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Le foto di cosa vedere e visitare a Piacenza

Piacenza (Emilia Romagna): cosa vedere e cosa sapere

Emiliana per posizione geografica e tradizioni, un po’ lombarda per le influenze economiche e industriali di Milano, Piacenza è una bella città di 103 mila abitanti circa, capoluogo della provincia omonima e importante nodo autostradale e ferroviario. Giovannino Guareschi, celebre inventore di Don Camillo e Pepppone, sosteneva scherzosamente che “il Po comincia a Piacenza, e fa benissimo”: infatti il centro, incastonato nel cuore della Pianura Padana, è lambito dal corso del Po, dove confluiscono il Trebbia e il torrente Nure. A sud il paesaggio è addolcito dai primi Colli Piacentini, come anticipazioni dell’Appennino Ligure.

Da sempre considerata in una postazione strategica, Piacenza ha alle spalle una storia ricca di vicende belliche, personaggi valorosi e vitalità culturale, e tuttora regala ai visitatori un appassionante itinerario tra piazze, strade e monumenti di valori, intrisi di testimonianze. Tra gli edifici che vale la pena di visitare c’è il duomo, dedicato a Santa Giustina e Santa Maria Assunta, costruito tra il 1122 e il 1233 secondo lo stile austero e elegante delle architetture romaniche. A sostenere le spese dei lavori fu l’intera cittadinanza locale, e i risultati furono ammirevoli: la facciata è di marmo rosa e arenaria, presenta due contrafforti e delle gallerie cieche spezzate da esili colonne. Sui tre portali ci sono capitelli decorativi, architravi e raffinate formelle intarsiate.
I preziosismi continuano poi all’interno, con gli elaborati affreschi del XIV, XV e XVI secolo, opera di Camillo Procaccini e Ludovico Carracci, o i dipinti seicenteschi della cupola, realizzati da Pier Francesco Mazzucchelli.

Anche i palazzi aristocratici e borghesi trovano a Piacenza degli esponenti di tutto rispetto, con esemplari grandiosi immersi in giardini curati. Non a caso la città è soprannominata “città di palazzi”: in passato, non essendoci una corte fissa, i cittadini più in vista poterono ostentare il proprio status con opere architettoniche di lusso, tra cui Palazzo Mulazzani, Palazzo Scotti da Fombio e Palazzo Mandelli, attuale sede della Banca d’Italia.
Da non perdere Palazzo Landi, Palazzo Costa e Palazzo Rota Pisaroni, senza dimenticare le aree verdi che circondano questi edifici, delimitate da sontuose cancellate in ferro battuto e accudite dai giardinieri come creature preziose, custodi di antichi segreti.

Accanto alle abitazioni nobiliari spicca il palazzo Comunale, conosciuto anche come “il Gotico”, voluto nel 1281 da Alberto Scoto, il guelfo reggente della città. Il disegno originario l’aveva previsto a pianta quadrangolare, ma la costruzione rimase incompiuta per la diffusione di una grave pestilenza, e la versione definitiva è caratterizzata dalla merlatura a coda di rondine, dagli archetti ornamentali e tre torrette, una centrale e due laterali. Le decorazioni sono di marmo rosa e all’interno, ad agghindare il salone architravato, ci sono delle grandi raffigurazioni pittoriche.

Non è da meno il Palazzo Farnese, iniziato nel 1568 per volere di Ottavio Farnese, secondo duca di Parma e Piacenza, e di sua moglie Margherita d’Austria. Rimasto incompiuto per mancanza di fondi, per l’incompetenza di chi dirigeva i lavori e per un iniziale disinteresse da parte di Margherita, l’edificio venne recuperato soltanto nel 1588 su richiesta di Alessandro Farnese e dei figli Ranuccio I Farnese e Ranuccio II Farnese. Nel 1731, con la morte dell’ultimo duca della dinastia, iniziò un periodo decadente che sarebbe terminato nel 1909, quando cominciarono i restauri. Oggi è sede del Museo Civico e periodicamente accoglie rassegne culturali ed eventi.

Di eventi, manifestazioni, appuntamenti con la tradizione o il divertimento, a Piacenza se ne organizzano in quantità. Il 22 maggio, ad esempio, si celebra Santa Rita da Cascia, con la Santa Messa nella Chiesa dei Cappuccini e la distribuzione delle rose benedette sul sagrato, seguita dalla lunga processione in auto per le vie del centro.
Il 21 di giugno, in occasione del solstizio d’estate, intorno alla basilica di Sant’Antonino si banchetta insieme alla “Cena Bianca”, una gustosa mangiata a tema in cui tutti devono vestirsi di bianco, portare con sé un mazzo di fiori e una candela, che verrà accesa per rendere l’atmosfera ancora più magica.
Il 4 di luglio c’è invece la festa del patroni Sant’Antonino, con la riunione delle autorità politiche e religiose della città e il tradizionale dono del cero. Una grande fiera, con bancarelle e stand gastronomici, costituisce il risvolto ludico della manifestazione, e mantiene la città animata dalle prime luci dell’alba sino a notte.

A seconda della stagione scelta per visitarla, Piacenza regala scenari e atmosfere molto varie: è la città dell’Emilia Romagna con il clima più continentale di tutte, ovvero leggermente più rigido in inverno rispetto ad altri comuni, e la vicinanza del Po determina un tasso più elevato di umidità. Per questo, in inverno, non è raro il fenomeno della nebbia, e le giornate d’estate si rivelano spesso afose.

Per raggiungere Piacenza si possono valutare diverse possibilità. Chi si muove in auto deve percorrere l’autostrada A1 e uscire a Piacenza Nord, Sud, Est o Ovest a seconda della direzione di provenienza, poi seguire le indicazioni per il centro città. La stazione ferroviaria si trova nel cuore di Piacenza, e gli aeroporti più vicini sono quelli di Milano Linate e Bologna.
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