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Ripalimosani (Molise): visita al borgo in provincia di Campobasso

Ripalimosani, guida alla visita: cosa fare e cosa vedere tra le sue attrazioni. Ripalimosani dove si trova? Cosa visitare nei dintorni, come arrivare e il meteo.

Il piccolo borgo montano di Ripalimosani è in provincia di Campobasso una delle realtà urbane più contenute e composte sia in termini di popolazione (3.100 abitanti) che di superficie d’estensione ma anche uno dei borghi antichi più belli del Molise. Sorge in un territorio che alterna gradevoli vallate a dolci colline, così da costituire un bel punto di osservazione dal quale rimirare gli scorci più suggestivi e appaganti dell’intero comprensorio.

Storia

Parte della storia del paese si connette strettamente alla lavorazione della canapa, attività che ha perdurato fino al 1860 per poi interrompersi bruscamente e riprendere a crescere al fine di inserirsi in un consolidato circuito industriale ancorato a beneauguranti prospettive. Alla tradizione parzialmente tramontata appartiene la fabbricazione delle corde, un mestiere praticamente decaduto ma ancora omaggiato dalla Scuola Mandolinistica inscritta nel Circolo Musicale “Pietro Mascagni”. Molti degli strumenti a plettro assemblati qui rispettano un procedimento di costruzione artigianale e assai nostalgico del passato.

Molto più indietro nel tempo troviamo la vera e propria fondazione di Ripalimosani, avvenuta in pieno periodo feudale, per la precisione nel 1311 secondo quanto riportato dalle primissime menzioni che lo indicavano proprietà di Guglielmo d’Alemagna a precedere il dominio degli Aldomoresco, artefici della vendita del feudo a Guglielmo di Gambacorta nel 1417. Naturalmente sarebbe esercizio infruttuoso e pedante fare un elenco di tutti i successivi proprietari, menzionando solamente gli ultimi beneficianti del regime feudale, che furono i Capecelatro. A seguito dell’Unità d’Italia, Ripalimosani si costituì comune perfettamente inserito nella struttura amministrativa e legislativa della Regione.

Cosa vedere a Ripalimosani

Il nucleo urbano ha avuto modo di crescere in sintonia con miliari architetture che assolvono il ruolo di monumenti e al contempo contenitori di opere artistiche di splendente bellezza. La prima testimonianza piuttosto interessante corrisponde al Convento di San Pier Celestino, complesso d’estrazione abbaziale presentato da una facciata in romanico abruzzese e scrigno di reliquari e tele datato X secolo. Il chiostro e il coro i suoi massimi punti di forza insieme agli affreschi di Santa Maria degli Angeli e della Madonna delle Grazie. Entro una teca si conserva una bambola del ‘700 avente i tratti fisionomici di Maria bambina.

Nel centro del borgo sorgono la quattrocentesca Chiesa Madre di Santa Maria Assunta e il Palazzo Marchesale che la precede di quattrocento anni in quanto risalente al Mille, inglobante una maestosa cappella privata il cui altare murario stupisce per la qualità della scultura. La chiesa dà obiettivamente spettacolo sfoggiando uno slanciato campanile di 40 metri di altezza, quadrangolare e barocco, e serbando al suo interno un coro settecentesco di assoluto pregio nonché un pulpito rinascimentale davvero prezioso in legno intagliato. È inoltre custodita gelosamente una copia della Sacra Sindone, terza riproduzione dell’originale riposta a Torino. Convivono in armonia le tele raffiguranti Scipione Cecere, l’Adorazione dei Magi e San Michele.

Eventi, sagre e manifestazioni

Bisogna spostarsi in località Quercigliole, seguendo il tratturo Lucera – Castel di Sangro, per visitare la graziosa Chiesa di Santa Maria della Neve, in stato di letargia fino al 12 agosto, giorno in cui apre le porte alle celebrazioni in onore della Madonna della Neve. L’evento è reiterato da ormai 200 anni, con un folto seguito di partecipanti provenienti dai comuni circostanti per assistere in primis alla processione religiosa e poi all’appassionante corsa equestre: il vincitore ha diritto di entrare nella vicina cappella insieme al suo ronzino, che viene fatto inginocchiare. La Festa della Madonna della Neve, abbinata al coinvolgente Palio delle Contrade, è considerata una “Meraviglia Italiana” dal 2011. Meno clamorosa ma di elevato spessore folkloristico, la Mascherata di Ripalimosani è in sostanza il Carnevale locale, itinerante, popolare e molto sentito. La Festa patronale di San Michele si tiene ogni 29 settembre. A dicembre imperversano i Mercatini di Natale.

Ripalimosani si qualifica tanto per il suo centro storico quanto per i paesaggi che lo circondano, motivo di costanti escursioni fuori porta e gite nel grembo di una natura che dialoga con i suoi colli, i suoi fiumi e gli sconfinati prati verdi.

I prodotti tipici

Il paese trova peraltro una vivida espressione di sé in una cucina che osanna la pura filiera enogastronomica sotto il segno imperituro dell’olio e del vino, Aglianico, Sangiovese e Montepulciano, Trebbiano, Malvasia e gli autoctoni Biferno Rosso, Molise Falangina e Pentro di Isernia. Con una di queste etichette in tavola e il condimento evinto dalle olive di antica coltura, si può accedere al caleidoscopio dei sapori ivi proposti, principale aralda dei quali è la pasta fatta in casa, vedesi le tacozze, rombi derivati da un impasto di farina, acqua e uova. Accostati a ragù di carne e pecorino grattugiato, l’opera si compie e il piatto può dirsi completo. Non meno importanti risultano i formaggi, poiché il latte con cui vengono prodotti si evince da mucche lasciate libere di pascolare, nutrite come si faceva una volta.

Ripalimosani e la "Civiltà dei Tratturi" sono stati i temi trattati dal programma RAI Linea Verde nella puntata andata in onda nell’ottobre 2017.

Come arrivare a Ripalimosani

Dopo aver percorso l’Autostrada A14 Adriatica in direzione di Pescara, bisogna uscire a Termoli, imboccare la SS 87 verso Campobasso e proseguire sulla SS 647 fino alla SP 59 che conduce al borgo; una volta arrivati in treno alla stazione di Campobasso, continuare con gli autobus delle Autolinee Lariviera; l’aeroporto più vicino è quello di Foggia che dista ca. 100 km, mentre l’aeroporto di Napoli è a 120 km dalla località.

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