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Gradara: il borgo, il castello Malatestiano e la storia di Paolo e Francesca

Forse non è del tutto esatto affermare che a Gradara c’è un castello: raggiungendo questa cittadina marchigiana, in provincia di Pesaro e Urbino, si ha piuttosto l’impressione che Gradara sia un castello, completamente intriso di atmosfere medievali e composto di pietre antiche, custodi di leggende e di favole. Siamo nell’entroterra della riviera marchigiano-romagnola, dove il territorio si increspa in dolci colline prima di sfumare nel mare: qui, appollaiata a un’altura, la cittadina protegge con le sue fortificazioni una popolazione di quasi cinquemila anime, ma accoglie ogni anno un numero crescente di visitatori.

Non solo il colpo d’occhio, ma anche la storia di Gradara coincide quasi del tutto con quella del suo castello malatestiano. Dopo la fondazione in età romana e il riconoscimento a Pieve con l’avvento del Cristianesimo, il borgo assunse l’aspetto medievale odierno con la costruzione di una massiccia torre merlata: è il famoso Castrum Gredare, innalzato nel 1283 dai guelfi Malatesta e destinato a sopravvivere imponente sino ad oggi. Risale a quel periodo la triste storia di Giangiotto Malatesta, signore della città, che sposò Francesca da Polenta ma venne tradito con Paolo, suo fratello: è la celebre vicenda di Paolo e Francesca, cantata da Dante nel V canto dell’Inferno, che si concluse con la morte dei due innamorati proprio tra le mura di questa Rocca, per mano del marito legittimo.

Possesso dei Malatesta, degli Sforza e dei Della Rovere, Gradara divenne alla fine del Seicento proprietà dello Stato Pontificio, conoscendo un lungo periodo di immobilità spezzato dalla devastazione operata dalle truppe napoleoniche, nel 1797. Dopo essere entrata nell’area della Repubblica Cisalpina, poi del Regno Italico, la cittadina fortificata tornò nelle mani della Chiesa.

Oggi Gradara è considerata uno dei Borghi più Belli d’Italia, ricca di vita e di fermento culturale, e le testimonianze del passato non sono certo state dimenticate: ogni ciottolo delle strade, ogni pietra degli edifici e ogni scorcio misterioso del borgo sembra rimandare a un passato affascinante, solo apparentemente lontano, e non stupirebbe l’apparizione di qualche dama o cavaliere. Abbracciata da una cortina trecentesca di mura imponenti, culminanti nei merli guelfi e intervallate dai bastioni rettangolari, la città lancia lo sguardo verso un panorama pittoresco: i colli verdeggianti, la via Flaminia e la costa in lontananza compongono uno scenario degno di un dipinto.

Avvicinandosi al borgo si rimane stupiti di fronte alle mura, con un camminamento di ronda che segue l’intero perimetro esterno. Nell’angolo occidentale, a rinforzare la struttura, c’è un poderoso bastione a pianta poligonale conosciuto come “la rocchetta”, e si può ancora ammirare l’antica Porta dell’Orologio. Un tempo costituiva l’unico passaggio per accedere al paese, con il suo arco a tutto sesto sovrastato da una torre quadrata, tuttora decorata dagli stemmi dei Montefeltro, degli Sforza e dei Malatesta. Non a caso la Rocca occupa il punto più elevato e sicuro del colle, e il cuore vero e proprio di Gradara coincide con il Mastio, o torrione principale, intorno al quale si sono raccolte gradualmente tutte le abitazioni successive. Edificato nel 1150, solo più tardi il torrione principale venne affincato dalle ali laterali.

All’interno del maniero si scoprono gli ambienti signorili di un tempo, modificati più volte nel corso dei secoli ma sempre caratterizzati da grande eleganza: ad agghindare i saloni rimangono alcune opere d’arte di grande pregio, come il dipinto della Battaglia di Aspertini, conservato nella Sala del Consiglio, o la Pala in terracotta realizzata da Andrea della Robbia, oggi posizionata nella Cappella.

Ma il castello non è l’unica attrattiva della città marchigiana: benché Gradara e la sua Rocca siano praticamente una cosa sola, non si possono trascurare altre testimonianze storico-artistiche interessanti, disseminate nel borgo come pepite preziose. Da vedere, oltre ai già citati camminamenti di ronda, il Museo Storico con gli strumenti di tortura, le armi medievali e gli utensili della vita contadina. Tra gli edifici di culto vale la pena di visitare la Chiesa di San Giovanni, fondata nel XIV secolo e custode di un bel crocifisso del XV secolo, mentre i naturalisti apprezzeranno il Giardino degli Ulivi in via Cappuccini. Si tratta di un accogliente polmone verde, folto di ulivi secolari di grande fascino.

Dopo tante testimonianze del glorioso passato locale, arriva il momento di assaporare un piacere concreto e attuale: oggi come un tempo, infatti, le cucine di Gradara offrono ai palati più esigenti ricette deliziose, che si ispirano ai prodotti locali e si accompagnano agli ottimi vini delle Marche. Le portate succulente, a base di carne e verdure genuine, sono innaffiate dal vino Sangiovese DOC, ma Gradara non è solo una delle “Città del Vino”: anche l’olio extravergine di oliva, di grande qualità, le ha fatto guadagnare un posto d’onore nel concorso nazionale “Orciolo d’Oro”.

Quale occasione migliore, per gustare i sapori delle Marche, delle manifestazioni paesane che si svolgono nel borgo? Gradara offre in ogni periodo dell’anno tanti eventi e manifestazioni divertenti, che soprattutto in estate danno la possibilità ai turisti di conoscere meglio le tradizioni e i costumi del luogo. Tra gli appuntamenti da non perdere c’è l’ “Assedio al Castello”, rievocazione storica dell’assedio di Gradara del 1446, quando Francesco Sforza cercò di sottrarre il castello al valoroso Sigismondo Malatesta signore di Rimini: oggi lo scontro si traduce in una grande festa, con musicisti di strada, figuranti, artisti di ogni genere, e con uno spettacolo pirotecnico di grande impatto. In luglio e agosto, ogni mercoledì sera, grazie all’iniziativa “Solsfizio al Castello”, tutti i ristoratori della zona inventano menù particolari a base dei prodotti locali.

Ma per assaporare un’atmosfera davvero incantata vale la pena di partecipare alla rassegna “Castello di Natale”, che da fine novembre al weekend del 6 gennaio propone tante animazioni a tema natalizio, e si conclude con il tanto atteso arrivo dei Re Magi. I più romantici, invece, non sapranno resistere a “Gradara d’Amare”, che a San Valentino ricorda la struggente vicenda di Paolo e Francesca e regala agli innamorati tanti momenti suggestivi nella bellezza della Rocca.

Per raggiungere Gradara e le sue meraviglie medievali non occorre fare un viaggio nel tempo. Chi viaggia in auto deve semplicemente percorrere la A14 e uscire al casello Cattolica-Gabicce, quindi seguire le indicazioni fino alla meta per gli ultimi 3 km. Se preferite il treno vi conviene scendere alla vicina stazione ferroviaria di Cattolica, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Rimini e di Ancona Falconara, rispettivamente a 12 km e 42 km da Gradara.

Giunti alla meta verrete accolti da un clima piacevole e piuttosto mite, caratterizzato da inverni dolci e estati calde e soleggiate. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 0°C a una massima di 7°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 17°C ai 28°C. Le precipitazioni, scarse in estate, raggiungono il picco massimo tra ottobre e novembre, quando cadono in media 73-78 mm di pioggia mensili.
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