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Il Castello di Bardi, visita alla fortezza del Ducato di Parma

Posto su di uno sperone di roccia rossa, il Castello di Bardi offre il suo fascino medievale: la visita include i suoi musei all'interno con reperti archeologici e esemplari di fauna locale.

Lo spirito di un cavaliere in armatura. Ogni castello che si rispetti è abitato da un fantasma e anche la fortezza di Bardi, in provincia di Parma (Emilia Romagna), non è certo da meno. E’ il 1995 quando due giornalisti (Daniele Kalousi e Gianni Santi) fotografano un’ombra che si materializza dietro uno dei due all’interno dell’antica dimora. Qualche anno più tardi, utilizzando delle apparecchiature sofisticate che rilevano anche le variazioni di temperatura, tecnici di laboratorio, due medium e un biologo effettuano alcuni rilevamenti: proprio in quell’occasione, un cavaliere vestito di armatura (risalente, sembrerebbe, al XV° secolo) si manifesta.

E se ciò non fosse ancora sufficiente per incuriosirvi a visitare tale testimonianza di architettura militare situata a 60 km da Parma, ricordatevi che questo luogo è stato anche lo scenario della triste vicenda amorosa fra Soleste e Moroello: intrepido comandante delle truppe lui e figlia del castellano lei. Promessa in sposa a un altro uomo, seppur innamorata di Moroello, la nobildonna si gettò nel vuoto credendo morto il suo amato in uno scontro sui campi di battaglia. Anch’egli, alla fine, compirà l’estremo gesto. Il fantasma che si aggira fra le mura della fortezza, armato e accompagnato da una melodia melanconica, potrebbe essere proprio quello del valoroso condottiero.

Arroccata su uno sperone di diaspro rosso, di questa fortezza si hanno notizie in uno scritto dell’898, quando viene acquistata dal vescovo Everardo di Piacenza per adibirla a rifugio contro le scorrerie degli ungari. Divenuto di proprietà della famiglia Landi nel 1257, il castello si trasforma nell’arco di 4 secoli in una vera e propria residenza lussuosa. Ceduta poi all’amministrazione comunale che la dedica a sede degli uffici pubblici sino agli anni ’80 (prima il maniero era stato utilizzato come carcere militare), questa struttura è stata sottoposta negli ultimi decenni a una serie di interventi di restauro che l’hanno riportata all’antico splendore aprendola al pubblico.

Chi si reca in visita al castello può passeggiare sui camminamenti di ronda, scendere nelle prigioni e nelle sale destinate alle torture o ancora attraversare la piazza d’armi; dal 2014 si può inoltre vedere il bastione di artiglieria che venne fatto innalzare nel corso del XV° secolo da Manfredo Landi detto “Il Magnifico”. Di grande pregio sono inoltre la Cappella dei Principi con il pavimento a mosaico che ritrae le insegne di Federico Landi, le Sale dei Principi con i soffitti a cassettoni e le decorazioni monocrome (opera di Girolamo Baroni), le Cucine, la Torre dell’Orologio e alcune tele di Botticelli e del Parmigianino.

La fortezza accoglie al suo interno un interessante e variegato percorso museale a cominciare da quello archeologico che espone reperti che risalgono all’età del bronzo (1600-1200 a.C.). Si può poi procedere con il Museo della Civiltà Valligiana nell’ala sud del palazzo (i locali un tempo adibiti agli alloggi per i cortigiani): in sette ambienti differenti si possono ammirare spaccati di vita quotidiana con attrezzi da lavoro e per la manutenzione dell’abitazione, altri di artigianato relative alle figure di sarti, falegnami e ciabattini sino ai maniscalchi e agli scalpellini. Nella parte a ovest si trovano invece oggetti del mondo domestico.

Affacciato sul cortile del pozzo, l’antico granaio della fortezza accoglie invece il Museo della Fauna e del Bracconaggio suddiviso in quattro sale: qui sono esposti avori, zanne di elefante, conchiglie e pelli provenienti da sequestri effettuati dal Corpo Forestale dello Stato.

I locali del castello ospitano inoltre due mostre: “Arte e mestieri dell’Est Europeo” con 60 dipinti e opere plastiche della collezione Ferrarini-Nicoli e “Un saluto d’epoca: vecchie cartoline della Valceno” che espone un centinaio d’immagini raffiguranti Bardi, le frazioni e il castello nel periodo a cavallo fra 800 e 900.

Informazioni utili, prezzi, orari per visitare il castello

Tariffe d’ingresso: adulti 6€; bambini sino a 14 anni 3,5€; scolaresche 3,5€ a bambino. Convenzioni e agevolazioni: per i possessori di Card del circuito “I Castelli del Ducato” sconto di 1€ sulla tariffa d’ingresso. Visita guidata per gruppi: da 1 a 20 persone biglietto d’ingresso e quota fissa di 30€ per il servizio guida; oltre 20 persone biglietto d’ingresso e quota fissa di 50€.

Per raggiungere il castello: uscita Fornovo Taro e Borgo Val di Taro a seconda della provenienza e poi indicazioni per Bardi; sul navigatore si consiglia di impostare l’arrivo in Piazza Martiri d’Ungheria e di non abbandonare mai la strada provinciale sino all’arrivo nel centro abitato. Parcheggi disponibili: Piazza Martiri d’Ungheria, Via Predella, Via Papa Giovanni XXIII°, Via Devota Antoniazzi e area ex Campo Sportivo.

Orari di apertura: gennaio, febbraio e dicembre su prenotazione; marzo, sabato e festivi dalle 10 alle 18; aprile e maggio, sabato e festivi 10-19 e feriali 14-17; giugno, sabato e festivi dalle 10 alle 19 e feriali dalle 14 alle 19; luglio, tutti i giorni dalle 10 alle 19; agosto, feriali dalle 10 alle 19 e festivi dalle 10 alle 20; settembre, sabato e festivi 10-19 e feriali 14-19; ottobre, sabato e festivi 10-18 e venerdì 14-17; novembre, sabato e festivi dalle 10 alle 17.

Struttura pet-friendly: ingresso consentito a tutti gli amici a quattro zampe tenuti al guinzaglio (una ciotola d’acqua è disponibile all’ingresso del castello).

Sito ufficiale: www.castellodibardi.info

 Pubblicato da il 20/12/2018 - 690 letture - ® Riproduzione vietata