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Le foto di cosa vedere e visitare a Soncino

Soncino, il castello sforzesco e gli eventi del borgo

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E’ dal 18 novembre 2004 – giorno dell’investitura da parte del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi – che il comune di Soncino si fregia a pieno merito del titolo di "città", raggruppando in una sola realtà amministrativa le frazioni di Gallignano (dove si dice avrebbe sostato brevemente Napoleone Bonaparte), Villacampagna e Isengo.

Non pago, nel luglio 2008 è entrato a far parte della prestigiosa lista de “I borghi più belli d’Italia” dando lustro all’hinterland di Cremona (35 km la distanza dal grande centro urbano), là dove 7.900 abitanti occupano una porzione di primo piano entro quella fetta di Lombardia immersa nella verdeggiante Pianura Padana, sulle rive del fiume Oglio.

Ci troviamo in un comprensorio naturale che, nel suo insieme, assoggetta il Parco Oglio Nord e due riserve naturali, cioè Bosco de l’Isola e Bosco di Barco, a cui si aggiunge petto in fuori il suggestivo Terrazzo Alluvionale dell’Oglio, foriero di un paesaggio indimenticabile una volta contemplato. A un paio di chilometri a nord del borgo ecco il Parco del Tinazzo, creato nell’800 dalla famiglia Cerioli per raccogliere piante secolari locali ed essenze provenienti dall’estero.

Storia di Soncino

La sua storia non è chiara eppure il primigenio nome, Castri Soncini, fu presumibilmente coniato intorno al 920 d.C. nonostante un vissuto ben più vetusto riconducibile ad anteriori insediamenti nell’epoca di transizione interessante Etruschi e Celti. E’ con le invasioni barbariche che Soncino ebbe realmente modo di avviare un proprio organico sviluppo successivo a un processo di fortificazione tale da ambire all’istituzione del “borgo franco”, una veste congeniale alla località per un decollo economico e demografico notevole, funzionale a un’espansione complessiva dal 1118 e a una militarizzazione massiccia nel XIII avendo come fulcro principale la vecchia rocca con tanto di cinta muraria e proiezioni rilevate nell’efficentazione di servizi primari, idrici e fognari essenziali per la popolazione crescente.

Nel 1313 Soncino venne infeudato ma al contempo non ne fu minata l’autonomia, nemmeno quando nel XV secolo subentrò ad amministrarla la Repubblica di Venezia. Al periodo visconteo seguì quello sforzesco, che coincise con un dirompente slancio economico e laquello che mi dic costruzione della nuova rocca, fondamentale per assicurare costante difesa a un punto nevralgico del territorio. La parabola trovò la sua curva discendente durante la dominazione di Carlo V di Spagna, per molti versi svilente e mortificante, causa di un decadimento proseguito con la smilitarizzazione operata dagli Austriaci nel XVIII secolo e con l’occupazione napoleonica poi, che di fatto sancì la fine dell’indipendenza di Soncino.

Visita al borgo e la Rocca di Soncino

La storia è storia e in qualche modo anche i grevi accadimenti hanno contribuito a rendere alla contemporaneità un comune complessivamente solido e coeso, che ha conservato un impianto medievale racchiuso dalla cinta muraria del XV secolo. Ne consegue il caldo consiglio di visitare Soncino, una cittadina tutta da vivere poiché ricca di testimonianze che ne raccontano l’evoluzione con entusiasmante fedeltà e dovizia di particolari alla portata di chi si avventura tra le maglie del narrato locale.

La Rocca, costruita per volontà degli Sforza nel 1473 su progetto di Bartolomeo Gadio, è coronata beatamente da quattro torri: la Torre del Capitano ospitava e ospita tuttora gli ambienti adibiti un tempo a cucina e camera da letto del capitano delle guardie; la torre cilindrica, evinta dal torrione della precedente cinta muraria, celerebbe la stanza del tesoro di cui da secoli si parla in una sorta di limbo fra verità e leggenda; le due torri gemelle dispongono di due grandi sale utilizzate per accogliere il Museo Archeologico e Storico (il Museo Aquaria è ubicato invece nella frazione di Gallignano, custode di quanto rimane dell’Età della pietra, del bronzo e del ferro, compreso un prezioso monetiere addotto a Celti e Romani), sintesi di reperti archeologici e cimeli appartenuti a ex militi delle due guerre mondiali. Di altra natura è il Museo della seta di Enzo Corbani che, internamente all’ex filanda Meroni, espone vecchi strumenti utilizzati nella lavorazione della seta e nell’allevamento de baco.
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La Rocca risulta l’elemento fondante dell’attuale borgo medievale, la cui bellezza è scandita con distinta passionalità da palazzi palesanti fregi in cotto che conferiscono un assetto urbano rimasto affezionato alla purezza dei vecchi stili, accentuati ed enfatizzati dalla presenza di monumentali vestigia come il campanile della Pieve di Santa Maria Assunta (la più antica chiesa forense della diocesi di Cremona, XII secolo), la Torre civica, la torre ottagonale della Chiesa di San Giacomo (XIV secolo) con il suo ciclo di otto statue in terracotta denominato “Compianto sul Cristo Morto” di Agostino de’Fondulis e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie (XV secolo) con gli affreschi di Giulio Campi al di fuori le mura, sottostante le quali si snoda un fitto percorso sotterraneo molto suggestivo e rivelante.

Inclusa nei circuiti di visita turistici, la Casa degli Stampatori ha tutti i tratti di una vecchia stamperia ebraica datata XV secolo, crogiuolo di eccezionalità sommamente esplicative che si traducono in caratteri differenti per stile e materiale di composizione, macchine da stampa manuali di fine ‘800, libri stampati originali, codici e copie fedeli, suggellati dalla riproduzione incredibile di un quattrocentesco torchio ligneo. Insomma, la storia evolutiva della stampa con relative metodologie è tutta concentrata qui e la si può approfondire con un filmato e una mostra didattica interattiva. Per inciso, è a Soncino che nel 1488 venne stampata la prima Bibbia completa in lingua ebraica.

Eventi e manifestazioni a Soncino

Un mondo di attrattive da vedere che si accompagna armoniosamente alle tante manifestazioni che alimentano il folclore soncinese, tra le quali si ricordano la Festa di Primavera la quarta domenica di maggio, la Rievocazione storica l’ultimo fine settimana di giugno, il Carnevale e l’attesissima Sagra delle Radici, in cui troneggia la cosiddetta Radice di Soncino, speciale prodotto della terra dal gusto amarognolo, coltivata soltanto in questa zona.

In passato c’è stato molto feeling fra Soncino e l’industria cinematografica, ammaliata dalla bellezza storica soncinese a tal punto da ambientarvi due celeberrime pellicole: Ladyhawke (Richard Donner, 1985) e Il mestiere delle armi (Ermanno Olmi, 2001) scelsero la rocca medievale, che in molte scene si può riconoscere chiaramente.

Come arrivare

In auto si possono percorrere da Cremona la SS 498, da Brescia la SS 235 e da Milano la SS 415; in treno sono attive le linee Milano-Cremona e Milano-Venezia; in autobus prevalenti le tratte Milano-Crema-Soncino, Lodi-Crema-Soncino, Bergamo-Soncino, Soresina-Cremona e infine Brescia-Orzinuovi-Soncino; l’aeroporto più vicino è l’Aeroporto Internazionale di Orio al Serio in prossimità di Bergamo.


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