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Morbegno (Lombardia), la storia della cittą della bassa Valtellina e i suoi dintorni

Morbegno, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Allo sbocco della Valle del Bitto si trova un mare di case che sembra sgorgare con forza dalle montagne e invadere l’intera vallata: è Morbegno, un piccola città lombarda della provincia di Sondrio.

Circondata dalle Alpi Retiche a nord e dalle Prealpi Bergamasche è attraversata nel suo cuore dal torrente Bitto, il quale termina il suo corso nell’Adda, fiume che a sua volta entra nella città dividendola in più frazioni.

Dalle origini incerte, Morbegno lascia una traccia certa nella storia nel 724, quando, con il nome di Mosergia, viene ceduta dal longobardo Liutprando alla basilica di San Carpoforo di Como. In questi secoli proliferano i monasteri e aumenta la presenza di famiglie ricche e aristocratiche presenti nel territorio ma nel corso del Duecento la popolazione inizia a concentrarsi principalmente sulle rive del torrente, e Morbinio, si afferma come punto di riferimento della bassa Valtellina.

Nel secolo successivo prende forma quello che oggi è considerato il centro storico della città e avviene la nomina a capoluogo del Terziere Inferiore della Valtellina. Nel corso del XV secolo la Repubblica di Venezia sembra vicina ad imporre il suo dominio fino a questa valle, minando la supremazia sforzesca di quegli anni. Tuttavia sono i francesi a costringere Ludovico il Moro alla resa e ad occupare per circa un decennio i suoi territori. Nel 1512 però i Grigioni provenienti dall’omonimo cantone svizzero si impadroniscono di Morbegno e vi costituiscono un proprio governo appartenente alla Repubblica delle Tre Leghe che sopravvive per circa un secolo, ovvero fino al 1620 quando i cattolici compiono la strage famosa con il nome di Sacro Macello, costringendo i riformati ad abbandonare il territorio del Terziere.

Sono gli anni delle vicende dei Promessi Sposi e agli elvetici si sostituiscono gli Spagnoli i quali cedono nuovamente i territori ai Grigioni solo nel 1639. In questi anni il paesaggio morbegnese si trasforma, accogliendo sulle sue colline e nelle sue vallate la vite, il gelso e il baco da seta. La Repubblica delle Tre Leghe porta avanti la propria politica indisturbata fino all’avvento di Napoleone che fa di Morbegno il capoluogo del Dipartimento dell’Adda e dell’Oglio, testimoniando il ruolo di rilievo e di spicco che ha la cittadina. Dopo la breve parentesi austriaca il comune, entra a far parte del Regno d’Italia nel 1861 e poco più di un secolo dopo viene insignita del titolo di Città.

Oggi Morbegno conta circa 12000 abitanti, tutti racchiusi fra le Alpi Retiche e le Alpi Orobiche, sui cui versanti è possibile dedicarsi ad escursioni e passeggiate ammirando un panorama di boschi, vigneti e verdi pascoli. Dai prati del fondovalle alle cime innevate del Monte Disgrazia le attività cui è possibile dedicarsi sono molteplici: nordic-walking, alpinismo, arrampicata, mountain-bike e sci.

Tuttavia oltre queste tipiche attività di montagna Morbegno è anche un città da scoprire a livello artistico-architettonico. Passeggiando fra le vie del centro è impossibile non notare gli affascinanti palazzi dalle eleganti facciate con balconcini in ferro battuto e artistici fregi o non rimanere ammirati davanti alle bellissime chiese, custodi di preziosi oggetti d’arte.

L’Auditorium Sant’Antonio, ad esempio, chiesa ormai sconsacrata in cui si svolgono concerti e spettacoli teatrali, è un ambiente unico che grazie ad un sapiente restauro che ha trasformato un antico edificio sacro in un bellissimo polo culturale. L’Auditorium ha un chiostro incredibilmente raffinato, con archi ribassati e colonne in marmo, decorate con fasce bianche, rosse e nere mentre le pareti sono impreziosite da scene di vita dell’Ordine Domenicano.

Costruita fra Seicento e Settecento è la Collegiata di San Giovanni Battista, un prezioso gioiello barocco che custodisce al suo interno una Sacra Spina, facente parte della corona indossata da Cristo in croce.

La Chiesa di San Pietro è invece molto più antica, eretta in epoca medievale è un importante luogo di culto, prima cattolico, poi protestante e quindi ancora cattolico. Nel corso degli anni ha subito svariate modifiche, conservando però una facciata sobria ma elegante, con un importante portale in marmo, accanto alla quale spicca il suo maestoso campanile barocco.

Una visita particolarmente interessante può essere quella del cimitero locale, al cui interno domina la scena la Chiesa di San Martino. All'interno, a cui si accede attraverso un pronao a tre arcate, si può ammirare il dipinto celebrativo del Santo che dà il nome alla chiesa.
Un altro importante luogo di culto è sicuramente il Santuario dell’Assunta che colpisce per il contrasto fra la semplicità dell’esterno e l’opulenza dell’interno. Gusto rinascimentale e barocco si contrappongono in un solo edificio stupendo ogni visitatore, il quale oltre alle bellezze architettoniche può ammirare le importanti opere artistiche e venerare le reliquie di San Prospero.

Palazzo Malacrida è invece un perfetto esempio di edificio in stile veneziano al di fuori dalla laguna, realizzato nel XVIII secolo è prezioso in ogni suo elemento. Affreschi, stucchi, dipinti e sculture riempiono gli ambienti con signorile raffinatezza. Il Salone d’Onore è certamente la stanza più importante ed imponente, quella che conferisce carattere all’intera costruzione. All’esterno crea contrasto l’ormai decadente giardino all’italiana dai cui terrazzamenti si può però ammirare tutta la bellezza del paesaggio morbegnese.

Il vero simbolo della città è forse il Ponte di Ganda, costruito sulla fine del XVIII secolo su progetto dell’ingegnere Bernardino Ferrari. La struttura a dorso di mulo è ciò che rende particolare la costruzione fatta con grossi blocchi di pietra.

Gli amanti di Storia Naturale possono poi studiare l’importante collezione del Museo Civico, in cui sono conservati materiali naturalistici della provincia di Sondrio.

A livello paesaggistico e naturalistico il territorio intorno Morbegno è spettacolare, un vero e proprio tesoro, con la Valle del Bitto di Gerola, in cui praticare sport sia in estate che in inverno, la Valle del Bitto di Albaredo con la grande mulattiera, la Costiera dei Cech, con i suoi campi coltivati e i suoi graziosi agglomerati di case, la Valmasino, con la sua stazione termale e i punti per l’arrampicata di Pizzo Badile e Sasso Remenno ed infine la selvaggia Valtartano, con boschi, caratteristici borghi in pietra e ben tre baite in quota, che garantiscono agli appassionati importanti esperienza a contatto della montagna.

A Morbegno il prodotto tipico è il formaggio: il Bitto e il Casera, complementi perfetti di pizzoccheri e polenta taragna. A questo sposalizio culinario si abbinano perfettamente i sapori dei frutti di bosco, delle castagne e dei funghi che si trovano abbndantemente nei boschi morbegnesi. Questi prodotti possono essere accompagnati dagli ottimi vini della Valtellina. L'occasione giusta per gustarli è l'evento Morbegno in Cantina che si svolge nei weekend di ottobre.

Un prodotto tipico della zona ed esclusivamente reperibile nel territorio è la Cupeta, un dolce a base di miele, noci e ostia, da provare accompagnato ad uno dei pregiati vini locali.
Data la sua posizione, Morbegno è perfetta per essere visitata in ogni periodo dell’anno, a seconda dei propri interessi. Con il caldo per godere della bellezza dei paesaggi boschivi o d’inverno per divertirsi sciando; fiaccolate, camminate e manifestazioni enogastronomiche hanno luogo in ogni stagione e possono rendere speciale il ricordo di una giornata in città. L'8 dicembre non perdetevi la manifestazione di Christmas Art.

Come arrivare
A Morbegno si arriva comodamente in automobile percorrendo la SS36 e la SS38 o la SS340 provenendo da Como o la SS470 da Bergamo.
Dotata di Stazione Ferroviaria, la città dista meno di due ore da Milano, a cui è ben collegata.
I due aeroporti più vicini sono quelli di Linate e Malpensa e Orio al Serio.
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