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Asciano (Toscana): le Crete Senesi e la visita al borgo

Asciano, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Nel cuore della Toscana le cui fibre corrispondono alle caratteristiche crete senesi spunta Asciano, la gemma che si fa riconoscere per il rustico (dis)ordine del proprio centro storico, per le chiese e i musei che ne affollano l’abitato ma con assoluta discrezione e disciplina votate alla bellezza più piena.

Storia ed origine del nome

La storia del borgo è legata a stretto filo (secondo la leggenda) con quella di uno dei nipoti di Romolo, Aschio, il quale avrebbe fondato il paese etimologicamente correlato al suo nome. È tuttavia molto più veritiera l’appartenenza del luogo alla cultura etrusca, tale per cui Asciano deriverebbe non da Aschio bensì da Axia, nome della famiglia che ne caldeggiò la fondazione. La nascita del borgo si deve dunque a un’equilibrata commistione di mito e veritas storica. L’appellativo di Paese del Garbo se lo è guadagnato successivamente alla sanguinosa battaglia di Montaperti, combattuta nel 1260 per rivendicare e tenere alta la fedeltà alla città di Siena.

All’epoca di transizione fra l’epopea etrusca e quella romana risale la villa patrizia in cima al vallone della Lama, il cui splendido mosaico a tessere musive policrome di fatto testimonia la nascita del villaggio, destinato a diventare uno strategico fulcro economico e commerciale. L’acquisito e crescente prestigio fruttarono agli abitanti del paese croci e delizie, gioie e dolori, sicché il Medioevo pose Asciano in balia degli eventi e delle intricate trame politiche finalizzate all’aggiudicazione di un saldo epicentro di potere. La cittadina arrivò all’annessione al Regno d’Italia certamente provata ma al contempo paga del proprio soddisfacente sviluppo ancorato alla gratificante nomea di Siena, di cui segue ancora oggi le sorti.

Cosa vedere ad Asciano

Nel territorio dove biancane e calanchi disegnano un paesaggio voluttuoso e mirabile, Asciano ha adagiato un corredo architettonico fatto di eleganti palazzi, sinuosi edifici sacri e vestigia antiche, il tutto nobilitato dal sapore del passato e dal profumo del tempo vetusto di cui si fa messaggero il sistema di mura che difendeva il centro storico, racchiudendolo oggi e preservandolo ancora nonostante l’incedere dei secoli.

Arrivando da lontano, subito si scorge maestosa la Torre della Mencia, eretta in era medievale ma rivalutata strutturalmente nel corso del Cinquecento così da raggiungere i 25 metri di altezza. Laterizio e pietra di Rapolano ne costituiscono l’ossatura, la cella ospita la campana sonante e gli orologi rappresentano l’ultimo incisivo implemento in tardo Ottocento.

Tra le costruzioni civili si fanno notare tantissimi esempi di estetica a tratti persin geniali e avveniristici, Palazzo del Podestà e Palazzo Cacciaconti, Palazzo Fabbri e Palazzo Tolomei, includendo naturalmente il famoso Ponte del Garbo, ricostruito nel 1948 mantenendo tuttavia il primigenio impianto: la sua originalità risiede nel fatto che si tratta dell’unico ponte presente sul fiume Ombrone in grado di garantire l’accesso al paese. Tra le numerosissime ville, alcune peraltro visitabili nell’ambito di una tranquilla passeggiata tra vicoli e sentieri esterni alle mura, citiamo la Villa di Montalceto con le vicinissime terme omonime e la Villa di Montemori.

Monte Oliveto Maggiore

Da queste parti si fece non poco sentire l’influenza religiosa dell’ordine dei Benedettini, in particolare della Congregazione di Santa Maria di Monte Oliveto fondata da Bernardo Tolomei a inizio ‘300. Ne conseguì l’erezione della stupenda e monumentale Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, introdotta da un palazzo in mattoni rossi cui si accede da uno scenografico ponte levatoio che ricorda gli antichi manieri d’estrazione medievale.

La magnifica torre quadrangolare che si avvista già da lunga distanza è in sostanza la mano protesa al cielo del plesso monasteriale il cui cuore si manifesta nel Chiostro Grande dai quattro lati porticati e riccamente affrescati con le Storie di San Benedetto dipinte da Luca Signorelli e Antonio Bazzi, un fulgido esempio di pittura rinascimentale. L’edificio ecclesiastico si organizza in un’unica spettacolare navata a croce latina le cui opere di pregio sono dei capolavori senza tempo: si ammirino in tutta la loro beltà il raggiante coro intarsiato e intagliato da Giovanni da Verona, il fine leggio e l’Assunta realizzata da Jacopo Ligozzi, autore peraltro della Natività di Maria.

La Cappella del Sacramento custodisce un pregevole Crocifisso in legno policromo. Dalla chiesa si prosegue esplorando altri appaganti ambienti, il Chiostro di Mezzo attorniato di archi a tutto sesto (e tempestato di affreschi quali la Madonna col Bambino e Angeli e l’Annunciazione), il Refettorio con l’Ultima Cena di Lino Dinetto, la Biblioteca con i suoi 40.000 volumi, la Farmacia e infine il Definitorio, sede del Museo di Arte Sacra esponente fra gli altri una Madonna col Bambino e Santi di Matteo Ripanda, il San Bernardino di Neroccio di Bartolomeo e San Sebastiano e la Madonna col Bambino di Vincenzo Tamagni.

L’elenco di luoghi sacri si arricchisce annoverando poi la Cappella di San Sebastiano presso il borgo di Camparboli, l’Abbadia di Rofeno, la Chiesa di San Bernardino (fu sede del Museo Etrusco), posta nel centro del paese, l’isolata Pieve di San Vito e, ancora, la Pieve di Sant’Ippolito. Da visitare il Museo Cassioli con la collezione di disegni e dipinti realizzati da Giuseppe e Amos Cassioli. Ancor più grande e prestigioso risulta il Museo civico di Palazzo Corboli, in cui si fa mostrare l’elegante pala raffigurante la Natività della Vergine, un pezzo davvero unico artisticamente parlando.

Eventi, sagre e Manifestazioni

Una delle manifestazioni più caratteristiche di Asciano a livello folcloristico è il Palio dei Ciuchi, che la seconda domenica di settembre vede affrontarsi le sette contrade del borgo, ognuna rappresentata da un asino impiegato nella corsa al posto del tradizionale cavallo che si può vedere nel Palio di Siena. Legato al luogo e ai sapori autoctoni è la Festa dei Sapori delle Crete Senesi, che ben si abbina al Mercatino delle Crete. L’attesa Sagra del Carciofo, altresì denominata Festa della Dicioccatura, si tiene in frazione Chiusure e porta in trionfo uno dei prodotti più apprezzati dell’agricoltura locale.

Un’informazione conclusiva per il turista in visita: a poco più di 9 km da Asciano si trova Rapolano Terme, un famoso centro termale con annessi hotel e area benessere. Se vi viene fame, ricordatevi che siete in Toscana, la terra degli agriturismi e dei ristoranti, delle locande e delle trattorie, insomma del sommo gusto.

Come arrivare

Dall’Autostrada del Sole A1 bisogna uscire a Valdichiana, prendere la superstrada in direzione di Siena e, dopo ca. 20 km, uscire ad Asciano; il borgo dispone di una propria stazione ferroviaria; l’aeroporto di Pisa dista 110 km dalla località.

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