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Mumbai (ex Bombay): visita alla megalopoli cosa vedere e sapere

Mumbai, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

La città di Mumbai nel corso della sua storia ha avuto un notevole sviluppo, sia da un punto di vista culturale che da un punto di vista economico. Nata come umile agglomerato urbano situato su sette isolette circondate da paludi, oggi è il più importante centro industriale e commerciale dell’intero paese. Mumbai, affascinante e brulicante di attività, è la Hollywood indiana e vanta la più alta produzione annuale di film per una singola città. Come tutti i grandi centri, Mumbai presenta anche il rovescio della medaglia: il sovraffollamento, il degrado, lo stridente contrasto tra imponenti grattacieli ed endemiche immagini di povertà. Dal punto di vista geografico, Mumbai è situata sulla costa occidentale dell’India, che dal Gujarat si estende fino al Goa, al Karnataka e al Kerala. A sud della città, dietro a spiagge non molto ampie, ci sono vaste pianure che si estendono fino alle colline dei Ghat Occidentali.

Nel II secolo a.C. le sette isole che ora formano Mumbai erano abitate dai koli, una tribù di pescatori le cui baracche occupano tuttora alcune zone costiere della città. Le isole, che dal VI secolo d.C. in poi furono governate da una serie di dinastie hindu, vennero invase dai musulmani nel XIV secolo e infine cedute al Portogallo dal sultanato del Gujarat nel 1534. I portoghesi chiamarono la zona Bom Bahai, ma fecero assai poco per promuovere il suo sviluppo e quando nel 1661 Caterina di Braganza andò in sposa a Carlo II d’Inghilterra la inclusero nella dote della principessa. La Corona britannica prese possesso delle isole nel 1665 per darle in concessione, appena tre anni più tardi, alla Compagnia delle Indie Orientali per il misero canone d’affitto di 10 sterline l’anno. L’area, che si sviluppò rapidamente come centro di traffici marittimi, vide, nel 1720, la costruzione del forte, poi smantellato nel 1864 quando tutta la città venne ricostruita con uno sfarzoso stile coloniale. Bombay ebbe inoltre un ruolo determinante nella lotta per l’indipendenza, ospitando il primo Congresso Nazionale Indiano nel 1885 e poi fungendo come base per il lancio della campagna politica del 1942 che si riconosceva nello slogan “Quit India”, “Via dall’India”. Dopo l’indipendenza la città fu nominata capitale della Bombay Presidency e, nel 1996, il nome le venne cambiato in Mumbai, l’antica denominazione marathi.

Mumbai si presenta come un’unica grande isola collegata da ponti alla terraferma. La parte più vitale della città si concentra all’estremità meridionale dell’isola, che è a forma d’artiglio e si chiama South Mumbai. La penisola più a nord è conosciuta come Colaba ed è qui che gravita la maggior parte dei viaggiatori. A nord di Colaba si estende il vivacissimo quartiere commerciale del Fort, il cui nome deriva dal vecchio forte inglese che un tempo vi sorgeva. Sul lato occidentale, il quartiere è delimitato da una serie di vasti spiazzi erbosi recintati e collegati tra loro, conosciuti come maidran. La zona costiera orientale è dominata da attrezzature e impianti portuali chiusi ai visitatori. Più a nord, oltre Mahim Creek, si incontrano i sobborghi di Mumbai e i due aeroporti, quello internazionale e quello nazionale. In questa parte della città si trovano molti dei migliori ristoranti e locali notturni, in particolare negli esclusivi quartieri di Bandra e Juhu.

La maggior parte dei luoghi di interesse turistico sono concentrati a South Mumbai, con l’eccezione di qualche meta a North Mumbai, in particolare a Juhu Beach, una zona alternativa piena di alberghi, bar e ristoranti alla moda. Da vedere c’è innanzitutto Colaba, il centro di ritrovo dei viaggiatori e una della zone più vitali della città. Ad attraversare gran parte del promontorio è la Colaba Causeway, una trafficatissima arteria commerciale. Lungo il tragitto la strada passa vicino al Sassoon Dock, un luogo che all’alba si anima quando le donne dei pescatori koli, nei loro vestiti variopinti, si dividono il pesce che le barche hanno scaricato sulle banchine. Quei pesciolini che si vedono essiccare al sole sono i bombil, usati nella preparaione del piatto noto come Bombay duck.

Il simbolo più caratteristico di Mumbai è il Gateway of India, un massiccio arco di trionfo basaltico che celebra il potere coloniale, ispirato allo stile islamico in voga nel XVI secolo nel Gujarat. Eretto in riva al Mumbai Harbour sulla punta di Apollo Bunder, fu ufficialmente inaugurato nel 1924, ma divenne pleonastico appena 24 anni dopo, quando l’ultimo reggimento britannico lasciò cerimoniosamente l’India passandoci sotto. Un’altra istituzione è il Taj Mahal Palaca & Tower, un maestoso albergo affacciato sul porto. Fu costruito nel 1903 dall’industriale parsi J.N. Tata, presumibilmente dopo che gli venne rifiutato l’ingresso in uno degli alberghi europei per via delle sue origini “indigene”. Particolarmente bella è l’ala Palace, dove spicca la grande scalinata centrale e dove ci si può godere un aperitivo o un pasto in uno dei molti bar.

La zona tra Colaba e Fort prende il nome di Kala Ghoda. Quest’area ospita le principali gallerie d’arte e i più importanti musei di Mumbai, oltre a numerosi edifici coloniali, alcuni dei quali avrebbero decisamente bisogno di un restauro. Da non perdere: il Chhatrapati Shivaji Maharaj Vastu Sangrahalaya, più semplicemente il Prince of Wales Museum, il più prestigioso museo di Mumbai, ospitato in un edificio progettato nel 1905 per commemorare la prima visita in India di re Giorgio V; la National Gallery of Modern Art, un interessante spazio espositivo, luminoso e moderno, che ospita continuamente mostre temporanee di importanti artisti indiani e stranieri; la Jehangir Art Gallery, una delle principali gallerie d’arte commerciali della città che, con cadenza settimanale, allestisce interessanti mostre di arte indiana, nelle quali la maggior parte delle opere è in vendita; e la Knessethh Eliyahod Synagogue, una delle due sinagoghe costruite in città dalla famiglia Sassoon.

Particolarmente apprezzata dai turisti, la zona di Fort rappresenta una delle tappe da non perdere nell’ambito della visita a Mumbai. Molti imponenti edifici vittoriani della città furono costruiti ai margini dell’Oval Maidan durante il boom edilizio degli anni tra il 1860 e il 1880. Prima della bonifica questo parco e l’Azad Maidan, subito a nord, erano in riva al mare, e di conseguenza il Secretariat, la Bombay University, la High Court, il Western Railway Building e altre grandiose strutture si affacciavano sul Mare Arabico. I terreni bonificati lungo il margine occidentale dei maidan sono ora fiancheggiati da una stupefacente serie di condomini art dèco.

Permeata da un’aura misteriosa e dal sapore antico, Kotachiwadi è una delle mete storiche più accattivanti della città, essendo uno degli ultimi wadi (borghi) miracolosamente sopravvissuti in mezzo alla selva di grattacieli di South Mumbay. Situato a circa 10 minuti di cammino da Chowpatty andando verso nord-est, Kotachiwadi è un po’ difficile da trovare, ma la strenua ricerca sarà ricompensata dalla possibilità di ammirare una trentina di eleganti dimore in legno a due piani. Una delle più interessanti è la Ferreira House, accanto alla quale si trova il ristorante Anantashram, una vera e propria istituzione all’interno del quartiere.

Di grande valore simbolico è il Mani Bhavan, l’edificio in cui Mahatma Gandhi visse durante i soggiorni compiuti a Bombay tra il 1917 e il 1934, oggi trasformato in un museo. La modesta stanza di Gandhi è rimasta tale e quale, mentre altre sale ora accolgono un’eccellente mostra fotografica sulla sua vita e una raccolta altrettanto interessante di diorama e documenti originali, come le lettere che il Mahatma scrisse a Hitler e al presidente americano Franklin D. Roosevelt. Il Mani Bhavan è vicino all’August Kranti Maidan, il luogo dal quale nel 1942 venne lanciata la campagna “Quit India” per spingere gli inglesi ad abbandonare il paese.

Spostandosi a North Mumbay, e rimanendo comunque in tema di grandi personaggi della storia indiana, si incontrano il Nehru Centre ed il Nehru Planetarium. La caratteristica di questo complesso culturale che maggiormente colpisce i visitatori è l’architettura avveniristica. Il planetarium sembra infatti un UFO, mentre la torre che ospita la labirintica ma interessante mostra di storia intitolata Discovery of India ricorda un gigantesco alveare di forma circolare. Nel complesso si trova anche un teatro ed un ristorante chiamato Jewel of India. A breve distanza è situata Juhu Beach. Nonostante la quantità di immondizie che la deturpa e la presenza di venditori ambulanti e mendicanti che importunano di continuo i bagnanti, la spiaggia di Juhu è un luogo indubbiamente amato dagli abitanti di Mumbai, che la frequentano tutti i giorni per godersi la rinfrescante brezza marina. Girando tra le bancarelle di cibarie si respira un’atmosfera festosa, ed i bambini, ma probabilmente anche alcuni adulti, saranno eccitati dalla prospettiva di fare un giro sulle giostre a trazione umana disseminate in tutta la zona. Una volta visitata anche North Mumbay, restano da vedere l’Elephanta Island, l’isola antistante il porto di Mumbai dove si trova un magnifico bassorilievo di Shiva a tre teste, ed i bazar della città: il Crawford Market per i generi alimentari, il Mangaldas Market per i tessuti e il Chor Bazaar per l’antiquariato e le curiosità.

Il clima di Mumbai è tropicale, solo parzialmente temperato dalla brezza marina. D’estate il caldo umido è opprimente, mentre d’inverno le giornate sono leggermente più fresche. La temperatura media annuale è di circa 26,5 gradi, ed il mese più freddo è gennaio nel quale la media è di 23 gradi. Il monsone giunge nel periodo che va da giugno a settembre, quando si verificano precipitazioni violente che spesso inondano le strade, ma che danno vita a spettacoli veramente suggestivi, specialmente al tramonto.

Oltre ad essere il principale scalo aereo internazionale dell’India del Sud, Mumbai ha anche l’aeroporto nazionale più trafficato del paese. L’aeroporto internazionale, ufficialmente ribattezzato Chhatrapati Shivaji, ma ancora noto come Sahar, si trova a circa 4 chilometri da quello nazionale, conosciuto come Santa Cruz. Per quanto riguarda i trasporti extraurbani terreni, molte autolinee private e statali hanno autobus a lunga percorrenza per/da Mumbai. In alternativa vi sono i treni, che si distribuiscono essenzialmente su due distinti sistemi ferroviari: il Central Railways ed il Western Railways. Muoversi in centro è assai complicato a causa del traffico e dell’inefficienza di buona parte dei mezzi pubblici, tra l’altro sempre pieni di gente.
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