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Montalcino (Toscana), week end tra agriturismi e ristoranti della Val d'Orcia

Montalcino, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Passeggiando per le vie acciottolate del borgo, inebriati dall’aria pura della campagna toscana, ci si trova improvvisamente di fronte a uno scorcio panoramico inaspettato, dominato dal verde brillante: dalla postazione sopraelevata di Montalcino si scorge la sagoma imponente del Monte Amiata, e si possono far scivolare gli occhi sugli spazi incontaminati della Val d’Orcia. Quando il sole indugia sulle colline si accendono mille bagliori succosi: sono gli acini d’uva preziosi con cui si produrrà il delizioso Brunello di Montalcino.

Con poco più di 5 mila abitanti e un’atmosfera pacifica che sa di antico, Montalcino è uno dei paesi più pittoreschi della provincia di Grosseto, ed è sufficiente il suo nome per evocare immagini idilliche e campestri. Secondo alcuni studiosi il toponimo deriverebbe da “lucus” ovvero “piccolo bosco”, mentre qualcuno lo fa risalire ai termini “mons”, monte, e “ilex”, leccio. Certo è che questo ridente borgo di Toscana fu abitato sin dall’epoca etrusca, e da quel momento non fece che arricchirsi di meravigliose testimonianze storiche, artistiche e architettoniche.

A cingere il vecchio centro del paese ci sono le antiche mura, erette nel XIII secolo per scopi difensivi, e il cuore del borgo è dominato dalla fortezza del 1361, posizionata nel punto più elevato di Montalcino. Progettata dai senesi Mino Foresi e Domenico di Feo, la fortezza ha un’originale pianta pentagonale e ingloba alcune strutture preesistenti, tra cui il mastio di Santo Martini, la torre di San Giovanni e un’antica basilica, oggi adibita a cappella.

Adiacenti al maniero si possono visitare la chiesa romanica di Sant’Agostino, eretta nel Duecento, e un ex convento oggi adibito a Museo Civico e Diocesano. Tra le opere della raccolta meritano un accenno uno splendido crocifisso ligneo di artista ignoto senese, due sculture in legno del Quattrocento e alcune statue di terracotta probabilmente della scuola dei Della Robbia. I pezzi più celebri sono però i dipinti di San Pietro e Paolo di Ambrogio Lorenzetti e la Madonna col Bambino di Simone Martini.

L’edificio di culto più bello di Montalcino è il duomo di San Salvatore, fondato nel XIV secolo ma modificato nel corso dei secoli e oggi di aspetto tipicamente neoclassico, grazie alla ristrutturazione avvenuta all’inizio dell’Ottocento sotto la direzione del senese Agostino Fantastici. A colpire i visitatori è soprattutto il pronao a sei colonne, con gli eleganti capitelli in stile ionico e una raffinata trabeazione, e per accedere nella chiesa ci sono tre portali, ciascuno corrispondente a una navata. Il campanile risale al XVIII secolo, e per la sua realizzazione vennero recuperati i materiali usati per la Pieve romanica di San Pietro in Asso.

Un ultimo scorcio di Montalcino da non perdere è quello della Piazza del Popolo, piazza principale del borgo, su cui si affaccia il palazzo del Comune detto anche Palazzo dei Priori, eretto tra la fine del Duecento e l’inizio del Trecento, decorato dagli stemmi araldici dei diversi potestà che detennero il potere cittadino nei secoli. Dal palazzo si innalza un’elevata torre medievale, e adiacente all’edificio c’è una struttura porticata chiamata “la Loggia”, realizzata tra il XIV e il XV secolo.

Sono questi gli scenari in cui si svolge la vita di Montalcino, tranquilla e allo stesso tempo vivacizzata da alcuni eventi culturali imperdibili. Tra le manifestazioni tradizionali più rinomate c’è la Sagra del Tordo di ottobre, con un corteo storico, il caratteristico ballo del Trescone, e la sfida di tiro con l’arco tra i quartieri cittadini. L’appuntamento più goloso si svolge invece in settembre: è la Settimana del Miele, che porta all’interno della fortezza una mostra-mercato a tema, tutta dedicata alle delizie frutto dell’apicoltura locale. Anche l’estate regala momenti indimenticabili, specialmente durante il Festival Internazionale di Montalcino, che si svolge in concomitanza con il Festival della Val d’Orcia e prevede una ricchissima rassegna di spettacoli, concerti e momenti culturali. Spostandosi nel vicino borgo di Camigliano vale la pena di partecipare alla Sagra del Galletto, che si tiene la prima domenica di ottobre ed è un’ottima occasione per gustare le specialità della zona, accompagnate da buona musica e da tanta allegria.

Per arrivare a Montalcino si possono valutare diverse possibilità e mezzi di trasporto. Chi viaggia in auto e viene da nord deve prendere l’autostrada del Sole A1 verso Roma, uscire a Firenze Certosa, prendere la superstrada Firenze-Siena e uscire a Siena Sud; quindi si prende la SS2 Cassia in direzione Roma e si imbocca la SP45 seguendo le indicazioni fino alla meta. Chi viene da sud, dall’Autostrada del Sole A1 dovrà procedere in direzione Firenze, uscire a Chiusi Chianciano Terme, imboccare la SS146 e infine la SS2 Cassia fino a Montalcino. Per chi sceglie il treno la stazione ferroviaria più vicina è quella di Buonconvento, altrimenti si può scendere a Siena, e in entrambi i casi si può raggiungere la meta con gli autobus delle linee TRAIN. Gli aeroporti più vicini sono quello di Firenze a 120 km, quello di Pisa a 150 km e quello di Roma Fiumicino a 210 km.

Giunti a destinazione si assapora da subito un clima temperato piacevole, caratterizzato da temperature medie miti e tante giornate di sole. In gennaio, il mese più freddo, si va da una temperatura minima media di 2°C a una massima di 9°C, mentre in luglio si passa dai 17°C ai 30°C. Le precipitazioni, scarse in estate, si concentrano in primavera e in autunno, quando piove in media per 9 giorni al mese.

Cortesia foto: Turismo Montalcino
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