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Bardi: visita al borgo e al Castello medievale

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Nel punto in cui si incontrano quattro valli lussureggianti, scavate nei secoli da fiumi impetuosi, si erge sulla pianura l’impettita Rocca di Bardi, protettrice dell’abitato medievale e custode di un passato misterioso, fatto di dame e cavalieri valorosi. Siamo nel lembo sud-occidentale dell’Emilia Romagna, verso la Liguria e il Piacentino: qui, in provincia di Parma, a 60 km dal capoluogo di provincia, Bardi ospita quasi tremila abitanti e accogli ogni anno migliaia di visitatori, affascinati dalla sua bellezza antica.

Distribuito tra i 500 e i 1650 metri di altitudine, il territorio comunale inizia come agglomerato timido di casette, nuove nella parte bassa e intrise di storia man mano che si sale verso il centro, e culmina con la possente Rocca del castello medievale. Tutto l’abitato, a dire il vero, sa di medioevo, con le stradicciole di ciottoli che si arrampicano a spirale verso la cima del colle, e le abitazioni di pietra strette le une alle altre. Ad incorniciare il borgo c’è un paesaggio altrettanto spettacolare: sotto la cittadella scorrono le anse del fiume Ceno, e dietro Bardi si erge il monte Crodolo.

Ad impreziosire il verde e la roccia non mancano le piante più colorate, accarezzate da un clima mite e nutrite dal sole generoso dell’Emilia Romagna: passeggiare nella campagna circostante è un vero piacere, se ci si ferma ad odorare le orchidee e si ascolta il fruscio dei giunchi nella brezza. Le stagioni più indicate, per apprezzare la meraviglia della natura, sono la primavera e l’autunno, ma anche l’estate si mantiene piacevole, senza appesantirsi di un’afa eccessiva: le temperature medie di agosto, il mese più caldo, vanno da una minima di 18°C a una massima di 29°C, mentre in gennaio, il mese più freddo, si passa da -1°C a 4°C. Le precipitazioni, scarse nei periodi più caldi, si concentrano tra ottobre e novembre, quando cadono in media 81-91 mm di pioggia mensili.

Secondo la leggenda, questo scenario idillico sarebbe stato attraversato dall’esercito di Annibale: il nome del paese deriverebbe da “Bardus” o “Barrio”, come Annibale aveva battezzato l’ultimo dei suoi elefanti, perito qui durante la marcia verso Roma. In realtà il nome Bardi si rifà alla nobiltà longobarda, che si stabilì qui intorno al 600 d.C. Il borgo vanta tuttora un patrimonio storico appassionante, carico di testimonianze, leggende e tradizioni, ancora vive nella memoria degli abitanti e tangibili in ogni pietra, in ogni sasso e angolo del paese. Tra gli esponenti più valorosi di un passato così ricco c’è il Castello di Bardi, in ottimo stato di conservazione, che può essere visitato da chiunque lo desideri ed è anche teatro di numerose manifestazioni, eventi cultuali e giornate a tema: le rievocazioni storiche, ambientate tra le mura possenti del maniero, hanno il magico potere di riportarci indietro nei secoli, facendoci assaporare un po’ di medioevo.

Edificata alla fine del IX secolo, la fortezza aveva il compito di difendere la popolazione locale dalle incursioni ungare, ma nel tempo si ingrandì e rafforzò le sue strutture militari. Nel XVI secolo, quando la famiglia Landi venne privata delle sue residenze piacentine, il castello fu scelto come palazzo signorile. Del maniero, conosciuto anche come Castello Landi, colpisce soprattutto la Sala delle Torture, un ambiente sinistro e inquietante che rende bene l’idea di un tempo crudo, in cui la barbarie si combatteva con la violenza. Aldilà degli strumenti di tortura, però, vale la pena di esplorare tutto il castello: le stalle, la ghiacciaia, il cortile d’onore e la piazza d’armi, l’ala nobile, le cucine e gli alloggi sapranno incantarvi con gli arredi di un tempo.
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Con un unico biglietto d’ingresso è possibili visitare il castello, il Museo della Civiltà Valligiana e il Museo del Bracconaggio, che spesso ospitano esposizioni temporanee di vario tipo. Il Museo della Civiltà Valligiana, in particolare, è collocato nella parte sud dell’edificio, in ambienti eleganti che un tempo ospitavano i cortigiani, con volte a padiglione e cornici decorative in stucco. Ma l’antico maniero non è l’unico gioiello di Bardi: da vedere anche numerose chiese, tra cui la nuova parrocchiale di Santa Maria Addolorata. Eretta nel 1934 in stile ravennate, la chiesa custodisce un pregiato dipinto del Parmigianino risalente al 1520, che raffigura Lo Sposalizio Mistico di Santa Caterina. Dello scultore Berni, invece, è la statua lignea di Maria Addolorata del 1649, posizionata sull’altare centrale.

Altre chiese interessanti sono la vecchia parrocchiale cinquecentesca, dedicata a San Giovanni Battista; l’oratorio di Santa Maria delle Grazie, realizzato nella seconda metà del XIII secolo e restaurato più volte, custode di importanti dipinti; il convento di San Francesco con annessa la chiesa del Seicento; infine la chiesa di San Siro, in stile romanico, realizzata probabilmente tra il XII e il XIII secolo. Così come le chiese, disseminate numerose nel territorio comunale, anche le manifestazioni sono espressione della devozione popolare. Tra gli eventi di origine religiosa più noti ci sono la festa della Madonna di Loreto di fine giugno, la festa della Madonna Assunta il 15 di agosto e la festa di San Rocco del 16 agosto.

Ma le feste più attese sono forse le più appetitose, quelle all’insegna della buona tavola. Le belle montagne della zona parmense, folte di boschi e tappezzate di pascoli, regalano prodotti naturali prelibati, che hanno dato vita nel tempo a una tradizione culinaria irresistibile. Funghi, tartufi, salumi e formaggi freschi sono solo alcune delle specialità locali, affiancate dai piatti a base di maiale nero e cinghiale. In maggio, per celebrare simili ghiottonerie, si svolge a Bardi e dintorni la “fiaba gastronomica”, a cui partecipano i migliori ristoranti e agriturismi della zona, inventando preparazioni ad hoc a base dei prodotti più rappresentativi.

Per raggiungere Bardi ci sono diverse possibilità. Se viaggiate in auto dovete percorrere l’autostrada A15, uscire a Fornovo e proseguire sulla provinciale per Varsi-Bardi, oppure dovete prendere la SS62 da Parma fino a Fornovo e continuare sempre sulla provinciale per Varsi. Se preferite il treno potete scendere alla vicina stazione di Borgotaro e Fornovo: da Fornovo ci sono gli autobus di linea diretti a Bardi. L’aeroporto più vicino è quello di Parma, a circa 65 km.
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