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San Giovanni in Marignano (Emilia-Romagna): visita alla cittadina del riminese

San Giovanni in Marignano, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Posto tra mare e collina, San Giovanni in Marignano ha trovato da tempo un geografico equilibrio in quella parte di Emilia-Romagna che dialoga con la Valle del Conca e al contempo con le tante spiagge che costellano Rimini e dintorni. Cittadina di 9.300 abitanti circa, era storicamente uno dei borghi favoriti dai Malatesta per il suo collocarsi in un territorio estremamente fertile: ancora oggi questa caratteristica dell’hinterland fa presa sugli agricoltori che alacremente lavorano e producono colture di ottima qualità.

Storia

Già in epoca tardo-romana, San Giovanni in Marignano (nome che si fa derivare dalla Chiesa di San Giovanni Battista in Castelvecchio – la prima a sorgere in paese nel XII secolo – e da Marignano, fu fundus rusticus Marignani) tornava costantemente alla memoria per essere un fecondo fondo agrario, che successivamente verrà soprannominato “granaio dei Malatesta”. Sotto la potente signoria guidata nel Quattrocento da Sigismondo Pandolfo Malatesta, il borgo beneficiò di una propria cinta muraria a scopo difensivo concepita con la consulenza del grande Filippo Brunelleschi e dotata di sei torrioni, due torri portaie e ponte levatoio. Ma perché tutto questo clamore per un semplice paese di pianura? Lo abbiamo detto poc’anzi: i Malatesta tenevano alla loro principale risorsa economica, il deposito di grano, distribuito in oltre 200 fosse ipogee che si ridussero poi a 128 nel corso dell’Ottocento.

Il ‘500 è il secolo delle dispute di potere fra gli stessi Malatesta, la Repubblica di Venezia e lo Stato della Chiesa, al quale San Giovanni in Marignano soggiacque fino all’Unità d’Italia. Per la cronaca, qualche tempo prima, precisamente nel 1859, il borgo rese onore alla visita di Giuseppe Garibaldi, strenuo combattente nella causa italiana. Dopo i patimenti delle due guerre mondiali e un lungo periodo di ricostruzione certosina, la popolazione di San Giovanni pervenne a una stabilità economico-sociale preliminare allo sviluppo di molteplici settori, dall’industria all’artigianato, dall’evoluzione agricola al turismo oggi molto sviluppato in virtù di almeno tre aspetti importanti: la località è entrata meritatamente nel novero de I borghi più belli d’Italia; ha conservato il felice ed eloquente soprannome di “granaio dei Malatesta”; si trova sulla Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini.

Cosa vedere a San Giovanni in Marignano

Visitare San Giovanni in Marignano significa immergersi in un piacevole mondo rurale poco avvezzo ai grandi palcoscenici ma comunque sedotto positivamente dal progresso. Il discorso è ben vivo nel contesto urbano perché l’assetto del borgo è rimasto essenziale, con la Via di Mezzo che fa da direttrice rivestendo un po’ il ruolo di decumano da cui si diramano stradine secondarie pronte a rivelare, se percorse, un impianto ancora in parte delimitato da mura e torri. La densa trama di caseggiati di rustica fattura – esemplare Palazzo Corbucci, vestigia malatestiana da vedere non tanto per gli ambienti ormai spogli di qualunque arredo e mobilio, quanto per i soffitti affrescati da Antonio Mosconi con paesaggi floreali e animali, soggetti degni di uno sguardo alzato - incontrano l’opulenza delle tante chiese dislocate, in primis la duecentesca Chiesa di San Pietro, un edificio più volte ristrutturato e implementato con nuovi elementi quali il campanile, infine ricostruito mantenendo fede al primigenio aspetto.

Nel corso dei lavori ecco emergere un altare antico opportunamente preservato e conseguentemente elevato ad altare maggiore per le sue meraviglie artistiche e le decorazioni, il ciborio in stile romanico scolpito da Domenico Toschini, l’ancona in stucco di Pietro Martinetti e il Miracolo di San Pietro dipinto da Salvatore Monicillo. La Chiesa di Santa Lucia, extra moenia, è un completo rifacimento del Settecento ma conserva dell’antenata l’immagine della Madonna col Bambino, probabilmente una copia di un affresco molto più vecchio. Pregevole l’organo settecentesco dei fratelli Domenico e Francesco da Verucchio.

Lungo la strada che conduce a Urbino si situa la Chiesa di Santa Maria in Pietrafitta, inserita nel contesto scenico di un’altura che pare un’acropoli sacra. L’ambiente ecclesiale custodisce un pezzo artistico di eccezione, la pala che raffigura l’Assunzione della Vergine, anch’essa settecentesca. Madonna del Monte si avvicina molto alla fisionomia di un antico tempio, colpiscono infatti i pilastri e le arcate che li congiungono, così come l’estremo minimalismo costruttivo alla base della sua sussistenza.

Il Teatro Comunale Massari è un’opera architettonica affine a quanti sanno apprezzare la messa in scena teatrale e la lirica, mentre chi intende esplorare il folclore e le leggende locali deve recarsi a vedere la Bottega di Artemisia. Questo nome rievoca negli autoctoni la parabola ovviamente mitica di una maga buona propensa ai riti in favore degli innamorati. Qui trovò sede lo studio del famoso pittore Mario Magnanelli, tendente a ritrarre paesaggi innevati, colorati e una corpulenta modella, la Pinoni, umile venditrice di castagne e noccioline amante del trucco e dei vestiti sgargianti, variopinti, insomma un soggetto ideale per i quadri di un artista. Se volete inoltre sapere come era fatta la “maga buona”, potete ammirare un olio ovale che ne riporta le fattezze, anch’esso presente nello studio di Magnanelli.

Eventi, sagre e manifestazioni

Artemisia ha indotto in qualche modo la popolazione a riprendere il mito stregonesco rendendolo protagonista di un evento molto atteso, la Notte delle Streghe che si svolge ogni anno nel mese di giugno e fa rivivere le vetuste suggestioni del passato. L’Antica Fiera di Santa Lucia è millenaria, è di scena nel mese di dicembre e celebra la Santa Patrona in accordo con il rispetto per le tradizioni contadine e la valorizzazione dei principali prodotti della terra, olio, vino e grano. Il Capodanno del Vino mette insieme tante belle consuetudini ed è anch’essa festa attesa articolata in eventi quali la gara della pigiatura, la rustida di pesce e naturalmente la degustazione del nettare di Bacco targato rigorosamente Emilia-Romagna.

Ha luogo a settembre. Bacco incontra Venere è invece la degustazione a tinte rosa che si svolge tra aprile e maggio riguardando esclusivamente donne. Di più vasto respiro e a più alta frequenza è il mercatino dell’antiquariato disposto per le vie del borgo, sempre pieno ogni quarta domenica del mese, dunque un appuntamento fisso noto come Il Vecchio e l’Antico. A febbraio è tempo di Carnevale e i carri allegorici sono prontamente investiti di una bellezza e un’originalità che tengono fede alle aspettative degli avventori.

Il paesaggio che circonda San Giovanni è apprezzabile specialmente nelle occasioni di festa che tempestano il calendario annuale, ergo molti turisti si dilettano nel girovagare per le colline a piedi o in mountain bike, altri invece preferiscono dar sfogo alle proprie passioni, e in tal caso si sappia che il borgo annovera fra le strutture moderne il Centro Ippico Riviera Horses e il Riviera Golf Resort, hotel quattro stelle compreso di tutto, piscina e campo da golf inclusi.

Come arrivare

Da Rimini basta percorrere in auto la SS 16/Via Flaminia che attraversa Riccione, Misano Adriatico e Cattolica in direzione di San Giovanni in Marignano; sono disponibili nelle vicinanze due stazioni ferroviarie, ovvero quella di Cattolica – San Giovanni – Gabicce e la stazione di Misano Adriatico, distanti non più di 6 km dal paese; collegamenti garantiti dalle autolinee AM Rimini e Satam; l’aeroporto di Rimini dista solo 15 km dalla località.

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