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Le foto di cosa vedere e visitare a Dar es Salaam

Dar es Salaam, la più grande e importante città della Tanzania

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Nonostante la capitale della Tanzania sia – almeno sulla carta – la città di Dodoma, il vero cuore del paese sotto tutti i punti di vista, nonché prima città per importanza e dimensioni, è Dar es Salaam, popolata da oltre tre milioni di abitanti ma sorprendentemente a misura d'uomo. Se fino a centocinquanta anni fa questo non era altro che un semplice villaggio affacciato sulle sponde dell'Oceano Indiano, l'intervento del sultano Seyyis Majis diede una prima spinta alla trasformazione del piccolo porto della località in uno dei principali punti di riferimento commerciali della zona. Ben presto tuttavia il sultano morì ed i lavori, appena iniziati, subirono una brusca interruzione riportando il villaggio ad una condizione subalterna rispetto al più importante porto di Bagamoyo, più a nord lungo la costa.

Soltanto sul finire del secolo la città tornò a crescere ed a svilupparsi, soprattutto come luogo di passaggio dei missionari europei e successivamente come sede del governo coloniale tedesco. Quando buona parte dell'Africa Orientale fu conquistata dagli inglesi durante la Prima Guerra Mondiale, il potere sulla regione passò ai britannici per oltre quaranta anni; Dar es Salaam conobbe in questo periodo un notevole sviluppo prima che il paese – nel frattempo divenuto Tanzania dopo essere stato a lungo Tanganica – dichiarasse l'indipendenza a metà degli anni Sessanta.

Effettivamente il conglomerato urbano di Dar es Salaam non offre particolari attrazioni ai visitatori, ma l'atmosfera che si respira ed i numerosi edifici storici rendono certamente piacevole una passeggiata per le sue vie; in ogni caso, dopo aver visitato le strade del centro, ci sono sempre le belle spiagge immediatamente a nord e a sud della città ad attendere i turisti, nonché le sensazionale isola di Zanzibar poco distante.

La città è generalmente sicura, ma di tanto in tanto si verificano furti e rapine ai danni degli stranieri, ragion per cui è sempre buona norma stare molto attenti ai borseggiatori ed evitare di ostentare oggetti di valore, conservandoli quando possibile nelle casseforti degli alberghi; durante le ore notturne è preferibile affidarsi ad un taxi o ad un dalla-dalla evitando gli spostamenti a piedi ed in particolare si sconsiglia di frequentare la zona di Coco Beach nei giorni infrasettimanali, anche durante il dì.

Prese le dovute precauzioni, si può partire alla scoperta della città dirigendosi verso uno dei numerosi mercati tipici, tra cui si segnalano il mercato del pesce in Ocean Road, nei pressi di Kivukoni Front, il mercato di Ilala in Uhuru Street o l'immenso mercato di Kariakoo, nel quale occorre però tenere gli occhi ben aperti; le donne gradiranno certamente anche una visita al magazzino all'ingrosso Mnazi Mmoja, dove si trovano migliaia di tessuti e coloratissimi abiti tradizionali, qui denominati kanga. La zona più caratteristica di Dar es Salaam è probabilmente quella circostante a Mosque Street, in pieno centro; qui i vicoli sono colmi di gente e negozi (dukas) dove è possibile acquistare ogni genere di merce.

... Pagina 2/2 ... Anche i quartieri di Kariakoo, Ilala e Timeke, a sud-ovest rispetto al centro, sono decisamente caratteristici e ancor più popolari; non si vedono molti turisti, ma con il calare della sera sorgono numerosi mercatini illuminati da lampade a petrolio che creano un'atmosfera decisamente suggestiva.

La gita in città potrebbe proseguire con l'ingresso in alcuni musei, tra cui il National Museum, dove sono ospitati i famosi fossili dello Zinjanthropus (una particolare specie di australopiteco) e numerose altre mostre tra le più variegate; in alternativa si può optare per il Village Museum, un museo all'aria aperta – un po' distante dal centro, a dire il vero – dove si possono ammirare diverse abitazioni tradizionali locali e dove è ben spiegato lo stile di vita di certe popolazioni del paese; chi fosse interessato ad un'escursione di stampo naturalistico potrebbe rivolgersi alla Wildlife Conservation Society of Tanzania, che organizza uscite ornitologiche per dedicarsi al birdwatching.

I dintorni della città sono noti soprattutto per le spiagge che si estendono a nord e a sud della città vera e propria, nonché per i paradisi tropicali delle isole disabitate che sorgono di fronte alla costa; in particolare le isole di Bongoyo, Fungu Yasini, Mbudya e Pangavini sono dichiarate Riserva Marina e vantano meravigliose spiagge e condizioni ideali per le immersioni. Esse sono accessibili dietro pagamento di una piccola tassa d'ingresso e raggiungibili generalmente con un battello in partenza dalla Msasani Peninsula (a Dar es Salaam). Se le spiagge settentrionali sono molto affollate ed il paesaggio è in parte deturpato dai numerosi resort, lo stesso non si può dire di quelle meridionali, raggiungibili attraversando in traghetto la foce del fiume Msinga a Dar es Salaam fino alla località di Kigamboni. La sabbia bianca lungo la costa nei pressi di Mjimwena è il migliore dei biglietti da visita per questa zona, dove è possibile rilassarsi dal caos cittadino anche per una semplice escursione di una giornata.

La città è ben collegata per via aerea tramite l'Aeroporto Internazionale Julius Nyerere a numerose mete mondiali; per ciò che concerne l'Europa, vi sono voli diretti da Londra, Amsterdam, Francoforte e Zurigo, mentre per altre partenze internazionali si possono segnalare voli diretti da Dubai, Nairobi, Johannesburg e Mumbai, tra gli altri.
Gli autobus per le diverse destinazioni nazionali partono di solito dall'autostazione di Ubungo, ad ovest del centro; l'autostazione è a sua volta collegata al centro dai dalla-dalla (minibus) che partono da numerosi punti della capitale. La vicina Zanzibar è raggiungibile con un traghetto (rapido o lento, a seconda dei propri gusti e della convenienza economica) che effettua il tragitto in un'ora e mezzo (o quattro ore, nella seconda ipotesi). Si rammenta infine che Dar es Salaam dispone di una linea ferroviaria che la collega a diverse città sul suolo nazionale e ad alcune città straniere, come Kapiri Mposhi, nello Zambia.
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