Cerca Hotel al miglior prezzo

Isola di Cavallo (Corsica) e le sue spiagge sulle bocche di Bonifacio

Isola di Cavallo, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Limbo franco immerso nelle bocche di Bonifacio, l’Isola di Cavallo si pone in quello spazio che divide la Corsica dalla Sardegna e perciò è ritenuta una peculiare oasi del mare della Corsica, fra molte secche, grotte, insenature e lidi ibridi. Si tratta – va assolutamente specificato per evitare equivoci – di un’isola privata, una meta esclusiva costellata di eleganti abitazioni, ville e residenze di proprietà di numerosi vip e persone influenti, provenienti da ogni parte del mondo per trascorrere vacanze da sogno lontano dal clamore e dalla mondanità caotica.

Data dunque la presenza di famiglie di prestigio come ad esempio i Savoia, questa porzione di terra splendida non è accessibile ai comuni turisti, a meno che non si possegga un domicilio o non si sia ospiti di qualche abitante. Potrebbe sembrare snob tale preliminare selezione, ma i motivi non sono soltanto addotti al soggiorno dei più facoltosi: Isola di Cavallo rientra nella Riserva naturale delle Bocche di Bonifacio, un parco marino fondato nel 1999 e classificato come Area specialmente protetta di interesse mediterraneo.

La riserva occupa una superficie di ca. 80.000 ettari, comprendendo il patrimonio marino di ben quattro comuni, ovvero Bonifacio, Figari, Monacia d’Aullène e Porto Vecchio. Con il Parco nazionale dell’Arcipelago de La Maddalena va a costituire una meravigliosa fusione ch’è il Parco internazionale delle Bocche di Bonifacio, una sorta di alleanza naturalistica che crea un rapporto simbiotico fra la bellezza corsa e l’estetica sarda.

Tornando alla nostra isola, la si concepisca e immagini quale oasi che incasella docilmente spiagge e calette celate da voluttuose rocce, un’incantevole “satrapia” (in riferimento alle fantasmagorie persiane ai tempi del re Dario) che incredibilmente resta disabitata per otto mesi all’anno, con un’estate che la vede comunque glabra di calche e resse. Un eden in mezzo al mare, poesia pura per i romantici cantastorie, follia vitale dal blasone unico: a esaltare le qualità eccezionali della località sono soprattutto la natura selvaggia e incontaminata e un mare talmente trasparente e pulito da poterlo quasi bere.

Le acque quiete e azzurrissime bagnano oltre quindici chilometri di spiagge deserte ( da segnalare quella di Zeri, plage Greco, La Double e la baia di Palma) assimilabili in tutto e per tutto a quelle della Polinesia o dei Caraibi, affermazione tutt’altro che azzardata. Qui l’aria palesa la sua voglia di accarezzare ogni cosa ovunque si spanda, fra i riverberi cangianti, i colori della flora e le onde spumeggianti che fanno capolino mentre sott’acqua i fondali si prestano a svariate tipologie di immersioni in apnea, nella contemplazione assoluta di un universo vivo dove nuotano miriadi di pesci e si susseguono le specie acquatiche più strabilianti: non è inusuale incappare in cernie brune, alici, murene, spigole, pescispada e perfino delfini.

Riemergendo in superficie, si è subito pervasi da un profumo delicato di mirto, alloro e ginepro, orientando lo sguardo verso assiepamenti di bouganville e oleandri. Tutto è in equilibrio e l’inquinamento non è che una parola, infatti l’isola può essere percorsa soltanto a piedi, in bicicletta o con l’ausilio di auto elettriche che rispettano l’ecosistema evitando di alterarlo.

L’apparato architettonico si fregia di un solo diamante, che corrisponde all’Hotel & SPA des Pecheurs, posto a pochi passi dal porticciolo e forte di 50 camere e una suite presidenziale scavata nella roccia. In questa lussuosa struttura si possono assaporare le specialità corse ma anche piatti della cucina italiana in accordo a un folto ventaglio di tipicità internazionali annaffiate da ottimi vini bianchi e rossi. Un’attrezzatissima SPA suggella il gran corredo grazie a servizi benessere, piscine, talassoterapia, palestra, sauna e trattamenti speciali.

Sebbene esclusiva, è errato pensare che l’isola non abbia una sua storia: qui i Romani destinavano i prigionieri per lavorare nelle miniere di granito, materiale occorrente per la decorazione delle case patrizie e la costruzione di monumenti. Il luogo fu anche teatro di un’immane tragedia, vale a dire il naufragio della nave Semillante, che causò ben 600 vittime fra i soldati francesi diretti in Crimea, i cui corpi vennero seppelliti nei due cimiteri di Lavezzi. Leggenda vuole che oggi le loro anime si facciano sentire attraverso il canto dei gabbiani.

Come arrivare
Purtroppo non esistono collegamenti diretti dall’Italia, per cui il modo più veloce per arrivare all’isola è quello di volare fino a Nizza e conseguentemente prendere l’aereo per Figari, località dalla quale è possibile raggiungere Piantarella in ca. mezz’ora di auto, per poi imbarcarsi e giungere finalmente a destinazione. In alternativa si può atterrare a Olbia, vicina a Santa Teresa di Gallura, a sua volta collegata all’isola grazie a tratte colmabili con barca privata o battello di linea.

  •  

News più lette

12 Dicembre 2017 La mostra di Frida Kahlo a Milano, Museo ...

La passione, l’arte, la femminilità, il profondo amore per ...

NOVITA' close