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Neive, il borgo piemontese delle Langhe

Neive, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

La Torre dell’Orologio in posizione dominante, nel cuore del villaggio medievale, e le stradicciole lastricate di ciottoli che si arrampicano sino ad essa, basterebbero a giustificare la presenza di Neive nel club dei Borghi più belli d’Italia. Ma le meraviglie di questa cittadella piemontese delle Langhe, in provincia di Cuneo, sono ben più numerose: prima fra tutte l’atmosfera genuina che vi si respira, mantenuta con orgoglio dai 3200 abitanti attuali. Il panorama increspato di colline ricamate di filari fa il resto: Neive è una parentesi idilliaca in una regione magica, da scoprire con la dovuta lentezza.

Il nome è dovuto probabilmente alla nobile Gens Naevia, che in età romana possedeva questi territori. Il castello ha però origini medievali, così come il monastero che ben presto venne costruito al suo fianco ad opera dei benedettini. I comuni di Asti e Alba si contesero Neive a lungo, finché non passò nelle mani dei Visconti nel 1387. Passata alternativamente dalla Spagna alla Francia per un periodo, nel 1530 Carlo III la annesse al Ducato di Savoia e trent’anni dopo, con il Duca Emanuele Filiberto, questa posizione si stabilizzò: sin alla costituzione della Repubblica Italiana fu strettamente legata alle vicende di questa nobile casata.

Il fascino di Neive ricorda la bellezza di una vecchia cartolina, un po’ sbiadita e un po’ impolverata, ma comunque profumata di usi pittoreschi e intrisa di un’aria familiare, dolcemente malinconica. Eppure non si tratta di una foto in bianco e nero: a Neive i colori non mancano, le stradicciole sono animate spesso da feste paesane e mercatini e gli amanti dell’avventura trovano pane per i loro denti nel paesaggio circostante. Benché l’antico castello sia andato quasi totalmente distrutto, l’impianto medievale del centro è rimasto inalterato: le case con le tegole rosse, strette le une alle altre, creano uno scenario pittoresco abbracciato dal verde e dai vigneti.

Vigneti generosi di buon vino. Non può mancare, dunque, una visita alle cantine del borgo e alle aziende vinicole, spesso ricavate da vecchie dimore signorili: è il caso della settecentesca casa dei Conti di Castelborgo, con una cantina d’epoca agghindata di decori raffinati e arredi originali. Per accedere al giardino, incorniciato da mura imponenti, si varca un ingresso sontuoso realizzato dall’architetto del posto Giovanni Antonio Borgese nel 1751, di cui restano soltanto tre arcate e un bel cancello in ferro battuto con lo stemma dei Castelborgo sulla cima.
Lo stesso architetto ha progettato l’Arciconfraternita di san Michele, eretta tra il 1759 e il 1789 in stile barocco sabaudo, con una sola navata e un’elevata cupola centrale, caratterizzata da un portale decorato a bassorilievo.

Da vedere l’abitazione più antica di Neive, Casa Cotto, che dal XIII secolo costituisce anche una delle dimore più affascinanti del borgo: originariamente casa-forte di una facoltosa famiglia di banchieri, aveva una torretta che ora non esiste più. I soffitti sono preziosi e i caminetti sono molto antichi, e durante le operazioni di restauro sono stati ritrovati nella porta d’accesso alcuni mattoni risalenti al periodo romano. Della stessa epoca è la già citata Torre dell’Orologio, costruita nel 1224 sotto il dominio di Asti.

Ma c’è una costruzione ancora più datata: è la Torre del Monastero del X secolo, in severo stile romanico, a pianta quadrata, unica superstite del monastero benedettino di Santa Maria del Piano situato sulla strada che conduce a Mango. Altri edifici sacri, meglio conservati, vanno ad arricchire il tesoro di Neive: è il caso delle cappelle cinquecentesche dedicate a san Rocco e a San Sebastiano. La prima, in particolare, ha una pianta quadrangolare, è preceduta da un portico ed è affiancata da un campanile aggraziato.

Infine vale la pena di vedere Casa Bongioanni, ancora una volta opera di Borgese, con i suoi affreschi e le sue decorazioni a stucco, e il cimitero nuovo situato a pochi passi dal centro storico. Un’attrazione tutt’altro che macabra: il cimitero costituisce infatti un bell’esempio di arte novecentesca, con le sue cappelle eleganti in stile neogotico, realizzate dallo scultore torinese Carlo Biscarra.

Ma Neive, oltre ad essere un borgo da ammirare, è senza dubbio un borgo da vivere e assaporare. A tal proposito non c’è niente di meglio delle specialità culinarie locali, e delle feste paesane organizzate nel centro nei vari mesi dell’anno. Tra i prodotti enogastronomici più caratteristici ci sono il Barbaresco, vino rosso tendente all’arancione intenso, e un salame saporitissimo profumato proprio con l’aggiunta di questo vino. Da gustare anche le nocciole delle Langhe e i pregiati tartufi della vicina Alba. Tra le ricette si consigliano la bagna caôda, i tajarin al tartufo, il coniglio al civèt, la carne cruda all’albese e infine, per terminare in bellezza, la torta di nocciole o lo zabaione al moscato.

Innumerevoli sono le ricorrenze e le festività durante le quali stare in compagnia, degustare simili prelibatezze e avvicinarsi alle tradizioni del luogo. Si comincia in aprile con la ‘corsa di Pasquetta’ e si prosegue in maggio con ‘la primavera del borgo’, che celebra l’arrivo della stagione più mite allestendo mercatini e stand mangerecci. In giugno è la volta di ‘Neive in bollicine’, la manifestazione dedicata al vino frizzante Champenois, e dei ‘venerdì del borgo’, con serate musicali e presentazioni di libri negli angoli più pittoreschi del centro. In settembre ci sono la festa patronale ‘San Michelissimo’ e il tradizionale ‘pranzo del vendemmiatore’ organizzato dalla Pro Loco in onore dell’arte vinicola. ‘Il Natale del Borgo’, tuttavia, è il momento più magico, quando le bancarelle di dolciumi, stuzzichini e prodotti artigianali locali invadono le stradicciole di Neive e ovunque si diffonde un profumo familiare di vin brulé.

Anche il clima contribuisce alla bellezza di Neive, con le sue estati piacevoli e gli inverni frizzanti: in luglio, il mese più caldo, il valore medio è di circa 22°C, mentre in gennaio la media è di 1°C. Le piogge si concentrano in primavera e in autunno, e in inverno cedono il passo a spettacolari nevicate.

Arrivare a Neive non è difficile, grazie alle buone vie di comunicazione sia stradali che ferroviarie. Chi viaggia in auto e viene da Torino può prendere la statale 29 fino a Vezza, quindi la provinciale per Castagnito e Neive. Chi arriva da Cuneo si servirà della statale 231, da percorrere in direzione Asti fino all’incrocio di Baraccone di Castagnito, per poi voltare a destra e seguire le indicazioni fino alla mera. Da Milano o Genova si prende l’autostrada A7 fino a Tortona, poi la A21 con uscita Asti Est e la statale 231 in direzione Alba.
Chi preferisce il treno trova la stazione di Neive sulle linee Torino-Bra-Alba-Neive e Asti-Alba, mentre l’aeroporto più vicino è quello di Torino, circa a 70 km.
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