e, perché no, qualche peccato di gola. L’occasione più suggestiva è la festa della Stele de Nadal che si tiene nel periodo natalizio, e vede il paese trasformarsi nel regno dei Re Magi. Proprio i tre re andranno di casa in casa, annunciando ai paesani la nascita di Gesù, tenendo in mano la stele de Nadal ovvero una stella di legno multicolore, con al centro un piccolo lume a olio, accompagnati da un gruppo di suonatori che si esibiranno nei canti natalizi più noti. Per ricambiare la cortesia della visita, e dimostrare riconoscenza per la lieta novella, le famiglie di Arta offrono ai Re Magi il “pan di cjase”, il tradizionale pane fatto in casa con la farina di segale. Dal 26 dicembre fino all’Epifania si ripete il tradizionale rito alpino, e anche i paesi nei dintorni fanno festa con i presepi e i mercatini natalizi.

A rendere il tutto ancora più magico ci pensa il clima di Arta, che nonostante l’altitudine non troppo elevata è quello tipico d’alta montagna. Inverni freddi e nevosi, estremamente suggestivi, e estati miti, mai troppo calde, perfette per le passeggiate tra i boschi e i pascoli, vi regaleranno uno scenario sempre piacevole, qualunque stagione si scelga per i proprio viaggio. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di -7°C a una massima di 1°C, mentre in luglio si passa dagli 11°C ai 24°C. Le precipitazioni sono abbondanti per tutta l’estate, quando superano i 130 mm di pioggia mensili.

Raggiungere Arta Terme non è difficile, qualunque mezzo di trasporto si scelga per gli spostamenti. Se viaggiate in auto dovete percorrere l’autostrada Venezia-Trieste e continuare per Udine-Tarvisio, superare Udine e uscire al casello Carnia-Tolmezzo. A questo punto si continua sulla strada provinciale SS52 in direzione Austria per circa 7 km, si supera Tolmezzo e si continua per altri 8 km seguendo le indicazioni. Se scegliete il treno potete scendere alla stazione di Carnia-Tolmezzo e continuare il percorso in autobus, disponibile ogni 30 minuti, o in taxi. In alternativa raggiungere in treno Udine e continuare coi mezzi pubblici. L’aeroporto più vicino, infine, è quello di Trieste di Ronchi Legionari, a un’ora di taxi da Arta Terme.

Dove sciare?

Da Arta Terme sono raggiungibili, nel raggio di 30km, 3 comprensori sciistici: il comprensorio sciistico Ravascletto Fine stagione (a 9 Km), il comprensorio sciistico Sauris Fine stagione (a 24 Km) e il comprensorio sciistico Sappada Fine stagione (a 28 Km).

Per le nevicate previste e l'innevamento delle piste consultate:
» il Bollettino neve Ravascletto.
» il Bollettino neve Sauris.
» il Bollettino neve Sappada.
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 Pubblicato da - 15 Dicembre 2009 - © Riproduzione vietata

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