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Le foto di cosa vedere e visitare a Maniago

Maniago (Friuli): storia ed attrazioni della cittą dei coltelli

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Ai piedi delle Prealpi Carniche, fra Valcellina e Val Colvera, a un’ora di distanza dal mare, sorge Maniago. Data la particolarità della sua posizione questo comune può godere di una flora e di una fauna eccezionali. Fra i boschi di querce, castagni, aceri, acacie e faggi è venuta formandosi la bellissima area naturale protetta dei Magredi. Qui Cellina e Meduna si immergono nella falda acquifera e lasciano un paesaggio arido, pieno di sassi.

In questo territorio così particolare e vario un’infinità di tempo addietro celti, romani e longobardi hanno espanso i loro domini. Tracce degli antichi abitanti rimangono ancora visibili per le strade del borgo e soprattutto spiccano i ricordi della lunga dominazione veneziana.

Per questo motivo visitare Maniago è un’esperienza unica: natura, arte e storia sono preziosamente custodite fra i confini di questa sorprendente cittadina.

Il Duomo di San Mauro Martire rappresenta ad esempio uno dei più antichi modelli di architettura religiosa tardo gotica in Italia. La facciata a capanna colpisce per la sua semplicità e la bellezza del rosone centrale, mentre l’interno è caratterizzato da un’unica navata a capriate lignee e le sette piccole cappelle sono impreziosite da eleganti affreschi opera di Pomponio Amalteo. Insieme a questi, pregiati quadri del ‘600-’700 impreziosiscono la chiesa, costruita nel 1488.
Il campanile è stato eretto poco dopo ma ha subito continue modifiche nel corso degli anni. In particolare nel 1745 viene aggiunto un primo grande orologio.

In questo stesso periodo veniva costruita anche la chiesa neoclassica dell’Immacolata Concezione che si trova in Piazza Italia. Nella stessa piazza si trovano anche la Loggia, ovvero il monumento ai Caduti di Tutte le Guerre e il settecentesco Palazzo d’Attimis-Maniago, con le sue scuderie e i granai e sulla cui facciata si può ammirare l’affresco di Amalteo che celebra l’antica casata mentre sul retro si apre un ordinato giardino all’italiana con un parco all’inglese di ben 7 ettari.

Questa piazza è il fulcro del paese, spaziosa e semplice, con la fontana ottocentesca, è il punto d’incontro delle vie principali che portano, ad esempio, alla seicentesca Chiesa di San Carlo, nei pressi del Castello, col suo antico altare ligneo e nelle cui vicinanze si trovano anche la Chiesa della Santissima Trinità, pertinenza della residenza dei conti di Maniago e Villa di Conti, costruita ai piedi del Monte Jouf, all’interno dell’originaria cinta muraria.

La scoperta del territorio maniaghese può continuare con una visita all’ex filanda, sul torrente Colvera, e perfetto esempio di archologia industriale pordenonese, oggi restaurata e trasformata in biblioteca pubblica e con una sosta in ciascuno degli edifici sacri, quali la Chiesa di Sant’Antonio Abate, dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia, la Chiese di San Vigilio, di San Floriano, di San Francesco, dei Santi Daniele e Antonio da Padova e di San Lorenzo in Monte.
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Infine, chi dovesse fermarsi a Maniago per più di una giornata potrebbe approfittare di uno degli spettacoli teatrali in programma per scoprire l’elegantissimo Teatro Verdi. La storia di questo teatro è abbastanza singolare, l’edificio in cui si trova era infatti un setificio, ristrutturato nel novecento e impreziosito con elementi in stile Liberty.

Come accennato, a Maniago si trova un Castello. O meglio, vi si trovava. Restano infatti oggi solo i suoi ruderi, che impreziosiscono il paesaggio maniaghese. Il castello fu eretto nell’XI secolo e accolse fra le sue mura la nobiltà locale, fino a che nel 1551 un forte terremoto non obbligò i suoi abitanti a trasferirsi altrove. Insieme ai resti del corpo centrale si vedono quelli delle mura e della Torre della Porta e di Porta Castri, mentre l’unico elemento ancora perfettamente conservato è la cappella di San Giacomo.

Visitando Maniago è importante ricordarsi della particolarità del territorio in cui ci si trova e per questo motivo è bene dedicarsi alla scoperta dell’area naturale protetta dei Magredi, e cioè “della terra magra”. Qui, dove la roccia è l’elemento protagonista, crescono una quantità infinita di piante e vivono numerosissimi animali e una grande numero di uccelli.

Ma ciò che rende davvero esclusivo del comune di Maniago è la passione per l’arte fabbrile. Sono tantissime le coltellerie che negli anni hanno alimentato l’economia maniaghese, dal medioevo ai giorni nostri e per questo motivo al coltello e alle lame è dedicato il Museo dell’arte fabbrile e delle coltellerie e questo importante strumento viene celebrato anche con una grande festa, la festa del Coltello, appunto. Oltre a quest’insolita ricorrenza a Maniago si svolgono anche altre interessanti manifestazioni fra cui si segnalano la fiera cittadina di San Giacomo, il Giallo a Maniago, il Rally Città di Maniago, il Falò dell’Epifania e il Carnevale.

Come arrivare
La strada statale 251 della Val di Zoldo e Val Cellina permette di raggiungere Maniago da Pordenone o da Cadore mentre la Strada Statale 464 di Spilimbergo collega la parte settentrionale della provincia e l’udinese.
A Maniago si trova una stazione ferroviaria ma attualmente il servizio è sospeso, chi preferisce i trasporti pubblici può però ripiegare sugli autobus. Arrivando in treno in a Pordenone o Udine si può prendere uno dei bus che collegano le varie città.

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