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Cosa vedere a Brescia cittą d'arte

Brescia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Brescia città d'arte svela i suoi tesori al Turista attento, curioso di scoprirla. A cominciare da Santo Giulio Museo dello Città, ospitato nell'antico monastero benedettino, testimone di tremila anni di storia distribuiti su oltre 14.000 mq di area espositiva. Fra le mura del complesso monumentale convivono oggi retaggi classici, longobardi e rinascimentali, in un sito attraversato dalle strade romane e segnato dall'alternanza dei reperti esposti e delle architetture, tra cui le chiese e I chiostri di Santo Moria in Salario e di San Salvatore. La visita non può trascurare le Domus dell'Ortoglio, due abitazioni di epoca romana corredate di mosaici e dipinti, da apprezzare lungo un percorso sospeso, unico nel suo genere, proprio perchè all'Interno di un museo. Opere simbolo di Santa Giulla e della città sono la Vittorio Aloto, statua bronzea del III sec. a.c. proveniente dal Capitolium e la Croce di Desiderio, prezioso manufatto di oreficeria altomedievale. Di recente restauro è anche il Coro delle Monache, di cui oggi si possono ammirare gli ariosi affreschi di Ferramola e Paolo da Caylina.

In pieno centro storico, nel cinquecentesco palazzo Martinengo da Barco, sono esposti l'Angelo e il Cristo Redentore benedicente di Raffaello, l'Adorazione del postori del Lotto e altri capolavori donati alla Città dal collezionista conte Tosio. Grazie ad un patrimonio di 1500 dipinti, la Pinacoteca abbraccia testimonianze artistiche dal Quattrocento al Settecento ed è considerata una delle più belle raccolte di pittura antica. Di rilievo la presenza di opere di Vincenzo Foppa, caposcuola della pittura lombarda del Quattrocento, e dei maestri del Rinascimento bresclano, quali Savoldo, Romanino e Moretto, fino ad arrivare ai cosiddetti "pittori della realtà", come Giacomo Cerutl detto il Pitocchetto, acuto osservatore degli "ultimi", di cui la Pinacoteca possiede una sene straordinaria di dipinti. Non meno eccezionale è la sezione di grafica, un fondo di circa trentamila esemplari, che a partire dal '400 documentano lo sviluppo dell'incisione nelle sue varie tecniche (xilografica, bulino, acquaforte, chiaroscuro, litografia).

In via dei Musei, lungo l'antico decumano massimo, Brixia rivive nelle vestigia degli edifici romanI. Il tempio capitolino o Capitolium fu costruito per volere dell'imperatore Vespasiano nel 73 d.C. e si compone di tre celle, dove era venerata la triade capitolina (risale agli anni 1939-43 la ricostruzione del colonnato, che integra con il cotto i frammenti originali bianchi). Due rampe di scale davano accesso al tempio, che sovrastava il Foro e la Basilica, sfruttando lo sfondo del colle Cidneo per offrire un effetto scenograflco, sul modello delle architetture greco-ellenistlche, AI suo interno sono conservate decorazioni ed epigrafi che raccontano la vita quotidiana di epoca romana. Il Foro, situato davanti al tempio capitolino, era circondato da porticati sui quali si affacciavano numerose botteghe e magazzini, Ricordato ancora oggi dall'omonima piazza rettangolare, era chiuso a sud dalla Basilica eretta in età navia (69-96 d.C.) quale centro dell'amministrazione della giustizia e dei comizi. Il contesto monumentale circostante comprende anch il teatro, ampliato a più riprese fino a raggiungere una capienza di circa 15 mila spettatori.

Dal suoi bastioni si gode uno dei più bei panorami sulla città: il Castello, arroccato sul colle Cidneo, è tra le più grandi e meglio conservate fortezze d'Italia. Partendo dal centro storico si sale in breve alla sommità della rocca, dove si incontrano strutture difensive risalenti all'età comunale, costellate da un possente sistema di torri. Dal monumentale portale d'ingresso di fattura cinquecentesca, fra camminamenti e mura merlate si arriva al Mastio visconteo che sorge sui resti di un tempio romano, Qui ha sede il Museo delle Armi "Luigi Marzoli", scrigno di una delle più ricche raccolte europee di armature e armi antiche, distribuita nelle dieci sale del Mastio, per ripercorrere la storia di un artigianato che tocca i confini dell'arte, frutto della lunghissima tradizione produttiva bresciana.

Nel Castello sono molti i richiami alla storia della città e non è difficile avvertire le atmosfere delle celebri Dieci Giornate (1849), quando Brescia insorse contro ti dominio austriaco. episodio che le valse l'appellativo di "Leonessa d'ltalia" coniato daal poeta Glosuè Carducci, All'intemo della fortezza, nel Grande Miglio, il Museo del Risorgimento ospita periodicamente mostre tematiche tratte dal patrimonio civico. Fonte: Comune di Brescia

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