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I paesi pił pericolosi e i pił sicuri al mondo. La mappa degli stati a rischio

Siria, Afghanistan, Yemen, Libia e Mali risultano tra i paesi più pericolosi al mondo, in antitesi con Norvegia, Finlandia e Islanda, ritenuti tra i più sicuri.
E’ quanto emerge da una ricerca condotta dalla Ipsos Mori, seconda più grande organizzazione del Regno Unito (fondata nel 1970 e forte di un esercito di 16.000 dipendenti distribuiti in uffici locati in 80 paesi del mondo) specializzata in indagini di mercato, interviste, sondaggi e statistiche inerenti ambiti di interesse globale quali politica sociale, marketing, pubblicità e mass media.

L’azienda ha ideato e realizzato una speciale mappa – la Travel Risk Map 2018 – avente lo scopo di segnalare luoghi e relativi livelli di rischio, offrendo un vero e proprio servizio di segnalazione utile ai viaggiatori cosmopoliti che alimentano il fenomeno del turismo di massa, ma altresì necessario alle imprese che inviano personale in trasferta.

Si tratta, in breve, di un provvedimento preventivo dettato da un periodo storico decisamente difficile, su cui gravano gli attentati terroristici e le guerre in corso in diverse zone del pianeta, fattori che hanno fortemente condizionato (e ancora condizioneranno) i flussi di viaggio con la scelta delle destinazioni.
Il 63% delle persone coinvolte nella ricerca sostiene che i rischi si sono notevolmente incrementati soprattutto nell’ultimo anno, mentre il 52% si aspetta attende un ulteriore inasprimento del pericolo globale nel corso del prossimo anno.
Le percentuali sono comunque in calo se confrontate a quelle del 2017, quando toccavano valori rispettivamente del 72% e del 57%.

La Travel Risk Map – alla cui stesura hanno contribuito medici e specialisti in controllo e sicurezza internazionale – tiene conto di conflitti bellici e fenomeni terroristici, considerando a ogni modo costante nel tempo e primario il rischio addotto da criminalità e incidenza stradale.
Tra i paesi con la peggiore reputazione, da questo punto di vista, troviamo zone di guerra come la Siria, Libia, Yemen, la regione del Darfur, Afghanistan e Somalia, ma anche Sud Sudan e Mali.

Meno pericolosi, eppure considerati "paesi ad alto rischio", sono Honduras, Venezuela, El Salvador e alcune zone del Messico e della Colombia, assieme ad Haiti, Nigeria, Papua, Nuova Guinea, Pakistan, Egitto e Algeria.

La situazione è decisamente migliore sia nelle nazioni europee che negli Stati Uniti d'America, Canada e Australia, dove si configurano generalmente bassi rischi.
Si può viaggiare assolutamente tranquili, invece, in Norvegia, Svizzera, Islanda, Slovenia e Danimarca, da sempre considerate mete molto sicure, ma anche a Capo Verde.

La Ipsos Mori ha inoltre condotto un ampio studio legato ai motivi per cui i turisti cambiano i propri piani al momento di viaggiare: al primo posto, le minacce alla sicurezza sono la ragione più comune per cui si modifica l'itinerario di un viaggio (58%), seguito dai disastri naturali (43%) e dalle informazioni di rischio ricevute (42%).
In Europa i rischi per la sicurezza e l’incolumità delle persone sono decisamente aumentati negli ultimi anni, eppure la loro percezione da parte di molte persone intervistate risulta comunque minore rispetto alla realtà effettiva del pericolo.

La mappa interattiva mostra anche la situazione del rischio medico nei diversi paesi, che fa riferimento alle malattie infettive, ai fattori ambientali, agli standard e alla disponibilità dei servizi medici e dentistici, all'accesso ai farmaci, ai requisiti per l'evacuazione medica, oltre che le barriere linguistiche, amministrative e culturali dei singoli luoghi.
In rosso si possono vedere le zone in cui si trovano le condizioni peggiori, che corrispondondono tendenzialmente ai paesi già valutati come estremamente pericolosi – soprattutto dove sono in corso guerre – con l'aggiunta di altre nazioni africane come Guinea, Sierra Leone, Niger, Guyana e Corea del Nord.

Leggi anche il nostro articolo sulle compagnie aeree più sicure e le più pericolose del mondo.
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