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San Luis Potosí, guida alla visita dello stato del Messico

San Luis Potosí, guida alla visita: cosa fare e cosa vedere tra le sue attrazioni. San Luis Potosí dove si trova? Cosa visitare nei dintorni, come arrivare e il meteo.

Nel cuore del Messico, nella cosiddetta zona dell’Altiplano Central, San Luis Potosí (SLP) è uno stato forse ancora un po’ sconosciuto dal turismo internazionale, ma chi decide di fare un giro da queste parti raramente ne rimane deluso. Conta infatti quattro regioni (Altiplano, Centro, Media e Huasteca) nelle quali il paesaggio cambia e si trasforma, offrendo punti d’interesse ed esperienze appaganti.

Storia

In epoca preispanica il territorio occidentale dell’attuale stato di San Luis Potosì era popolato dagli guachiles, un’etnia indigena di cacciatori raccoglitori. Nel 1592 vennero scoperti giacimenti di oro e argento, che diedero il via allo sviluppo della zona attirando l’interesse dei conquistadores spagnoli, i quali si macchiarono nel XVIII secolo di torture e maltrattamenti verso le popolazioni indigene.

Subito dopo l’indipendenza messicana (1821), anche San Luis Potosí dichiarò la propria, seguita dalla scrittura di una Costituzione locale che rimase in vigore fino a quando il Congresso Nazionale non decretò il sistema Centralista.
Oggi lo stato ha un’economia abbastanza vivace grazie alle sue ricche miniere e a un’agricoltura sviluppata che produce prevalentemente mais, fagioli, grano e cotone, mentre l’industria si concentra essenzialmente nella città di San Luis Potosí, capitale dello stato.

San Luis Potosí: cosa fare e cosa vedere

Lo stato di San Luis Potosí non è interessato dal turismo di massa che ritroviamo invece in altre località messicane. Le sue attrazioni, sia architettoniche che naturali, sono apprezzate da un pubblico più ristretto: i visitatori più attenti apprezzano la tranquillità e la sicurezza che trasmettono queste zone e la sua gente, dove si può conoscere un Messico più autentico.

Per chi ama i paesaggi bucolici, le fattorie e i villaggi fantasma, la regione del Altpilano è quella più indicata, visto che ospiti luoghi davvero suggestivi come il Pueblo Mágico di Real de Catorce, un borgo in pietra sperduto tra le montagne della Sierra Madre Oriental, nel cuore del Wirikuta, il territorio sacro degli indigeni huicholes, che qui arrivano ogni anno in pellegrinaggio alla montagna di El Quemado per compiere i propri riti ancestrali.

La regione Media è invece più frequentata da chi ama le attività all’aria aperta e lo sport, come le immersioni e le gite in bici: la Laguna de la Media Luna (nome completo: Área Natural Protegida Parque Estatal “Manantial de la Media Luna”) è un posto incantevole per farsi una nuotata rinfrescante e godersi il relax in uno scenario unico, all’interno di un ecosistema protetto nel quale vivono numerose specie animali e vegetali, tra cui alcune endemiche. Il parco e il lago si trovano pochi km a sud della città di Rioverde.

La Huasteca Potosina è una regione straordinaria dal punto di vista naturalistico: tra fiumi, colline, cascate e grotte si possono praticare attività adrenaliniche come rafting, kayak, trekking, mountain bike, speleologia, arrampicata e discesa in corda doppia, e anche base jumping all’interno del Sótano de las Golondrinas, la più grande grave carsica in caduta libera al mondo, profonda 376 metri, con un'apertura in superficie del diametro di quasi 60 metri e un fondo di circa 303x135 metri.
Sempre nella Huasteca, il Pueblo Mágico di Xilitla ospita Las Pozas, un giardino surrealista di tre ettari realizzato da Edward James; si tratta di un capolavoro artistico immerso nella selva che accoglie 36 sculture di cemento dalle geometrie eclettiche e visionarie, ma anche cascate naturali e pozze d’acqua dove fare il bagno.

Seppure meno numerosi che altrove, anche a SLP è possibile visitare qualche sito archeologico: i due più conosciuti si trovano vicini, a circa 10 km di distanza l’uno dall’altro, nel territorio municipale di Tamuín, nella zona orientale dello stato. Stiamo parlando di Tamtoc e Tamohi, due antiche città della cultura huasteca: nel primo caso, gli studiosi ritengono che sia sorta a partire dal 600 d.C., per poi essere progressivamente abbandonata nel XIV secolo.
È vero, sono molto meno frequentati dei più famosi siti archeologici messicani, ma meritano una visita per scoprire i segreti di quelle società. Tra l’altro, una delle caratteristiche che contraddistinguono Tamtoc è la ragguardevole presenza femminile: ad oggi, infatti, circa il 90% delle sepolture scoperte sono donne, le quali sono molto rappresentate anche nelle statuette e nelle figure di argilla.
Tamohi, invece, fu costruita tra il XIII e il XVI secolo, ma fu abbandonata al principio della conquista sapgnola. Gli scavi hanno riportato in luce solo una minima parte del sito, ma si distinguono diverse zone – rispettivamente qulla religiosa, quella residenziale e quella destinata all’agricoltura, nella parte bassa vicina al fiume.

San Luis Potosí, la città

La capitale si chiama proprio come lo stato ed è una città di circa 850.000 abitanti (oltre 1.200.000 se consideriamo l’area metropolitana), che sorge nella zona centrale dell’omonimo stato, in un territorio pianeggiante a un’altitudine di 1860 metri s.l.m.
San Luis è una città universitaria, viva e culturalmente interessante. Il suo centro storico dall’impronta coloniale ospita numerosi edifici storici, ma anche diversi musei e ovviamente bar e ristoranti. Tra i luoghi più significativi c’è la cattedrale barocca sulla piazza centrale – detta Jardín Hidalgo – e l’adiacente Palacio Municipal risalente al XIX secolo. Sempre sulla piazza, il Palacio de Gobierno è un edificio neoclassico costruito tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, che è stato teatro di vicende storiche di importanza nazionale per la storia messicana.

Come in quasi tutte le città del paese, anche a San Luis Potosí si trovano chiese e monasteri un po’ ovunque nel centro, tutti costruiti in epoca coloniale e conservati splendidamente fino a oggi. Il Templo del Carmen, in particolare, è probabilmente l’edificio più spettacolare della città, realizzato a metà del XVIII secolo in stile churrigueresco, sulla cui facciata riccamente decorata da sculture in pietra è evidente la manodopera indigena. L’interno non è da meno in quanto a sfarzo e decorazioni, per cui vale assolutamente la pena una visita approfondita.
Tra i molti musei – Museo Othomiano, Museo de Cultura Potosina, Museo Regional Potosino, Museo Mariano Jiménez, Museo del Virreinato, Museo Nacional de la Máscara, Museo Federico Silva – uno dei più (relativamente) recenti è una struttura moderna che propone anche tante attività per i ragazzi: è il Museo Interactivo Laberinto de las Ciencias y las Artes, immerso nel verde del Parque Tangamanga I. Ancora più recente è il Museo Leonora Carrington, dedicato all’artista surrealista, di cui esiste una sede anche a Xilitla.

Gastronomia. Cosa mangiare a San Luis Potosí?

La specialità di San Luis Potosí sono le enchiladas potosinas, un piatto vegetariano preparato con tortillas di mais più piccole rispetto al solito bagnate in salsa di chile guajillo, ripiene di formaggio e fritte. C’è anche una variante locale della zona di Rioverde, ripiene di patate. In entrambi i casi, si servono accompagnate da lattuga, crema di formaggio e chile en vinagre (una specie di sottaceti a base di peperoncino).

In tutto lo stato si consumano anche alcuni tipi di insetti. I più tradizionali sono gli escamoles, ovvero uova di formica che si raccolgono subito prima della stagione delle piogge. Nella zona tra le Salinas de Hidalgo e Real de Catorce si preparano con l’aglio, che ne esalta i sapori.

La cucina huasteca propone uno dei piatti giganti della gastronomia messicana, iil zacahuil. La definizione non è casuale, visto che si tratta del tamal più grande del mondo, preparato con pasta di mais pestata e ripiena di strutto, chile chino, chile cascabel, carne di maiale o di tacchino, il tutto avvolto in foglie di platano (banano) e cotto in un forno sotto terra.

Il guiso borracho (letteralmente: stufato ubriaco) si chiama così perché nella sua preparazione si utilizza anche il pulque, una bevanda alcoolica ottenuta dalla fermentazione della linfa dell’agave. Gli altri ingredienti sono invece carne (manzo, capra, maiale, pollo, chorizo) e verdure (carote, patate, pomodoro, cipolla, fagiolini, nopal (un cactus) e condito con origano, timo, chiodi di garofano e alloro.

Tra i prodotti tipici c’è anche il mezcal potosino, un distillato ottenuto dalla piante di agave. Il mezcal vanta da queste parti una lunga tradizione artigianale, che oggi si può scoprire visitando le fattorie o gli stabilimenti che propongono assaggi e percorsi a tema.

Come arrivare

San Luis Potosí è facilmente raggiungibile da tutte le principali località messicane, sia via terra che in aereo. Nel paese ci si sposta essenzialmente in autobus con collegamenti frequenti verso le destinazioni più importanti, mentre per raggiungere mete secondarie può essere necessario effettuare qualche cambio intermedio, ma sempre abbastanza agevole.
Per quanto riguarda i voli, l’Aeropuerto Internacional de San Luis Potosí è servito da voli quotidiani da/per metropoli come Città del Messico, Tijuana, Dallas, Houston, Monterrey, Puerto Vallarta e Cancún.
La capitale Città del Messico dista circa 440 km.
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 Pubblicato da - 01 Settembre 2022 - © Riproduzione vietata

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