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Castell'Arquato, il borgo della Val d'Arda

Castell'Arquato, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Mentre buona parte dell’Emilia Romagna, dal medioevo ad oggi, diventava a poco a poco un reticolo fitto di strade e città, alcune zone collinari mantenevano il loro sapore dolce e un po’ solitario, e quei ritmi squisitamente lenti che troppo spesso, oggi, dimentichiamo. A Castell’Arquato, in provincia di Piacenza, pare proprio che il tempo si sia fermato: se fuori dalle mura qualcosa è cambiato, e il nucleo abitato si è ingrandito negli anni, non si può dire lo stesso del suo prezioso centro storico. Qui, nell’abbraccio della Val d’Arda, tutto è rimasto intatto: passeggiare per le strade del borgo è come volgere lo sguardo indietro di secoli.

Gli abitanti del posto - circa 5 mila - sono fieri di Castell’Arquato, che è entrato a far parte del Club dei Borghi più belli d’Italia ed è Bandiera Arancione del Touring Club. Ma il paesino non è solo ‘bello’: agli scorci graziosi, fatti di ciottoli antichi, torri, merli e passaggi segreti, si affiancano sapori gustosi, tradizioni divertenti, una grande cultura del vino e un paesaggio delicato subito fuori dal borgo. Un borgo che si spalma sino alla cima di un colle, dove la piazza rappresenta il suo punto più alto, ma scivola anche verso la Via Emilia o si arrampica in direzione dell’Appenino, dove si ammira la piccola frazione di Vigoleno.

Il centro storico di Castell’Arquato è un concentrato di monumenti storici e edifici sontuosi, primo fra tutti la Rocca Viscontea, realizzata da Luchino Visconti nella prima metà del Milletrecento, per volere del comune piacentino. Con la singolare pianta a L, le mura di cui si conservano quattro torri difensive, e il massiccio dongione, è senza dubbio una delle costruzioni militari più interessanti del Nord d’Italia. Nel maniero è allestito il Museo Medievale, e dalla cima delle torri si godono viste magnifiche sulla valle sottostante.

La piazza è incorniciata da vari palazzi. Quello del Podestà, fondato nel 1292, è impreziosito da una scalinata e corredato di una torre a pianta pentagonale. Vi si riconoscono tanti stili diversi, dall’antico mastio rettangolare alla loggetta dei Notari del Quattrocento, ma queste aggiunte e modifiche non hanno fatto altro che abbellire l’edificio e aumentarne il valore col passare dei secoli.

Si affaccia sulla stessa piazza la chiesa più importante di Castell’Arquato, la Collegiata, tra le più antiche della regione. Certamente esisteva già nel lontano 756, quando fungeva da pieve battesimale, ma nel 1117 venne danneggiata da un terremoto; ricostruita subito dopo, venne consacrata nel 1122. Da vedere il fonte battesimale del VII-VIII secolo, ma anche il portale con architrave e lunetta istoriata del Millecento. Risale al Tre-Quattrocento il portico occidentale, da sempre soprannominato “Paradiso” perché dà riparo ai sepolcri di alcuni personaggi noti.

Passando nel quartiere di Monteguzzo ci si trova al cospetto del cinquecentesco Torrione Farnese, che a quanto pare rimase incompiuto per l’improvviso decesso del duca Bosio II Sforza: l’edificio, in mattoni, doveva far parte del sistema difensivo del borgo, ma nonostante la funzione prettamente militare è pervaso di un fascino elegante. La leggenda racconta di alcuni passaggi segreti che da qui avrebbero dovuto raggiungere la campagna e il Palazzo del Duca.

Infine meritano un’occhiata attenta l’Ospedale di Santo Spirito, realizzato nel XVI secolo e oggi sede del Museo Geologico, la cinta di mura del 1342 di cui restano due porte d’accesso, e la vicina frazione di Vigolo Marchese, con la chiesa romanica di San Giovanni e annesso battistero dell’anno 1008.

Nei dintorni di Castell’Arquato si aprono alcune zone verdi che vale la pena di visitare se si è alla ricerca di relax. Il Parco del Piacenzano è uno spettacolo di calanchi e rupi che scivolano verso un fondovalle splendido, agghindato di flora appenninica. Il Bosco di Santa Franca si sviluppa invece lungo i terrazzamenti a est della città, nella frazione San Lorenzo, ed è circondato dai vigneti.

La coltivazione della vite è infatti molto diffusa, e sulle tavole di Castell’Arquato non manca mai una pregiata bottiglia di vino. Il borgo, che custodisce innumerevoli cantine antiche e ha un’enoteca comunale, produce il Monterosso Valdarda Doc Colli Piacentini, e gli altri vini del territorio sono l’Ortrugo, la Malvasia, il Sauvignon, il Gutturnio e la Bonarda. Le pietanze tipiche sono gli anolini in brodo con ripieno al grana padano e i deliziosi salumi, tra cui la coppa, la pancetta e il salame piacentino Dop, mentre il dolce irrinunciabile è la crostata al cioccolato di Vigolo Marchese, di cui pochi eletti conoscono la ricetta.

Tutte queste golosità, e tante altre ancora, si possono assaggiare in occasione delle feste paesane e delle manifestazioni culturali. Da non perdere la tradizionale Festa delle Castagne di inizio ottobre, con le caldarroste scoppiettanti sulla brace, il castagnaccio e i chisolini (gnocchi fritti) coi salumi, la polenta coi ciccioli grigliata e tanto vino profumatissimo, compreso il vin brulé. Durante la festa si possono visitare una bella mostra di macchinari da lavoro, tipici della campagna, e un’interessante esposizione di auto e moto d’epoca. Da non perdere i Mercatini di Natale.

Per arrivare a Castell’Arquato si possono valutare diverse possibilità. Chi viaggia in auto, venendo dall’autostrada A1, deve uscire a Fiorenzuola, dirigersi verso Fiorenzuola d’Arda, immettersi nella Provinciale di Bardi e seguire le indicazioni fino alla meta. Chi opta per il treno può raggiungere le stazioni di Piacenza o Fiorenzuola d’Arda, quindi proseguire in autobus.
Gli aeroporti più vicini sono quelli di Parma, Bologna e Genova, rispettivamente a 60 km, 140 km e 180 km di distanza.

Il clima di Castell’Arquato è freddo d’inverno e mite d’estate, ideale per le passeggiate all’aria aperta. Le temperature medie di gennaio vanno da una minima di -1°C a una massima di 5°C, mentre in luglio e agosto passano dai 20°C ai 28°C. Le precipitazioni si concentrano principalmente in primavera e autunno, quando piove mediamente per 7 giorni al mese.
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 Pubblicato da - 21 Luglio 2011 - Riproduzione vietata

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