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Dunkerque, il terzo porto della Francia teatro della famosa battaglia

Dunkerque, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Aprendo un qualsiasi libro di storia nei capitoli relativi alla Seconda Guerra Mondiale, tra le prime città menzionate ci sarà sicuramente Dunkerque (Nord-Passo di Calais). Questo comune portuale di quasi 100.000 abitanti, infatti, fu teatro di una delle maggiori battaglie combattute all’inizio della guerra, nel 1940. Durante lo scontro le truppe francesi e britanniche subirono gravi perdite e furono costrette a ripiegare lasciando campo libero all’invasione della Francia da parte dei nazisti. Oltre che per questo importante evento storico, Dunkerque è conosciuta a livello internazionale per il Carnevale, tra i più attraenti del nord della Francia.

La fondazione del centro risale ai primi anni dopo il Mille, quando su alcuni documenti comparve il nome Dunkerque, letteralmente “Chiesa della Duna”. A causa del suo posizionamento strategico sul mare, la città fu lungamente contesa da francesi, inglesi, olandesi e spagnoli che, dopo una breve parentesi olandese, ne presero il controllo grazie all’azione di Alessandro Farnese e all’aiuto di alcuni corsari. Nel 1646 Dunkerque fu brevemente conquistata dai francesi, per poi tornare spagnola ed entrare a far parte del Commonwealth of England nel 1657. Pochi anni dopo, il 17 ottobre 1662, Carlo II d’Inghilterra cedette la città alla Francia, che da allora l’ha sempre amministrata.

Dopo Marsiglia e Le Havre, Dunkerque è il terzo porto di Francia per dimensioni, traffico e importanza. Intorno al porto orbitano quasi tutte le maggiori attività della città, la cui economia è storicamente legata a doppio filo alle sorti del commercio marittimo. Da qui partono anche i collegamenti via nave con Dover, in Inghilterra, ragion per cui tanti visitatori non si lasciano sfuggire l’occasione di una visita al centro in attesa di imbarcarsi. Tra le cose da non perdere, ai primissimi posti ci sono le spettacolari dune di sabbia che si estendono su una superficie di oltre 600 ettari sul litorale nei dintorni del Dunkerque.

La zona più ospitale e migliore da vedere è senza dubbio il lungomare, a dire il vero un po’ distante dal Beffroi, presso il quale si trova l’ufficio del turismo locale. La spina dorsale dell’area pedonale costiera sono i tanti bei palazzi costruiti a cavallo tra le due guerre mondiali, ma la ciliegina sulla torta è rappresentata dalle decine di ristoranti di pesce che vi si affacciano. Dopo aver percorso il Bassin du Commerce, e magari visitato il porto a bordo di un battello, ci si può recare a Malo-les-Bains, la spiaggia principale, dove praticare numerosi sport acquatici, tra cui windsurf e kitesurf, o semplicemente sdraiarsi e prendere il sole. Per pranzo, oltre alle variegate pietanze di pesce, si può provare le coq à la bière (pollo alla birra), un piatto tipico della cucina fiamminga molto diffuso nella zona di Dunkerque.

Se non siete interessati al turismo balneare potete dedicarvi fin da subito alla visita del centro. Qui si trovano due torri campanarie inserite dall’UNESCO nel Patrimonio dell’Umanità: quella del municipio e quella della chiesa di Saint Eloi. Quest’ultima, in particolare, fa parte di un magnifico complesso quattrocentesco che, nonostante i successivamente rimaneggiamenti, ha conservato il suo aspetto esteriore praticamente intatto. Tra le architetture storiche una menzione la merita anche la Tour du Leughenaer (Torre dei Bugiardi), caratterizzata da quattro piccoli orologi incastonati al centro delle robuste pareti.

Ricco e variegato è il panorama museale della città. I due punti di riferimento per chiunque la visiti sono il Portuaire Musée (Museo Portuale) ed il Musée des Beaux-Arts (Museo di Belle Arti). Il primo, allestito nella splendida cornice dell’ex magazzino dei tabacchi, racconta la lunga storia marittima di Dunkerque; le attrattive principali sono gli scafi di tre grandi imbarcazioni: il battello-faro Sandettie, la chiatta Guilde e il tre alberi Duchesse Anne. Il Musée des Beaux-Arts, invece, vanta una vasta collezione di dipinti italiani, francesi e fiamminghi, senza dimenticare la raccolta di sculture.

Il periodo migliore per visitare Dunkerque coincide con il mese del Carnevale, un evento storicamente molto sentito nella zona delle Fiandre. In questo periodo, il centro è risucchiato in un vero e proprio vortice di contagiosa allegria, che culmina in decine di festeggiamenti in maschera a base di balli, canti e sfilate coronate dal celeberrimo lancio delle aringhe dalla cima del Beffroi. Durante le celebrazioni è ricordata la figura di Jean Bart, il più famoso corsaro della zona.

Il clima è oceanico, caratterizzato da temperature generalmente miti per tutto l’anno, abbondanti precipitazioni e una ventilazione quasi sempre sostenuta. Anche in pieno inverno, tra dicembre e febbraio, è raro che si registrino valori inferiori allo zero, con le minime notturne solitamente comprese tra 3 e 5 gradi e le massime di poco inferiori ai 10. D’estate, invece, le temperature oscillano in media tra 24 e 14 gradi. Le piogge sono pressoché costanti per tutti i dodici mesi dell’anno, durante il quale raggiungono complessivamente i 700/800 mm, ma tendono ad intensificarsi soprattutto a cavallo tra l’estate e l’autunno.

Come arrivare? Lo scalo aereo più vicino è l’Aéroport International de Calais-Dunkerque, un aeroporto di piccolo dimensioni situato una trentina di chilometri ad ovest del centro; ben più importante è l’Aeroporto di Lille Lesquin, 73 chilometri a sud-est, collegato a numerose località francesi e a tante città europee come Girona, Porto e Malaga. Dal porto salpano con buona frequenza i traghetti per Dover, in Inghilterra, mentre dalla Gare du Dunkerque partono ogni giorno treni diretti a Parigi, Calais, Lille, Arras e altre destinazioni regionali.
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 Pubblicato da - 31 Maggio 2012 - Riproduzione vietata

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