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Casalmaggiore (Lombardia): visita alla cittą sul fiume Po

Casalmaggiore, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Dopo Cremona e Crema, il comune di Casalmaggiore risulta essere il più popolato del cremonose, forte di complessivi 15.500 abitanti. Non troppo grande ma neanche eccessivamente piccolo, oseremmo dire “a misura di turista” o, più propriamente, “a dimensione umana”.

Storia

È una città di fondazione medievale, epoca in cui il nucleo antico denominato Castelvecchio si presentava completamente circondato da mura mediamente imponenti ma non abbastanza da esser mantenute, difatti oggi di quelle fortificazioni sopravvive solamente il Torrione presso Piazza San Martino, laddove è prossimo l’argine del fiume Po, fedele e minaccioso compagno di viaggio del borgo nei suoi lunghi secoli di evoluzione. La specifica posizione geografica a ridosso del corso fluviale fu in passato il massimo motivo d’interesse per i Gonzaga, la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano, che intravidero evidenti prospettive commerciali fomentate dalla possibilità di trasportare merci rapidamente e con una certa sicurezza.

L’occupazione austriaca, pur in tutte le sue svantaggiose sfaccettature, ha paradossalmente permesso a Casalmaggiore di diventare città grazie al titolo ufficiale conferito al nucleo urbano da Maria Teresa d’Austria il 2 giugno 1754. Tale data è importante in quanto da quel giorno si iniziò a respirare aria nuova e cominciò a spirare vento di rivalorizzazione. I parti edili di allora furono i più belli obiettivamente conosciuti dall’allargato paese, vedasi il Teatro Comunale, progettato da Andrea Mones su beneplacito dell’architetto Giuseppe Piermarini fra il 1782 e il 1783. Se lo si osserva attentamente notando proporzioni ed eleganza, si può evincere un dato di fatto, e cioè che la struttura ricalca in tutto e per tutto lo stile del celeberrimo Teatro Alla Scala di Milano ergendosi a versione ridotta.

Cosa vedere a Casalmaggiore

Casalmaggiore ha preservato un’eccezionale integrità e un ordine piuttosto raro, riscontrabile ad esempio nella ragionata disposizione delle sue piazze agglomeranti edifici di rilevato pregio. Piazza Garibaldi, cuore pulsante della cittadina, incardina le dinamiche del tessuto sociale, corrisponde al maggior punto di ritrovo soprattutto in virtù del suo Listone, traducibile nel lastricato marmoreo posto al centro, ospitante ogni sabato il ricco mercato settimanale ma anche la novembrina Fiera di San Carlo e la Fiera di Piazza Spagna a luglio, includendovi la Festa della Zucca ch’è l’appuntamento caldo del terzo weekend di settembre.

La piazza, lunga 96 metri e larga 38, è l’affaccio privilegiato di monumenti architettonici signorili, primo l’eclatante Palazzo Municipale, ricostruzione ottocentesca che Giacomo Misuraca intese realizzare a patto di raggiungere un tasso scenografico alto e sensazionale, reso possibile dalla scelta di assemblare l’impianto con mattoni a vista, arcate ogivali, bifore e merlature riconducibili allo stile neogotico. Nella Sala Consiliare, visitabile, si apprezzano due preziosi dipinti, il Giuramento di Giovanni Baldesio e il Giuramento di Pontida, quest’ultimo opera di Giuseppe Diotti. In quella che fu la casa-studio del pittore si trova il Museo Diotti, ambiente in cui vengono allestite sia mostre d’arte permanenti sia esposizioni temporanee (attualmente la mostra su Mafalda) precedute e seguite da cicli di incontri e periodici convegni.

Il Museo Bijou è unico nel suo genere sul territorio italiano, scrigno che offre in visione qualcosa come 20.000 pezzi di assoluto valore, anelli, collane, orecchini e bracciali dei secoli XIX e XX, insomma il paradiso degli appassionati del vintage e dell’oggettistica.
Retrostante il palazzo s’allarga Piazza Turati, fresca di ristrutturazione (2002) e pedonalizzata per la felicità di coloro che attendevano di poter apprezzare senza lo scorazzar delle auto il Monumento al Po scolpito dall’autoctono Brunivo Buttarelli.

A Casalmaggiore non mancano certo i luoghi di culto, templi di fede, di liturgia e di fini estetismi incarnati in elogiate opere di altrettanto elogiati fautori. Il Duomo di Santo Stefano, neoclassico e a croce greca, si distingue per il pronao e la cupola su tamburo, maestosa a fronte di un’altezza di 60 metri. La Pala di Casalmaggiore realizzata dal Parmigianino impera all’interno, ma è una copia del Ghislina (quella autentica si trova alla Gemäldegalerie di Dresda in Germania).

Il Monastero di Santa Chiara, fondato nel lontano 1504, colpisce per gli inusitati corpi di fabbrica che lo compongono, nella fattispecie la chiesa ottagonale consacrata nel 1531 e l’appendice ecclesiale monastica che invece possiede un orientamento rettangolare interamente voltato a botte, contenitore di molteplici affreschi. La Chiesa di San Francesco ha perso il suo valore antico nel 1919, anno del grande incendio che ne distrusse la costruzione necessitando una completa riedificazione. Il campanile è originale come l’abside e le opere d’arte custodite, la scultura marmorea del Cristo Morto, le tele sei e settecentesche nonché le quadrature di Giovan Battista Zaist.

Il Borgo di Sotto, vecchio quartiere popolare abitato da sempre dai lavoratori abituati a frequentare il Po, ha eletto proprio perno religioso la Chiesa di Santa Maria del Popolo (o detta Chiesa dell’Ospedale vecchio): anche in questo caso le forme non seguono i canonici trend architettonici perché se la volumetria esterna si presenta rettangolare, al suo interno se ne cela una ottagonale provvista di cupola.

Bisogna portarsi fuori del centro abitato per ammirare il Santuario della Beata Vergine della Fontana, gestita dal 1902 dai Cappuccini. Risale alla seconda metà del Quattrocento, eretta laddove presiedeva una fonte a detta di molti miracolosa e mantenuta attraverso una fontana conservata dentro la cripta ipogea, nobilitata dall’icona della Madonna del Latte. È questo l’ambiente più suggestivo del complesso, eppure in superficie si fanno sentire immagini pittoriche emblematiche, come le Storie di Giovanna d’Arco, i paliotti d’altare e opere che riproducono la figura della Madonna. Non di poco conto la presenza della stele funeraria del Parmigianino, dipartito a Casalmaggiore nel 1540 e ivi sepolto.

Da segnalare infine entro l’architettura civile Palazzo Martinelli, sede della Scuola di disegno “G. Bottoli”, di cui si può lungamente apprezzare la facciata recante fregi decorativi in cotto, come in uso negli stilemi rinascimentali lombardi.

Come arrivare a Casalmaggiore


Da Cremona prendere la SS 10 “Padana Inferiore” in direzione Brescia, imboccare la SS 343 e seguire le indicazioni per Casalmaggiore; il borgo è provvisto di stazione propria, posta sulla linea ferroviaria Brescia – Parma; l’aeroporto di Parma dista soltanto 26 km dalla cittadina, quello di Bresca circa 57 km, più lontani gli aeroporti di Milano Linate e Bergamo.

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