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Le foto di cosa vedere e visitare a Bagolino

Bagolino (Lombardia): il borgo sulle montagne del bresciano

I paesi e le piccole città italiane si sono spesso sviluppati in zone che in epoca romana erano considerate economicamente e strategicamente interessanti. Questi siti nel corso dei secoli sono stati raramente abbandonati e molto più frequentemente si sono sviluppati e ingranditi, in particolare nel corso del medioevo.

La maggior parte dei nostri centri abitati conserva quindi tracce di questo periodo, qualche casa nel centro storico, qualche strada, una chiesa. Ci sono infine graziosi borghi che sono stati custoditi come veri e propri gioielli e mantengono intatto il loro antico aspetto e un esempio di questa preziosa conservazione è Bagolino, in Lombardia.

Bagulì, come lo chiamano i suoi abitanti, è un piccolo comune del bresciano a 778 m s.l.m., sorto in un luogo di transito fra le valli bresciane e il Trentino, quando intorno al 16 a.C. i romani iniziarono la conquista del nord della penisola italiana. Con l’avvento dei longobardi il territorio dell’attuale comune venne aggregato al ducato di Trento e andò a far parte dell’area detta delle Giudicarie.

Da questo momento in poi, per circa 9 secoli, la storia del paese è strettamente legata al capoluogo trentino. Nell’XI secolo fu il principato vescovile di Trento a governarvi mentre in età comunale si distinse per un forte desiderio di autonomia che lo portò a schierarsi prima con la guelfa Brescia e poi con il ghibellino principato di Trento. Nel corso del ‘300 una famiglia in particolare mosse le sue pretese sul governo del paese, si tratta dei signori di Lodron, vassalli del principe-vescovo di Trento.

Le lotte per il controllo dell’area terminarono solo nel 1440 con l’entrata in scena della Repubblica di Venezia. Il legame fra questa e Bagolino fu caratterizzato da un lungo periodo di fedeltà che portò al paese un grande livello di autonomia amministrativa. La famiglia Lodron tentò a lungo di riacquistare il dominio di Bagolino ma collezionò esclusivamente un fallimento dopo l’altro e il paese riuscì a confermarsi come comunità di confine, con una propria milizia e propri statuti, lontana da Venezia a cui apparteneva amministrativamente e inserita nella diocesi di Trento.

Nonostante una storia politica relativamente fortunata, Bagolino venne colpito più volte dalla peste e ben due volte fu vittima delle fiamme, nonostante questo riuscì sempre a risollevarsi grazie ad una solida economia basata sulla produzione casearia e sulla lavorazione del ferro.

Con le invasioni napoleoniche il paese venne annesso al Regno Lombardo Veneto controllato dall’Impero Austriaco nel 1797; la situazione rimase invariata fino al Risorgimento italiano che portò alla formazione del Regno d’Italia. Una menzione particolare va infine fatta alla partecipazione del comune alla campagna garibaldina contro l’Austria nel 1866.

Bagolino è una località montana all’interno della valle del Caffaro, il torrente presso cui era posto il forno fusorio per la lavorazione del ferro. Il borgo colpisce per il suo aspetto tipicamente medievale, caratterizzato da piccole strade tortuose lungo le quali sono arroccate antiche case in pietra, con eleganti portici e piazze nascoste fra le vie del paese. Il cornone del Blumone domina dall’alto il borgo, in origine strutturato a forma di esse rovesciate e ora articolato nei due rioni di Osnà e Cavril.

Il fascino del borgo è arricchito dalle eleganti inferriate in ferro battuto e dagli affreschi murali. I “piastroi” che attraversano il borgo sono stretti, segnati dall’acciottolato e dal porfido, sono talvolta interrotti dalle scalinate che portano alla parte alta del paese dove fra 1624 e 1632 venne costruita la Chiesa di San Giorgio, opera dell’architetto bresciano Giovanni Battista Lantana.

La “Cattedrale in montagna”, come è stata soprannominata dagli abitanti della provincia, si trova in una posizione davvero suggestiva: da lontano la si vede innalzarsi, imponente, sull’abitato. La facciata a capanna è ingentilita da una trifora nella parte alta e da un pronao a sette archi nella parte inferiore, ottenendo un interessante contrasto fra pieno e vuoto. La pietra è scura e in generale lo stile ha probabilmente risentito del gusto in voga a Venezia all’epoca. Entrando si resta senza fiato: un’unica navata con soffitto a botte, illuminata da otto finestre semicircolari poste in corrispondenza delle altrettante cappelle laterali. L’impressione di notevole altezza è conferita dalle doppie lesene e dal soffitto interamente ricoperto di affreschi; affreschi che si trovano anche sulle pareti e che contribuiscono a conferire all’ambiente un tono sacro e solenne.

Via Portici era la via principale del paese, qui avvenivano gli scambi commerciali, qui si trovavano le botteghe principali e le migliori osterie ma è purtroppo stata inglobata all’interno di abitazioni private.

All’ingresso di Bagolino si trova invece la Chiesa di San Rocco, resa particolarmente interessante dal ciclo di affreschi opera di Giovanni Pietro da Cemmo, testimonianza di rilievo della pittura lombarda fra Gotico Internazionale e Rinascimento Italiano. Gli affreschi, rimasti nascosti per quasi tre secoli sotto strati di calce, si trovano nella parte più antica della chiesa, il presbiterio, che secondo la tradizione fu creato a partire dai resti di un antico tempietto etrusco. Solo dopo la peste del 1577 venne ampliata e dedicata come ex voto a San Rocco, del quale è custodita una statua che viene scoperta esclusivamente ad agosto.

Poco fuori il centro del paese si trova la bellissima Chiesetta dei Santi Gervasio e Protasio, incastonata nella roccia. La costruzione comprende, oltre la chiesa e il campanile, l’abitazione dell’eremita e un alloggio per i pellegrini. La facciata a capanna è semplicissima, l’interno è diviso in una prima parte ampia e con le capriate scoperte, la seconda ha funzione di presbiterio ed è intonacata e affrescata. Molto dolce è la leggenda secondo la quale le coppie desiderose di un figlio si recavano presso la chiesetta e l’eremita pescava un bimbo per loro dall’acqua della cisterna.

Degne di nota sono le numerosissime Santelle disseminate per tutto il paese, a protezione di tutti i viaggiatori.

A Bagolino storia e arte si sono sviluppate di pari passo e nel complesso sembrerebbe quasi di entrare in un’istantanea scattata nel medioevo. Tuttavia non solo del fascino del passato che si mescola al presente è possibile godere visitando Bagolino, qui infatti si può praticare tantissimo sport. Dalle escursioni nei boschi che ricoprono le montagne circostanti, alle pedalate in mountain bike lungo i sentieri in estate, allo sci in inverno. E ancora, il rafting, il kajak, il nuoto, la vela, la pesca o la raccolta funghi. Ovviamente una delle attrazioni più amate dei turisti è il vicino Lago di Idro, su cui si riversano le acque del fiume Chiese, il corso principale della zona, dopo il Caffaro. Qui si può praticare la vela e il windsurf oltre che pescare nelle sue acque ricche di faune ittiche.

A proposito di sci: Bagolino si trova ai piedi del passo di Maniva 1.664 m di altitudine, dove a disposizione degli sportivi si apre il comprensorio sciistico Maniva, che comprende una ski area di complessivi 40 km di piste, uno snowpark, e la possibilità di praticare sport invernali alternativi come nordic walking, snowbike e le tradizionali ciaspole.

Che ci sia il sole o la neve in questo borgo della Valle del Caffaro chiunque può trovare la sua oasi di benessere e tranquillità ma un’occasione particolare in cui decidere di visitare questo paese è il suo carnevale. Noto come il “Carnevale Bagosso”, famoso per i suoi ballerini, i suoi suonatori e le sue “maschèr”, è un evento culturalmente importantissimo, di alto interesse etnografico.

Cultura, sport e natura sono quindi i punti di forza di questo borgo nascosto fra le montagne, un luogo da scoprire e da vivere in tutta la sua bellezza.

Come arrivare
A Bagolino non si capita per caso. Chi arriva in auto può percorrere, a seconda della provenienza, la SS 237 del Caffaro o la tangenziale sud verso il Lago di Garda, immettendosi sulla variante per Vobarno-Trento. In entrambi i casi, dopo aver attraversato il comune di Anfo, svoltare a sinistra e proseguire fino a destinazione.
La linea ferroviaria che può essere considerata come quella di riferimento è la Desenzano Del Garda-Sirmione e Brescia, tuttavia a Bagolino manca un stazione dei treni.
Da Brescia esiste una servizio autobus che collega la città con Bagolino.
Gli aeroporti più vicini sono quello di Brescia-Montichiari e quello di Bergamo.

Per maggiori informazioni: www.bagolinoinfo.it
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Dove sciare?

Da Bagolino sono raggiungibili, nel raggio di 30km, 3 comprensori sciistici: il comprensorio sciistico Bagolino - Gaver Fine stagione (a 5 Km), il comprensorio sciistico Montecampione Fine stagione (a 22 Km) e il comprensorio sciistico Borno Fine stagione (a 24 Km).

Per le nevicate previste e l'innevamento delle piste consultate:
» il Bollettino neve Bagolino - Gaver.
» il Bollettino neve Montecampione.
» il Bollettino neve Borno.
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