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Dodoma, guida alla Capitale della Tanzania

Dodoma, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

La Tanzania centrale, in buona parte arida, priva di corsi d’acqua permanenti e mal collegata al resto del paese, ospita la capitale Dodoma, una cittadina di circa 150.000 abitanti che sorge ad un’altitudine di oltre mille metri sul livello del mare.

A causa delle difficili condizioni climatiche della regione, l’insediamento degli uomini è sempre stato piuttosto difficoltoso, anche se in epoca preistorica qui vivevano alcune popolazioni che hanno lasciato suggestive tracce della loro vita sul territorio. In epoca più recente Dodoma, pur trovandosi sulla via carovaniera tra il Lago Tanganica, l’Africa centrale e l’Oceano Indiano, non crebbe e non si sviluppò particolarmente fino alla costruzione della linea ferroviaria, a principio del XX secolo.

A partire dagli anni Settanta la città è divenuta la capitale della Tanzania, secondo il progetto per cui l’intero apparato burocratico di governo si sarebbe dovuto trasferire a Dodoma negli anni a venire incentivando anche la gente ad abitarla per farla crescere sempre più; come i fatti hanno dimostrato negli ultimi trent’anni, tanto il governo quanto la popolazione non hanno mai messo in pratica tale progetto per una serie di problemi soprattutto logistici, lasciando di fatto le cose pressoché invariate. Il cuore della vita sociale, culturale, economica e politica della Tanzania resta dunque Dar es Salaam, ma chi desiderasse spingersi fino a qua potrebbe approfittarne per scoprire un piacevole luogo di sosta prima di continuare il proprio viaggio verso le molte mete rinomate del paese.

Tra i luoghi d’interesse si segnala il Museum of Geosciences, particolarmente indicato per gli appassionati di geologia, così come una visita per ammirare l’architettura delle diverse chiese (rispettivamente quella cattolica, anglicana e luterana) e della moschea ismailita, che sorgono a breve distanza l’una dall’altra. Chi avesse voglia di fare una passeggiata potrebbe dirigersi al Lion Rock, una collina a nord-est di Dodoma; dalla base – raggiungibile con un dalla-dalla od un taxi – la camminata fino alla cima si percorre in circa trequarti d’ora. Sempre nelle immediate vicinanze della capitale si estende la zona della produzione vinicola nazionale; qui infatti agli inizi del secolo scorso alcuni missionari italiani importarono e piantarono vigneti da cui ricavare vino per il proprio fabbisogno. Ancora oggi la maggior parte del prodotto è destinato alla chiesa stessa, ma chi fosse interessato a vedere il processo di produzione locale potrebbe presentarsi ad una delle case vinicole della regione, come ad esempio la Tanganyika Vineyards Company.

La capitale è molto conosciuta per la qualità dei suoi prodotti artigianali, come ad esempio alcuni strumenti musicali (le marimba) o i caratteristici sgabelli di legno; non mancheranno certamente le occasioni per fare acquisti di articoli di ottima fattura ad un prezzo equo.
Si rammenta che a causa dei costanti problemi di approvvigionamento idrico capita spesso, negli alberghi più a buon mercato, di dover prelevare personalmente l’acqua con i secchi per potersi concedere un bagno, e nei giorni in cui si riunisce il Parlamento nazionale (Bunge) buona parte delle sistemazioni sono al completo; per tali ragioni può sicuramente essere conveniente informarsi con un certo anticipo circa la disponibilità delle camere.

Se Dodoma non offre particolari spunti al viaggiatore, lo stesso non si può dire della regione che la ospita; il Monte Hanang, quarta vetta per altitudine dell’intero paese con i suoi 3417 metri s.l.m., è certamente una meta straordinaria per dedicarsi all’escursionismo. Il sentiero principale, nonché più facile, è quello denominato Jorodom Route, che parte da Katesh e consente di raggiungere la cima in una giornata di cammino; la via è percorribile con o senza guida, a seconda del proprio grado di preparazione ed esperienza. Nel primo caso si consiglia di rivolgersi alla Kahembe’s Trekking & Culture Safaris a Babati oppure all’ufficio municipale di Katesh (Idara ya Mkuu wa Ilaya), ma sia che si opti per una salita solitaria che per una accompagnata, occorre pagare 30$ per accedere alla riserva forestale più un’altra piccola tassa per i villaggi locali. L’abitato di Katesh è famoso per il suo mnada, il mercato dove si vende di tutto e di più all’asta tre volte al mese (nello specifico: il 9, il 10 ed il 27 di ogni mese); qui convergono persone delle diverse tribù ed etnie dando vita ad un ambiente veramente unico.

L’attrazione principale della regione, tuttavia, è data dalle pitture rupestri di Kolo-Kondoa, alcune delle quali risalenti a 3000 anni fa, dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco ma ancora in gran parte inesplorate e poco conosciute dal turismo di massa. I siti che ospitano le pitture pare siano almeno trecento nell’intera zona, ma solo pochi sono quelli visitabili; quelli più facilmente raggiungibili si trovano nelle colline a nord-est della località di Kolo. Dopo aver ottenuto il permesso dal Department of Antiquities a Kolo, con un fuoristrada si può compiere il percorso e visitare i tre più famosi, mentre con più tempo a disposizione (almeno due giorni) si potrà raggiungere anche il complesso di Fenga Thawi, le cui pitture sono sparse in un raggio di 20 km a nord e ad ovest della stessa Kolo.

Dodoma è collegata quotidianamente per via aerea ad Arusha e Dar es Salaam grazie al campo di volo che si trova a pochi chilometri dalla città. Per godersi maggiormente l’avventura si può però optare per uno spostamento in autobus da/per Dar es Salaam della durata di sei ore o per una delle numerose destinazioni minori nazionali. Per un elenco esauriente dei mezzi e delle tratte conviene informarsi presso l’autostazione una volta in loco, così come per i tragitti effettuati dai dalla-dalla (il cui punto di partenza è immediatamente ad est della moschea ismailita). Si ricorda infine che Dodoma è servita anche da una linea ferroviaria i cui treni prevedono tre classi (prima, seconda ed economy) ed i cui orari sono spesso soggetti a variazioni; anche in questo caso vale lo stesso consiglio dato per gli autobus.
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 Pubblicato da - 07 Febbraio 2012 - Riproduzione vietata

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