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Cittą del Messico (Mexico City), cosa vedere e cosa sapere

Cittą del Messico, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Città del Messico è una metropoli che inizia a colpire il viaggiatore ancora prima dell'arrivo quando, in aereo, sorvolando un'infinita distesa di luci a 360°, viene da chiedersi come sia possibile che esista al mondo una città così immensa.
Certo, se uno dovesse trascorrervi solo 1-2 giorni probabilmente rimarrebbe col ricordo di un atterraggio mozzafiato in mezzo alle case e poco altro, ma iniziando a considerare un periodo più lungo di permanenza, diciamo più o meno una settimana prima di spostarsi a sud verso le stupende spiagge del Mar dei Caraibi o dell’Oceano Pacifico, o verso il nord, in un Messico abitato da cactus e cowboy, ecco che el Monstruo (il Mostro) finirà col farvi innamorare di sé senza che ve ne rendiate conto.

La popolazione oscilla tra i 20 e i 30 milioni di abitanti – il numero è volutamente incerto e impossibile da censire – nell'area dell'intera megalopoli, che oltrepassa i confini dell'ex-Distrito Federal (ora, più semplicemente Ciudad de México) per fondersi con i municipi circostanti. La città e i suoi abitanti vivono in un inspiegabile equilibrio di caos, inquinamento, pericolo, ricchezza e povertà che ha attirato nel corso degli anni artisti, scrittori e intellettuali rapiti dal fascino surreale di questo luogo sospeso nel tempo, tra un imponente passato preispanico e un futuro da conquistare per un paese – il Messico, appunto – dalle enormi potenzialità ancora in parte inespresse.

Da dove iniziare dunque la visita? Proviamo ad andare con ordine.

Il Centro Histórico
Il cuore di Città del Messico è la sua piazza, Plaza de la Constitución – detta comunemente Zócalo – in mezzo alla quale svetta l'enorme bandiera tricolore nazionale.
La zona del centro storico più frequentata è incentrata prevalentemente su poche strade, che partono tutte o quasi dallo Zócalo, in direzione ovest (calle Tacuba, 5 de Mayo e Francisco Madero, con marciapiedi e negozi). Affacciati sulla piazza troverete invece da un lato il Palazzo Nazionale (visitabile gratuitamente, all’interno del quale vi sono alcuni dei più famosi murales messicani), e a dominare la piazza sul lato nord la Catedral Metropolitana, costruita per sfregio sul Templo Mayor, antico tempio azteco di cui rimane solo una piccola porzione di rovine visitabile a pagamento.
Due isolati a nord dello Zócalo, proseguendo sulla calle República de Brasil, si giunge alla bella Plaza Santo Domingo, sotto i cui portici scrivani seduti al proprio banchetto con la macchina da scrivere sono a disposizione di chiunque ne abbia bisogno, mentre altri ciclostilano alla vecchia maniera ogni tipo di documento. Proseguendo invece per 5 de Mayo o Francisco Madero si giunge alla Torre Latinoamericana, il secondo più alto grattacielo della città. Sul lato opposto della strada risalta per la sua eleganza il Palacio de Bellas Artes con a lato l’Alameda Central, particolarmente affollata la domenica pomeriggio, con il mercatino e qualche spettacolo di artisti di strada.
Se siete giunti a Bellas Artes nella seconda metà del pomeriggio, vale assolutamente la pena stare in giro fino a sera per raggiungere, 7-8 isolati più a nord lungo l’Eje Central (è il vialone che costeggia Bellas Artes), il ritrovo in plaza Garibaldi dei mariachi, i gruppi di musicisti che potete affittare per fare festa sul posto con gli amici, per una serenata a chi volete o anche per portarli in giro con voi. Più si giunge tardi, più la piazza è un delirio di musiche e allegria, specialmente il sabato sera.
Se siete appassionati di musei, a Città del Messico potete sbizzarrirvi: se ne contano almeno 150, ma se volete un assaggio generale c’è il Museo Nacional de Arte, proprio all’estremità di calle Tacuba (Plaza Tolsá).
Per quel che riguarda il centro storico con un po’ d’intuito potrete scovare anche altri scorci interessanti, magari con un po’ di discrezione (evitate di andare in giro con infradito, marsupio e cappellino) anche nelle vie a est dello Zócalo, più “popolari” e meno turistiche. Qui intere vie saranno affollate di negozi uguali che vendono le stesse cose (la via dei mobili, quella dei sarti, o qualsiasi altra cosa cerchiate).

Reforma, Zona Rosa e Chapultepec
Spostandosi in una delle zone più ricche e “prestigiose” della città lungo Paseo de la Reforma, un vialone ad almeno 10 corsie che taglia trasversalmente la città, troverete cinema, la blindatissima ambasciata degli Stati Uniti, banche, grattacieli (tra cui la Torre Mayor, la più alta dell’America Latina), la rotonda con la statua del Ángel, (uno dei simboli della città, precipitato al suolo durante il terremoto del 1985) ed altro. Giusto ad un isolato da questo viale c'è un reticolo di strade detto “Zona Rosa” (se arrivate in metro, scendete a Insurgentes) dedicato ai locali notturni e frequentato in particolare dalla comunità gay.
Ritornando invece al Paseo de la Reforma e percorrendolo in direzione sud, si giunge all’ingresso del più grande parco della metropoli, il Bosque de Chapultepec, all’interno del quale sorge anche un castello (visitabile gratuitamente la domenica, anche se un po’ affollato). Poco più avanti rispetto all’entrata lungo Reforma, potreste fare visita al bel Museo di Arte Moderna.

Ciò che però vale da solo il viaggio in Messico è il Museo di Antropologia, ancora più avanti lungo Reforma. Se possiamo dare un consiglio, sarebbe da visitare dopo aver girato in lungo e in largo il Paese e aver capito un po’ come sono dislocate le etnie indigene nel territorio, perché le informazioni e gli stimoli che questo museo vi darà sono talmente tante che finirete col fare confusione. Se pensate possa interessarvi, considerate pure di spendere un’intera giornata al suo interno.

I quartieri meridionali
Spostandovi a sud-ovestcon la metropolitana potete passare una giornata tra i ricchi ed eleganti quartieri come la Colonia Roma, la Condesa, o ancora più a sud fino a San Ángel o Coyoacán, dove quest'ultimo in particolare fino al secolo scorso era un paesino separato dalla metropoli, che è poi stato inglobato fino a diventare un quartiere della stessa. Di fatto sembra un po’ un mondo a parte rispetto al resto della città, perché conserva quell'aria di paese con una propria piazza, le sue peculiarità architettoniche (bellissime casette coloniali borghesi, strade ciottolate) e un’inspiegabile assenza di traffico, cosa del tutto impensabile nel resto della capitale.
A Coyoacán potrete fare un giro nel mercatino in piazza il sabato e la domenica o scegliere un caffè all’aperto per godervi la tranquillità del posto.
Immancabile qui è la visita alla casa-museo della pittrice Frida Kahlo, la famosa Casa Azul ritratta anche nel film dedicato all’artista, giusto qualche isolato a nord della piazzetta.
Proseguendo ancora più a sud, un altro ex-paese che ha conservato le proprie caratteristiche pur essendo parte ormai dell’immensa città, è Tlalpan, anch’esso oggi delizioso quartiere coloniale con un inconfondibile stile architettonico.
Volendo spingersi all’estremità sud della Ciudad de México si giunge a Xochimilco, che al pari dei due già citati Coyoacán e Tlalpan era un paese, ora parte del conglomerato urbano, con una caratteristica che però lo contraddistingue: qui dove un tempo sorgeva il lago Texcoco, sul quale gli Aztechi crearono dei giardini galleggianti – ancora oggi coltivati a fiori destinati ai mercati – ora restano centinaia di km di canali tra le case e gli stessi giardini, visitabili con un giro in colorate imbarcazioni a remi (trajineras). Il fine settimana gli abitanti della città vanno a fare festa su queste imbarcazioni portando la famiglia, il cibo e lasciandosi affiancare da altre trajineras che trasportano mariachis, che contribuiscono ad alimentare la festa. Per arrivare a Xochimilco basta prendere la linea n°2 della metropolitana in direzione sud fino al capolinea Taxqueña; qui si cambia e si prende il Tren Ligero (è come la metropolitana, ma viaggia interamente in superficie) fino alla fine del suo tragitto.

A nord del Centro Histórico
Spostandosi qualche km a nord del centro si può fare un giro nel quartiere di Santa María La Ribera, particolarmente interessante perché per niente turistico e con un'aria vagamente bohemién, o a Tlatelolco, non molto affascinante ma di forte impatto emotivo poiché si trattava di una città a sé stante al tempo degli Aztechi. Ora resta una parte delle rovine delle piramidi in Plaza de las Tres Culturas, affiancate (o meglio sormontate, secondo la deplorevole usanza dei conquistadores cristiani) da una chiesa seicentesca. In questo luogo l'ultimo sovrano azteco Cuauhtémoc fu sconfitto da Cortés, e una targa oggi ricorda in un modo tutto messicano l’evento, dicendo che “No fue triunfo ni derrota, fue el doloroso nacimiento del pueblo mestizo que es el México de hoy” (“Non fu trionfo né sconfitta, fu la dolorosa nascita del popolo meticcio che è il Messico oggi”). In questa stessa piazza purtroppo non “nacque” solo il Messico di oggi, bensì fu anche teatro di un altrettanto orribile massacro il 2 ottobre 1968 da parte dell’esercito, che non esitò a sparare sulla folla di studenti universitari riuniti in una manifestazione, giusto una settimana prima dell’inizio delle Olimpiadi nella capitale; vennero uccisi oltre 300 ragazzi e ragazze, ma il governo cercò di minimizzare la mattanza. Chiedendo a qualcuno del luogo che ve li mostri, potrete ancora trovare i segni dei proiettili sul muro del palazzo che costeggia la piazza.

Eventi e manifestazioni
A seconda del periodo dell’anno in cui arrivate, potrete trovare differenti eventi. Sono talmente tanti che di fatto è impossibile farne un elenco, ma tra questi possiamo ricordare:
- in primavera, più o meno a fine marzo, il Festival de México con spettacoli e concerti nel centro storico, o volendo entrare in contatto con altri aspetti della società, non potete mancare alla manifestazione del 1°maggio, sempre affollatissima, che si conclude nello Zócalo;
- a fine estate, el Día de la Independencia (15 settembre), dove la sera prima verso le 23 il presidente si affaccia al balcone del Palazzo Nazionale per il recitare il Grito de la Independencia davanti allo Zócalo gremito;
- in autunno, il Día de Muertos (2 novembre) è forse la ricorrenza più sentita nella cultura messicana, e potrete vedere offerte per i morti in ogni angolo della città. Non c'è niente di più messicano di questa ricorrenza. Se volete conoscerla sul serio,andate al cimitero (il più grande è il Panteón de Dolores, tra la 2° e la 3° sezione del Bosque de Chapultepec, diversi km a sudovest dell’ingresso principale, raggiungibile con un microbús) per assistere alle tradizionali scene di festa con pic-nic, convivialità e musica sulle tombe dei cari defunti.
- Il 12 dicembre, e nei giorni immediatamente precedenti, che siate cattolici o meno non importa, ma soprattutto se vi piace camminare, dovreste fare un salto dalle parti della Basílica de Santa María de Guadalupe – la santa protettrice del Messico – per vedere quello che succede. Si trova nel nord della città e qui confluiscono ininterrottamente pellegrini da tutto il Paese con ogni mezzo, anche a piedi, e il tratto finale (lungo qualche km) è formato da un marciapiede centrale sul quale milioni di persone nei giorni delle celebrazioni portano le proprie offerte o scontano le proprie penitenze, magari caricando pesi o camminando sulle ginocchia fino alla chiesa come segno di devozione o ringraziamento alla Virgen de Guadalupe.

Sicurezza
Città del Messico è considerata una delle più pericolose del mondo e, in effetti, come definizione non è del tutto sbagliata se consideriamo il numero impressionante di abitanti che la popola e le grandi disparità sociali che la caratterizzano.
Nel centro storico non ci sono problemi di sicurezza, vista la presenza di polizia ad ogni angolo e di telecamere ovunque. Diversamente, mano a mano che ci si allontana dal centro il discorso cambia un po’, ma in linea di massima nelle zone più ricche della città (Coyoacán, San Ángel, Roma, Condesa e Polanco per citarne alcune) vi è sempre una presenza di agenti che, almeno di giorno, garantisce una certa tranquillità anche se, a onor del vero, bisogna dire che in Messico la Polizia è molto corrotta e in alcuni casi potreste arrivare ad aver paura proprio della stessa Polizia.
Senza volere creare inutile terrore, è doveroso però dire che di notte il discorso cambia in tutta la città e girare da soli nei quartieri può essere pericoloso, ma con un po’ di buon senso si può tranquillamente stare alla larga dai problemi.
Prendere un taxi può essere potenzialmente pericoloso, anche se il fenomeno di rapine ad opera di complici dei tassisti è in diminuzione. Se volete stare sicuri al 100%, prenotatene uno telefonicamente.

Clima
La città sorge su un altipiano a circa 2200 metri s.l.m., quindi la notte non sarà mai troppo calda, nonostante la latitudine. I mesi più caldi sono marzo e aprile, dove di giorno si arriva tranquillamente a 30°, che sommati però all’asfalto, traffico e cemento diventano piuttosto pesanti, mentre da maggio a ottobre, con punte in luglio ed agosto, c’è la stagione delle piogge: ogni giorno, dopo pranzo, piove fino a sera. L’inverno invece corrisponde a quello europeo, ma le temperature non sono altrettanto rigide, anche se certamente nelle ore più fredde non vi sembrerà di essere in un paese tropicale.

Trasporti
Un grande vantaggio di Città del Messico è la metropolitana (esistono 13 linee), puntuale ed efficiente e soprattutto molto economica.
Negli orari di punta c’è letteralmente da sgomitare sia per entrare che per uscire, ma il costo è veramente irrisorio (5 pesos). Per raggiungere luoghi più specifici rispetto alle fermate della metropolitana, potete prendere un microbús. Il loro numero è talmente grande che non dovrete aspettare molto per fermarne uno: non ci sono generalmente molte fermate segnalate, basta fare un cenno col braccio e questi si fermano, anche se stanno sorpassando... il costo è variabile a seconda della destinazione, ma è compreso di solito tra i 4 e i 6 pesos.
Per raggiungere o per lasciare la città, o anche solo per una gita al vicino sito archeologico delle piramidi di Teotihuacan, a meno che non vogliate prendere un aereo dovrete per forza prendere un autobus. Ci sono 4 terminal principali, uno a Nord, uno a Sud, uno ad Ovest e uno ad Est del centro. Sulle guide o su internet potete trovare le destinazioni per ogni compagnia e il terminal di partenza; si può scegliere tra autobus di prima o di seconda classe e, avendo a disposizione parecchi soldi, anche quelli extra lusso.
L'Aeroporto Internazionale di Città del Messico, intitolato all'ex presidente Benito Juárez, si trova a circa 6 km ad est del centro storico ed è uno dei più trafficati dell'America Latina: i colegamenti con il resto della città -oltre ai taxi – sono garantiti anche dalla metropolitana che ha una vfermata proprio qui chiamata “Terminal Aérea” (linea 5).
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